“Questo è il governo che ha affrontato il tema delle stabilizzazioni, che ha lavorato per il risanamento dei bilanci e per rimettere ordine nei conti pubblici. Ma oggi abbiamo il dovere di compiere un ulteriore passo avanti: salvaguardare i lavoratori comunali, restituire dignità al loro lavoro e garantire ai cittadini servizi efficienti. Non possiamo continuare a chiedere ai Comuni di funzionare con personale costretto da decenni a lavorare a metà tempo”. Lo dichiara l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, intervenendo sulla grave situazione finanziaria e organizzativa che interessa numerosi enti locali siciliani.
“I dati sulla condizione economica dei Comuni siciliani – prosegue Tamajo – descrivono una realtà che non può più essere ignorata. Oltre cento enti vivono situazioni di difficoltà finanziaria, tra squilibri strutturali, dissesto e predissesto. A questa fragilità si aggiunge una questione sociale e amministrativa rimasta irrisolta per oltre vent’anni: quella dei lavoratori ex precari, oggi stabilizzati ma in larga parte ancora impiegati con contratti da 18 o 24 ore settimanali“.
“Abbiamo superato la stagione del precariato, ma non possiamo considerare conclusa quella battaglia finché migliaia di lavoratori continueranno a percepire retribuzioni insufficienti, con prospettive pensionistiche fortemente penalizzate. È un paradosso che dobbiamo superare: abbiamo stabilizzato le persone senza mettere pienamente nelle condizioni gli enti di utilizzare le loro professionalità”. Per Tamajo è necessario aprire una nuova fase dell’azione amministrativa regionale.
“La stabilizzazione è stata una conquista, ma non può rappresentare il punto di arrivo. È intenzione di questo governo affrontare anche questa partita, individuando le necessarie risorse economiche e gli strumenti normativi per favorire la trasformazione a tempo pieno dei rapporti di lavoro del personale part-time in servizio nei Comuni siciliani, indipendentemente dal bacino di provenienza, nel rispetto degli equilibri finanziari degli enti”.
“Non si tratta soltanto di una questione occupazionale. È una scelta che riguarda il futuro delle nostre comunità. Un Comune senza personale sufficiente non riesce a programmare, a spendere le risorse disponibili, a garantire servizi e a rispondere alle esigenze dei cittadini. Rafforzare gli organici significa rafforzare le istituzioni e la capacità amministrativa dei territori”.
“Il risanamento dei conti non può essere disgiunto dal risanamento sociale. Dopo oltre vent’anni di attese, è arrivato il momento di dare una prospettiva concreta a questi lavoratori. La buona amministrazione non si misura soltanto attraverso i bilanci in ordine, ma anche attraverso la dignità delle persone che ogni giorno tengono in piedi i nostri Comuni. Questa deve essere la prossima grande sfida del governo regionale”, conclude Tamajo.



