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Doccia fredda per Tecnis: cantieri di mezza Sicilia a rischio incompiuta

mercoledì 6 Marzo 2019
tecnis

Doccia fredda, anzi gelata, per la Tecnis e diversi appalti sparsi tra la Sicilia e tutto lo Stivale. L’impresa catanese in vendita e in amministrazione straordinaria sembra ancora bloccata in un tunnel senza uscita. Sarebbe sfumata ieri la procedura di vendita dell’intero asset – che include le collegate “Artemis spa” “Cogip holding” – al colosso milanese Pessina, che aveva presentato un’offerta.

Lo rende noto il commissario Saverio Ruperto: «Successivamente all’aggiudicazione provvisoria, il gruppo Pessina ha dichiarato di non essere in grado di accettare a causa del mancato avveramento di una condizione da essa posta all’offerta vincolante». In pratica il gruppo milanese avrebbe fatto dietrofront, pur essendo l’unica ad aver presentato offerta di acquisto dell’intero asset per 66 milioni di euro.

Ciò significa che numerosi cantieri siciliani rischiano la paralisi. Dall’Anello Ferroviario di Palermo (Giachery-Politeama), al collettore fognario Sistema Cala (disinquinamento della fascia costiera dall’Acquasanta al fiume Oreto, subappaltato a Sikelia), dall’ammodernamento del Policlinico di Palermo (Sikelia), alla Palermo-Agrigento (ATI Bolognetta scpa, composta da Ccc, Tecnis e Cmc), dalla metropolitana di Catania, passando per il porto di Catania, quello di Ragusa, l’interporto di Catania e il progetto (rimasto sulla carta) dell’Interporto di Termini Imerese. A questi appalti si aggiungono poi la Salerno-Reggio Calabria, il raddoppio della Tiburtina a Roma e altre centinaia di commesse in tutta Italia. In vendita commesse e concessioni per un valore di 1,8 miliardi di euro.

Dopo il passo indietro di Pessina, i sindacati temono il rischio incompiute. Ma alla finestra ci sarebbero altre offerte: in pole position la D’Agostino spa (Avellino) con la Arechi (Salerno).

Ruperto ora dovrà tirare fuori dal cilindro una soluzione a stretto giro, prima che i vari appalti – già in acque agitate – finiscano in alto mare. “Il commissario, preso atto di tale evenienza – conclude Ruperto – assumerà a stretto giro tutti i provvedimenti più opportuni al fine di salvaguardare la procedura di vendita, onde preservare il mantenimento dell’occupazione, garantire la continuità dei cantieri e la conservazione degli asset aziendali”.

Il Comune di Palermo intanto ha le mani legate: l’appalto dell’Anello ferroviario è in mano a Rfi.

 

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