In un incontro organizzato presso la Cittadella del Povero e dell’Emarginato, sede della Missione di Speranza e Carità, Don Pino Vitrano, responsabile e co-fondatore della struttura insieme a Fratel Biagio Conte, ha tenuto un discorso carico di emozione e urgenza sociale.
Il tema centrale Fratel Biagio come “comunicatore di speranza e carità”, un messaggio che risuona oggi più che mai in una società segnata da disuguaglianze crescenti.
Davanti ad una sala super affollata, ad un pubblico attento, composto da giovani curiosi e professionisti dell’informazione, Don Pino ha condiviso estratti da uno scritto inedito di Fratel Biagio datato 3 maggio 1993, rinvenuto tra le carte del missionario laico. “Dopo tantissimi anni di ingiustizie, soprusi, accusi, saccheggiamenti, seguiti da tanto egoismo e indifferenza”, ha letto Don Pino, citando le parole di Biagio, “iniziai dopo un ritorno da un viaggio fatto fino ad Assisi dal più grande e umile uomo, San Francesco, dove attinsi la pace e l’uguaglianza di questa meravigliosa vita”.
È stato proprio quel pellegrinaggio ad Assisi a ispirare Biagio a iniziare la sua missione il 30 novembre 1991, sotto i portici della Stazione Centrale di Palermo, tra i “barboni, alcolisti, giovani sbandati”, gli emarginati che la società spesso ignora.
Don Pino Vitrano, che ha condiviso con Biagio un lungo cammino di fede e azione concreta, ha enfatizzato le difficoltà incontrate: “Tante incomprensioni, tanti muri, tanti ostacoli”, ha detto, riecheggiando le parole del fondatore. Ma il cuore del discorso è stato un appello alla ricostruzione di una “società di uguaglianza e di pace”, dove gli ultimi non sono visti come un “peso” ma come catalizzatori di cambiamento.
“È questo peso che potrà cambiare le coscienze inerme, stanche e deluse”, ha proseguito Don Pino, criticando una società “industrializzata ed domestica” che marginalizza i deboli. Illuminato dal Vangelo, Biagio – e ora la Missione sotto la guida di Vitrano – vede negli emarginati l’esempio di Cristo: “Proprio attraverso i più deboli ha iniziato a ricostruire un’umanità nuova, fondata dal comandamento unico e solo dell’amore antico ai fratelli”.
L’incontro non è stato solo commemorativo, ma un invito all’azione. Don Pino ha chiesto un sostegno mediatico: “Vorremmo sentire da parte vostra qualcosa che ci aiuti ad andare avanti”. Ha esortato i media a dare voce a chi non ce l’ha, raccontando storie di riscatto dalla Missione, che oggi accoglie centinaia di persone in sette comunità grazie all’impegno di missionari come Fratello Giovanni, Fratello Davide e decine di volontari.
Ai giovani delle scuole, invece, ha rivolto un messaggio di speranza: “Oggi tocca a noi e grazie anche a voi”, incoraggiandoli a impegnarsi per un futuro inclusivo.
L’evento si inserisce in una serie di iniziative per l’anniversario: ieri, una giornata di silenzio e preghiera; domani, 14 gennaio, una Messa presieduta dall’Arcivescovo Corrado Lorefice nella “Casa di preghiera per tutti i popoli”. Solo pochi giorni fa, Palermo ha intitolato una via a Biagio Conte, rendendo la carità un “indirizzo” concreto nella città. Don Pino, in un’intervista recente, ha ribadito: “Operare come faceva Biagio Conte per noi è la cosa più grande”, lottando contro miseria e influenze mafiose.
In un’epoca di indifferenza, il discorso di Don Pino Vitrano ricorda che la vera rivoluzione parte dagli ultimi. La Missione di Speranza e Carità continua a essere un faro, invitando tutti a unirsi per un mondo più giusto.




