E anche l’ultimo disegno di legge contenente norme di carattere ordinamentale, escluse dall’ultima Finanziaria regionale, è stato incardinato in aula. Il ddl stralcio della III Commissione Attività Produttive è approdato a Sala d’Ercole. Il testo, esitato ieri mattina in Commissione, ha avviato il proprio percorso in aula. Ancora una volta, però, a dettare i tempi dei lavori è stata l’assenza del governo regionale.
Le norme di carattere ordinamentale escluse nel corso della maratona di fine 2025 sono tornate nelle Commissioni di merito, ma ad oggi, dopo circa sei mesi, tre su sei non hanno ancora trovato il via libera. Unici testi ad aver incassato il disco verde, con difficoltà non indifferenti, sono stati quelli della I Commissione Affari Istituzionali, della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro e della VI Commissione Salute. Manca ancora all’appello il ddl spesa delle II Commissione Bilancio. Ha invece compiuto un passo indietro quello della IV Commissione, richiesto dal presidente Giuseppe Carta per ulteriori approfondimenti dopo i confronti con le associazioni di categoria (CLICCA QUI).
Nel corso della seduta di ieri, guidata dal vicepresidente Nuccio Di Paola, il presidente della III Commissione Gaspare Vitrano ha illustrato la relazione. Nulla da fare invece per l’avvio della discussione generale, posticipata a data da destinarsi. E’ stato invece fissato a giovedì 18 giugno il termine per gli emendamenti.
Ma cosa prevede il disegno di legge? Tante le materie sul tavolo: dalla transizione energetica al tessuto produttivo, fino all’agricoltura.
In materia di produzione energetica, argomento cardine del primo capo, si interviene in materia di termini entro cui ciascun titolare di concessione per la coltivazione di idrocarburi effettua versamenti alla Regione e ai Comuni, e sui termini per la trasmissione del prospetto e delle ricevute all’assessorato all’Energia. Fari puntati anche sul rilascio dell’autorizzazione unica per gli impianti a fonti rinnovabili di energia, subordinato alla preventiva prestazione da parte dell’istante di polizza fideiussoria a prima richiesta.
Spazio anche al mondo delle cooperative. È prevista, infatti, l’estensione delle agevolazioni già concesse alle imprese artigiane. Un’iniziativa nata dalla necessità di fare fronte alle richieste avanzate dal comparto, con un abbattimento dei costi di finanziamento e un contributo a fondo perduto sull’investimento effettuato.
Tra le novità anche la previsione di una nuova disciplina affinché sia soddisfatto il requisito della dotazione di parcheggi pertinenziali posti a carico delle strutture di vendita grande, medie e di vicinato e la possibilità di cambiare la destinazione d’uso dei fabbricati, qualora sia stato modificato lo strumento urbanistico in modo da far venire meno il requisito della distanza minima di 200 metri dai centri abitati.
Un articolo è invece dedicato alla plastic tax. L’Unione europea ha imposto il pagamento di 800 euro per ogni tonnellata di plastica non riciclata prodotta da ogni Stato membro senza intervenire sui singoli regolamenti nazionali. La direttiva Sup e la normativa nazionale di recepimento disciplinano la gestione di un particolare polimero e imballaggio in plastica, le bottiglie monouso in pet per bevande. Gli Stati sono chiamati ad assicurare determinata percentuali. Gli obiettivi da raggiungere di raccolta e riciclo, che rappresentano un’opportunità in termini ambientali, ma anche industriali, sono stati confermati dal nuovo regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, normativa entrata in vigore nel febbraio 2025 e le cui disposizioni si applicheranno a partire ad agosto 2026. La soluzione per l’adeguamento della normativa è quella di una maggiore integrazione della raccolta differenziata tradizionale con la raccolta selettiva tramite ecocompattatori. L’obiettivo è dunque duplice: installare sempre più ecocompattatori, ma anche fare in modo che raccolgano un numero sempre crescente di bottiglie.
Per quanto riguarda invece l’agricoltura e lo sviluppo rurale, protagonisti dell’ultimo capo, è prevista una nuova disciplina in materia di preziario regionale per le opere e gli investimenti delle imprese agricole, da aggiornare ogni 24 mesi invece degli attuali 12, e la definizione della nuova composizione della relativa commissione consultiva per la redazione del preziario regionale.



