Stop al disegno di legge stralcio della IV Commissione Ambiente. Resta in stand by il lungo percorso verso l’archiviazione totale delle “scorie” dell’ultima Finanziaria regionale. Le norme di carattere ordinamentali escluse nel corso della maratona di fine 2025 sono tornate nelle Commissioni di merito, ma ad oggi, giunti dopo circa sei mesi tre su sei bussano ancora alle porte di Sala d’Ercole. Unici testi ad aver incassato il disco verde, con difficoltà non indifferenti, sono stati quelli della I Commissione Affari Istituzionali, della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro e della VI Commissione Salute. Mancano ancora all’appello il ddl stralcio della III Commissione Attività Produttive e quello di spesa delle II Commissione Bilancio.
E’ fallito il tentativo di avviare la discussione generale del ddl stralcio della IV Commissione Ambiente. Il presidente Giuseppe Carta ha chiesto di far tornare il disegno di legge in Commissione per ulteriori approfondimenti, dopo le criticità sollevate da alcune associazioni di categoria, in particolar modo Confindustria e Legambiente, in merito all’articolo 2, che si inserisce nel vasto capitolo della transizione energetica: le disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale degli impianti di accumulo elettrochimico (Battery Energy Storage System-BESS).
La norma stabilisce che i progetti relativi agli impianti vengano assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), parere obbligatorio per gli impianti che presentano almeno una delle caratteristiche: potenza nominale pari o superiore a 20 MW; capacità di accumulo pari o superiore a 20 MWh; ubicazione in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico, sismico o ambientale; presenza di sostanze pericolose in quantità significative ai sensi del decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 e successive modifiche ed integrazioni. Sono esclusi i progetti di dimensione inferiore
Ai fini della valutazione ambientale di nuovi impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili “è obbligatoria la dotazione di adeguati sistemi di accumulo elettrochimico di capacità proporzionata alla potenza installata, quale misura di integrazione e stabilizzazione del sistema elettrico nazionale, o convenzione con impianto di accumulo esistente“. Escluse le valutazioni ambientali già concluse ed agli atti autorizzativi rilasciati alla data di entrata in vigore di tale normativa.
Il testo contiene anche altre materia. Tra gli otto articoli si parla anche di: contratti pubblici, il Fondo di progettazione, l’urbanistica, i Piani regolatori generali comunali e opere di protezione delle coste. Ma il ddl interessa molto da vicino anche il Comune di Palermo, con la rimodulazione di un contributo straordinario per consentire la riapertura del Parco Ninni Cassarà di Palermo.



