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L'intervento

Chirurgia robotica, al San Marco di Catania eseguita una proctocolectomia totale su una 60enne

lunedì 25 Maggio 2026

L’equipe dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale, del Policlinico San Marco di Catania, diretta da Gianluca Di Mauro, ha eseguito con successo un delicato intervento di proctocolectomia totale robotica su una paziente di 60 anni affetta da una grave forma di rettocolite ulcerosa (Rcu).

Si tratta, spiega l’azienda ospedaliera universitaria, di una procedura innovativa e altamente complessa, tra le prime realizzate nel Mezzogiorno. Il decorso post-operatorio della paziente procede un modo regolare tanto da far prevedere un rapido ritorno alla normalità. Grazie alla visione tridimensionale e ad alta definizione offerta dalla consolle robotica, il chirurgo ha potuto controllare ogni movimento e operare con grande accuratezza, anche in spazi particolarmente ristretti come il bacino, dove il robot permette manovre irrealizzabili con la sola mano umana. La paziente era arrivata all’osservazione dei medici in condizioni cliniche molto complicate.

La malattia, infatti, non rispondeva più né alle terapie tradizionali né ai più avanzati trattamenti biologici. L’équipe, di fronte a questo quadro, ha individuato nella chirurgia l’unica opzione terapeutica efficace. Per ripristinare la continuità intestinale, è stato realizzato una “J-Pouch”, una tasca interna, ottenuta utilizzando l’ultima parte dell’intestino tenue, in sostituzione del retto asportato.

“Stiamo ampliando costantemente le nostre prestazioni innovative grazie alle più moderne tecnologie disponibili nella nostra Azienda – sottolinea il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito l’introduzione di questa nuova procedura di chirurgia robotica rappresenta un ulteriore passo avanti nella qualità dei servizi offerte con il sistema Da Vinci, e ne siamo molto soddisfatti. Il nostro obiettivo è essere un punto di riferimento per la chirurgia mininvasiva ad alta specializzazione, grazie all’impegno quotidiano di eccellenti professionisti capaci di affrontare con competenza anche i casi più complessi”.

“Il vantaggio del robot in casi come questo è straordinario – spiega Di Maurosiamo riusciti a intervenire, nel corso della stessa procedura, sia nella parte alta dell’addome sia nello stretto spazio della pelvi, preservando con grande accuratezza i plessi nervosi. Il tutto attraverso quattro accessi mininvasivi di appena 8-12 millimetri. Questo significa offrire alla paziente non solo la guarigione dalla malattia, ma anche il mantenimento delle funzioni fisiologiche e una qualità di vita elevata”.

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