Cinquantaquattro Comuni, un defibrillatore per ciascuno e una rete che parte dai territori per arrivare fino alla Centrale operativa del 118. È iniziata la consegna dei DAE (Defibrillatore automatico esterno) acquistati dalla Regione Siciliana per i piccoli centri dell’Isola. La prima tranche ha coinvolto il bacino Palermo Trapani, con 47 Comuni della Provincia di Palermo e 7 del Trapanese chiamati a ricevere gli apparecchi.
È il primo passaggio concreto della distribuzione dei 202 defibrillatori destinati ai Comuni siciliani fino a 5 mila abitanti, un intervento che SiciliaMedica.it e ilSicilia.it avevano anticipato nei giorni scorsi. Il procedimento è stato seguito dal Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica attraverso il Servizio 6 Emergenza urgenza sanitaria, Isole minori e Aree disagiate. Dopo Palermo e Trapani, le consegne proseguiranno negli altri bacini territoriali del 118.
“Con questa misura vogliamo rafforzare la sicurezza anche nei Comuni più piccoli della Sicilia. Quando si verifica un arresto cardiaco i primi minuti possono diventare decisivi. E avere un defibrillatore disponibile sul territorio significa aumentare le possibilità di intervenire tempestivamente in attesa dell’arrivo dei soccorsi. La Regione ha destinato 200mila euro a questo intervento, previsto dalla legge regionale del 2025, con l’obiettivo di portare un DAE anche nei centri con meno abitanti. È un investimento che guarda soprattutto alle comunità più piccole e ai territori più distanti dai grandi presidi sanitari, dove la presenza di un defibrillatore può risultare decisiva”, dichiara l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso.
“L’investimento, per contribuire a rendere più sicure queste comunità, però non deve fermarsi alla semplice consegna dei dispositivi. I defibrillatori devono diventare parte effettiva della rete dell’emergenza e per questo il collegamento con il 118 e con le Centrali operative rappresenta un passaggio fondamentale. Dopo la consegna spetterà, infatti, ai Comuni garantirne la manutenzione, conservarli in piena efficienza e fare in modo che restino realmente disponibili quando servono. La Regione ha messo a disposizione le risorse e gli strumenti, ma adesso sarà importante che questa dotazione continui a essere realmente fruibile nel tempo. Solo così potrà tradursi in una tutela concreta per i cittadini”, aggiunge l’assessore.
“L’aspetto formativo è fondamentale. Per questo i Comuni dovranno individuare le persone da avviare ai corsi. Allo stesso tempo, sarà importante collocare il defibrillatore in un luogo accessibile e garantirne la disponibilità quando serve. Non basta avere il dispositivo. Bisogna sapere dove si trova e mettere le persone nelle condizioni di intervenire correttamente”, ha sottolineato Tatiana Agelao, dirigente generale del Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica.
Il collegamento con il 118
Per il bacino Palermo Trapani ha preso parte alla consegna il direttore della Centrale operativa 118 Fabio Genco, accompagnato dal coordinatore infermieristico Gaetano Di Fresco. Con le consegne prende avvio anche il coinvolgimento operativo della Centrale, dalla conoscenza dei dispositivi presenti sul territorio alla gestione delle richieste di soccorso in caso di sospetto arresto cardiaco.
“Quando arriva una richiesta di soccorso per un sospetto arresto cardiaco, la Centrale attiva immediatamente il mezzo più appropriato e contemporaneamente verifica le risorse disponibili nelle vicinanze del paziente. Se abbiamo un DAE censito e accessibile, possiamo indirizzare chi si trova sul posto verso quel dispositivo e accompagnarlo telefonicamente nelle prime fasi dell’intervento mentre ambulanza o automedica stanno arrivando. Oggi possiamo contare anche su strumenti digitali che migliorano la localizzazione di chi chiede aiuto, come Where Are U. Per ogni Comune potremo inoltre formare fino a otto persone, con un corso a carico del 118. In un arresto cardiaco il tempo è determinante e avere informazioni rapide, un dispositivo disponibile e persone preparate può fare la differenza”, spiega Genco.
“Come direttore di una delle Centrali operative del 118 e consigliere dell’Ordine dei medici di Palermo vorrei evidenziare l’importanza di diffondere sempre di più la cultura dell’emergenza. Non soltanto tra i professionisti sanitari, ma anche nelle scuole e tra i cittadini. In questi anni, infatti, 118 e Ordine hanno promosso iniziative di formazione e sensibilizzazione proprio su questi temi. Questo lavoro deve continuare e crescere, con l’aiuto di tutti. Riconoscere un arresto cardiaco è il primo passo. Poi bisogna chiamare immediatamente il 118, iniziare le prime manovre e sapere utilizzare un DAE. Sono azioni che possono fare la differenza nei minuti che precedono l’arrivo dei soccorsi. Diffondere questa cultura significa avere comunità più consapevoli e persone capaci di intervenire senza restare spettatrici davanti a un’emergenza”, conclude Genco.
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