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Il messaggio alla coalizione

La maratona delle Partecipate a Palermo, Lagalla detta la linea: “Aziende non sono serbatoi di interessi politici”

martedì 21 Aprile 2026
Roberto Lagalla ed Alessandro Anello

Efficacia e efficienza. I principi fondanti dell’economia. Produrre molto. Produrre bene. Il modello di società Partecipata che il sindaco Roberto Lagalla vorrebbe per il Comune di Palermo. Un concetto espresso ieri pomeriggio rispondendo ad una domanda specifica relativa al prossimo rinnovo dei CdA. Il momento è ormai vicino. Una volta approvato il terzo bilancio del triennio, le falangi operative dell’Amministrazione Comunale dovranno andare incontro ad un fisiologico rinnovo. “E’ un passaggio istituzionale che va consumato ad ogni triennio“, ha commentato il primo cittadino a margine della conferenza stampa sul masterplan per il quartiere Zen di Palermo.

Parole udite anche dalle fini orecchie della maggioranza. Fra gli ascoltatori più attenti delle parole del primo cittadino c’era l’assessore allo Sport Alessandro Anello. Esponente della Lega. Ovvero l’unico partito che ad oggi non vanta nemmeno una presidenza all’interno dei banchi del sottogoverno. Sarà proprio il Carroccio, con ogni probabilità, ad aprire il valzer politico delle richieste sul rimpasto delle aziende comunali. Probabilmente ad inizio maggio. Gli interessati alle grandi manovre nelle società Partecipate sono molti. Soggetti ai quali il sindaco rivolge parole chiare e lapalissiane. “Le società Partecipate non possono essere serbatoi di interessi politici, ma devono essere sempre di più un servizio vero per la comunità e la città“.

Lagalla detta la linea agli alleati

Il rinnovo delle società Partecipate è infatti uno di quegli argomenti che sta scalando piano piano la classifica dell’agenda politica dei partiti palermitani. Più si avvicina il momento, più il clima diventerà sempre più infuocato. Il tutto all’interno di una maggioranza che, nelle ultime settimane, non ha nascosto i propri mal di pancia. Schermaglie politiche che poco sembrano interessare al sindaco. Intento piuttosto a ribadire la linea adottata fino ad oggi nelle cariche politiche e di sottogoverno. “Il rinnovo dei CdA delle società Partecipate rappresenta un passaggio istituzionale che va consumato ad ogni triennio. Lo faremo mantenendo però fermo il criterio con cui abbiamo lavorato con le società Partecipate in questi anni. A partire dal risanamento dei conti. Un processo già esistente che ha portato alla risoluzione del fenomeno dei disallineamenti e al fatto che non abbiamo aziende in deficit. Poi va proposto un miglioramento progressivo dei servizi. Le società Partecipate non possono essere serbatoi di interessi politici, ma devono essere sempre di più un servizio vero la comunità e la città“.

Il futuro dello Zen: l’apporto delle società Partecipate

Un messaggio chiaro. Anzi, lapalissiano. Ad udirlo c’erano non solo gli assessori comunali, ma anche e soprattutto alcuni esponenti uscenti proprio delle società Partecipate. Fra questi c’era anche il presidente di Amat Giuseppe Mistretta, seduto durante l’evento vicino ad un esponente politico con una sgargiante giacca rossa. Una di quelle sirene del centrodestra con cui, secondo i microfoni sempre accesi di Radio Palazzo, il numero uno di via Roccazzo avrebbe dialogato nelle ultime settimane. Anche se, ad oggi, tali voci sono da considerarsi alla stregua di meri e propri rumors. Di certo c’è il lavoro fatto e che farà dall’azienda che si occupa di trasporto pubblico locale. Già a partire dalle operazioni di rilancio del quartiere Zen di Palermo. “Le società partecipate sono spesso croce e delizia di questa città e oggetto quotidiano delle lamentele dei cittadini -ha dichiarato ieri pomeriggio Lagalla -. La sicurezza deve riguardare ogni angolo di questa città e con Amat stiamo facendo un lavoro speciale per ricucire la presenza del trasporto pubblico all’interno di questo quartiere, in prospettiva dell’arrivo del tram; dobbiamo immaginare uno Zen ancora più permeabile, aperto e funzionale“.

Il rinnovo dei CdA: la situazione in casa Amat

Proprio Amat è una di quelle aziende che ha fatto recentemente parlare di sè. Giovedì scorso infatti, le organizzazioni sindacali di via Roccazzo si sono fatte sentire con una dura nota rivolta al presidente Giuseppe Mistretta. Motivo del contendere è stato la mancata approvazione del contratto di servizio e, di conseguenza, del piano industriale. Motivo per il quale le sigle dei lavoratori hanno chiesto, entro dieci giorni, un incontro al primo cittadino per discutere del futuro dell’azienda. In realtà, della vicenda si sarebbe dovuto parlare già nel Consiglio d’Amministrazione convocato venerdì nella sede aziendale di Amat. Tuttavia, il main event della riunione è stato il confronto fra lo stesso Giuseppe Mistretta e il direttore generale Domenico Caminiti. Un decano della società di trasporto pubblico locale, dedito al lavoro e sul quale ricadono importanti deleghe. Fatto che lo ha portato ad accumulare un elevato numero di giorni di ferie da recuperare. Ben 170 riferiscono fonti aziendali. Fatto che, con l’avvicinarsi del pensionamento dello stesso Caminiti, costringeranno lo stesso ad un periodo di pausa forzata, con riassegnazione delle deleghe ad interim e, successivamente, la futura indizione di un bando per scegliere il nuovo direttore generale.

Sindacati di Sispi convocano stato di agitazione permanente

Il tutto in un periodo di transizione per Amat, visto che la società dovrà andare incontro al sopracitato meccanismo del rinnovo del CdA. Così come Sispi, altra azienda Partecipata del Comune di Palermo che si occupa della gestione dei servizi informatici. Mentre ieri andava in scena la presentazione del masterplan sul quartiere Zen di Palermo, i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl hanno convocato lo stato di agitazione permanente, con “blocco degli straordinari e di tutte le attività non ordinarie“. Gli esponenti dei lavoratori hanno chiesto “al sindaco Lagalla, all’assessore al ramo Ferrandelli, alle commissioni consiliari competenti, ossia la prima e la terza, di essere auditi prima possibile, al fine di rappresentare le ragioni dei 95  lavoratori della Sispi sulla stabilità economica aziendale“.

Sarebbero diversi, a giudizio dei sindacati, i problemi in essere nell’azienda presieduta da Giovanna Gaballo. “Lo stanziamento previsto dalla giunta Lagalla e approvato anche in Consiglio comunale – scrivono Cgil e Cisl in una nota – prevedeva un affidamento di circa 11 milioni di euro annui per il triennio 2025/2027, per i cosiddetti “nuovi sviluppi” tecnologici. Un piano industriale smentito nei fatti: per il 2025 gli affidamenti per i progetti assegnati a Sispi ammontano soltanto a 3,4 milioni di euro. I dati del bilancio consuntivo 2025. Ancora più drammatica la sostenibilità aziendale ed economica del budget 2026: i sindacati hanno preso atto che per l’annualità 2026 l’affidamento di “nuovi sviluppi” alla data odierna è pari a zero euro. A tutto questo si aggiunge l’avvio del piano dei fabbisogni del personale, con l’avvenuta assunzione di 15 nuovi dipendenti, ai quali va garantita la copertura finanziaria e il futuro lavorativo, cose al momento non sembrano più esistere. Il completamento del piano dei fabbisogni prevede a regime l’assunzione di 35 unità“.

Rap potenzia la differenziata, sullo sfondo le critiche alla gestione Todaro

Altra azienda su cui incombe il rinnovo del CdA è la Rap. Società Partecipata che si occupa della gestione della raccolta dei rifiuti in città. A presiederla c’è Giuseppe Todaro, volto civico vicino al sindaco Roberto Lagalla. Oggi, proprio il numero uno di Palazzo Cairoli sarà protagonista di una conferenza stampa in cui verrà annunciato l’avvio del nuovo step di raccolta differenziata nel quartiere Noce di Palermo. Uno di quei settori su cui l’azienda ha investito molto, così come sul piano assunzioni e sul piano di risanamento dei conti. Settore gestionale, quest’ultimo, su cui negli ultimi mesi si è focalizzata l’attenzione non solo dei rappresentanti sindacali della Cgil, ma anche degli uffici dell’area del Controllo Analogo. Uno di quei settori di competenza di una meloniana come Brigida Alaimo.

Cgil e Fratelli d’Italia. Due mondi con quasi nulla in comune. Ma che negli ultimi mesi hanno condiviso alcune perplessità sulla gestione di Rap, in particolare sul tema avanzato da Anac relativo al possibile conflitto d’interesse dello stesso numero uno di Palazzo Cairoli. Va detto che il lavoro e l’impegno di Todaro non sono mai stati messi in discussione dal sindaco. Fatto che non esclude un possibile ricorso ad una soluzione di continuità. In ogni caso, rinnovo o non rinnovo, ad esprimere la futura presidenza dovrebbe essere l’area di Lavoriamo Per Palermo-Grande Sicilia. Ovvero, proprio quella facente capo al sindacoi Roberto Lagalla Anche se, in questi tempi caotici per la politica siciliana, non sono da escludere colpi di scena.

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