Inizio anno scoppiettante in quel del Comune di Palermo. Come già accennato nei giorni scorsi, dalle parti di Palazzo delle Aquile si respira un clima di relativa calma. Ma la tempesta è dietro l’angolo, portata in particolare da due venti tempestosi. Da un lato c’è la disgregazione della Democrazia Cristiana. Dall’altro la spaccatura interna alla corrente palermitana di Fratelli d’Italia. Refoli che Roberto Lagalla sarà chiamato a gestire non solo in vista delle amministrative 2027, ma anche e soprattutto in vista del prossimo rinnovo dei CdA delle società Partecipate atteso entro metà 2026.
La disgregazione della DC, si dimette il coordinatore cittadino
L’occhio della politica è sempre rivolto al futuro. Ma la storia si scrive nel presente. E oggi il primo punto nell’agenda della politica palermitana riguarda il futuro della Democrazia Cristiana. I microfoni di Radio Palazzo parlano sempre più insistentemente di un partito pronto a sfaldarsi una volta consumato il rimpasto regionale. Il dato certo è che diversi dirigenti della compagine rifondata da Totò Cuffaro hanno già lasciato il partito. L’ultimo a dare l’addio, questa mattina è stato il coordinatore cittadino Giorgio Cipolla.
“Si tratta di una scelta personale e ponderata, necessaria e coerente con i miei valori, maturata nella convinzione che l’impegno civile e politico non coincida necessariamente con l’appartenenza a una struttura o con l’esercizio di una funzione formale – ha scritto lo stesso Cipolla in una nota inviata alla stampa -. La decisione non nasce da alcun contrasto. Ritengo tuttavia doveroso chiarire che il mio percorso di responsabilità e partecipazione non si interrompe con questa scelta: continuerò a fare la mia parte con serietà e coerenza, in forme diverse, guidato dagli stessi valori“.
Dove potrebbero andare gli esuli della DC?
Insomma, il partito starebbe andando verso la disgregazione. Fatto che cambierà completamente lo scenario politico palermitano, con particolare riferimento agli equilibri della maggioranza a sostegno del sindaco Roberto Lagalla. Attualmente, il gruppo della DC è composto da sei consiglieri comunali. Più del doppio di quelli di inizio consiliatura. Ma in caso di scioglimento, dove potrebbero approdare gli alfieri centristi? Una domanda ai quali i ben informati di Palazzo delle Aquile stanno provando a rispondere.
Le tensioni in casa Fratelli d’Italia
Parlerebbe meloniano il futuro del capogruppo Domenico Bonanno e di Viviana Raja. I due, candidati in coppia alle scorse amministrative, avrebbero avuto folte interlocuzioni con l’assessore regionale Francesco Scarpinato, osservatore interessato del rimpasto regionale e delle ricadute romane che potrebbero avere per l’alfiere palermitano vicino al ministro Francesco Lollobrigida. Una mossa che porterebbe ad otto la truppa del partito, sempre più affollato di possibili candidati a qualunque livello. Fatto non da poco visto il momento difficile vissuto dalla corrente palermitana.
Nelle ultime settimane infatti i corridoi della compagine meloniana si sono riempiti di rumors rispetto ad una frattura fra la corrente dell’eurodeputato Giuseppe Milazzo e quella della deputata nazionale Carolina Varchi. Una rottura che sarebbe nata sulla possibile candidatura ad assessore regionale di Brigida Alaimo, prima dei non eletti all’Ars ed attuale assessore comunale al Bilancio. Varchi ed Alaimo sono state avvistate in questi giorni allo Zen. Quartiere in cui si è tenuto un evento promosso dall’intero partito ma al quale non sono risultati presenti esponenti vicino al capogruppo di Fratelli d’Italia. Fatto accaduto, a parti invertite, alla convention dell’ECR promossa da Milazzo. Anche se in quell’occasione pare che la parlamentare fosse impegnata in altra sede istituzionale. Un contesto, quello di Villa Ayroldi, nel quale l’eurodeputato ha lanciato per primo la ricandidatura a sindaco di Roberto Lagalla.
In politica mai chiudere la porta ai ritorni..
Sono associati a Forza Italia invece i nomi di Salvatore Di Maggio e Natale Puma. Entrambi i nomi sono vicini alla corrente presidente della Sas Mauro Pantò e dell’ex assessore Andrea Mineo. Per il primo si tratterebbe di una prima volta da consigliere comunale in casa azzurra, dopo una lunga esperienza in Forza Italia in V Circoscrizione culminata con la candidatura del figlio a presidente nel 2017. Per il secondo sarebbe la seconda esperienza nel gruppo azzurro in questa consiliatura. Entrambi vantano un’esperienza di lungo corso fra le fila berlusconiane, interrotta però in malo modo dopo la rottura con la leadership del partito. Un loro eventuale ritorno in quota azzurra sarebbe la conferma che in politica le porte non si chiudono mai.
A confermarlo ci sono anche i rumors che parlano del futuro di Giovanna Rappa. La consigliera comunale, eletta in quota Lavoriamo Per Palermo, potrebbe infatti rientrare all’interno del perimetro del sindaco Roberto Lagalla. Questa volta però in quota MpA. A curare l’operazione, riferiscono i ben informati, sarebbe stato l’ex consigliere comunale Sandro Oliveri. Tramonterebbe così la pista che portava la stessa Rappa alla riformazione della coppia elettorale con il vicepresidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mancuso.
Destino incerto per..
E’ avvolto nel mistero, ancora, il futuro del presidente della IV Commissione Salvo Imperiale. L’esponente della DC, cuffariano della prima ora, non ha ancora deciso il da farsi. Ma è chiaro che, di fronte ad un riposizionamento di massa, anche per lui potrebbe arrivare il momento di cercare una nuova casa. Uno scenario futuro dal quale dipende anche la permanenza in Giunta di Giuliano Forzinetti. Il sindaco non è mai stato propenso ai cambiamenti. Lo dimostra quanto avvenuto nella scorsa primavera durante l’avvicendamento fra Rosi Pennino e Mimma Calabrò. Ma appare evidente, almeno ai volti noti della politica palermitana, che di fronte ad una disgregazione della DC anche il primo cittadino potrebbe essere costretto a prenderne atto.



