Esami di Maturità, in 9 scuole su 10 senza aria condizionata: un “inferno” dantesco tra i banchi
Joska Arena
venerdì 26 Giugno 2026
Su oltre 60.000 sedi scolastiche monitorate, solo il 7,42% (pari a 4.457) è dotato di impianti di climatizzazione o ventilazione con un aumento di 490 sedi rispetto alla rilevazione precedente. Questo significa che oltre il 90% degli istituti (e, più o meno, dei maturandi) si è trovato ad affrontare le prove degli esami di maturità senza alcun sollievo rispetto al caldo feroce di questi giorni.
L’esame di Stato, al via giovedì 18 giugno, ha coinciso con un picco di temperature sull’Italia. Un vero problema e un deficit, questo, che colpisce duramente gran parte del Paese, in particolar modo regioni come l’Emilia-Romagna (ferma al 9,5%) e il Veneto (11,03%). Solo le Marche sembrano una virtuosa scialuppa di salvataggio, grazie al loro 30,23% di istituti climatizzati.
I dati sono del portale Skuola.net sulla base di alcuni numeri dell’Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola di Cittadinanzattiva. Nelle aule d’esame in questi giorni molti studenti hanno portato mini-ventilatori portatili a batteria o ventagli. Non ci sono divieti che ne impediscano l’introduzione. Lo stesso ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, alla vigilia dell’inizio degli esami, ha affermato: “si portavano già quando facevo io la maturità, quindi sicuramente si possono portare”.
E la salute potrebbe non essere la sola cosa a rimetterci a causa del calore. Le temperature estreme, infatti, non hanno minacciato soltanto il fisico dei ragazzi. L’emergenzaclimatica è entrata a scuola penalizzando anche la concentrazione e i risultati degli alunni.
Come evidenziato recentemente dall’OCSE, lo stress termico offusca le performance cognitive: studi internazionali dimostrano che l’assenza di aria condizionata fa crollare drasticamente i punteggi dei test (con un calo dello 0,56% di deviazione standard per ogni singolo giorno extra in cui si superano i 34°C).
In sintesi: “l’inferno dantesco in aula” ha rischiato letteralmente di abbassare il voto finale dell’esame.
Dirigenti, presidi, professori e studenti concordano: la maturità va ripensata e riorganizzata diversamente
“Il buon apprendimento passa anche da condizioni di benessere psicofisico: l’ondata di calore che sta invadendo l’Italia è sotto gli occhi di tutti, e le condizioni in cui si stanno affrontando le prove di Maturità in diversi Istituti sono insostenibili. Serve urgentemente un piano per munire le scuole di impianti di climatizzazione, e non parlo soltanto degli istituti superiori: i medesimi problemi si avvertono ovunque, a partire dall’infanzia che prosegue fino a fine giugno. Gli stessi operatori scolastici, dai dirigenti ai docenti al personale Ata, sono spesso costretti a lavorare in condizioni non accettabili: gli uffici, fra l’altro, restano aperti anche tutta l’estate”. Così all’ANSA il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta.
“L’ondata di calore che sta interessando gran parte del Paese sta creando condizioni di forte disagio per studenti, commissari e personale scolastico impegnati negli esami”: ad affermarlo è Antonello Giannelli, presidente nazionale dei presidi di Anp.
“In numerosi istituti le temperature nelle aule superano livelli che rendono difficile mantenere la necessaria concentrazione e garantire il benessere psicofisico di tutti i partecipanti. L’emergenza climatica non può più essere considerata un evento episodico”, commenta Giannelli.
“È necessario avviare una riflessione strutturale sull’edilizia scolastica e sulle modalità organizzative degli esami di maturità, affinché il diritto allo studio e il diritto alla salute siano sempre garantiti. Mi riferisco sia al modo di intendere gli ambienti scolastici e didattici con l’introduzione di sistemi modulabili che, per quanto riguarda l’edilizia, a un migliore efficientamento energetico. E una maggiore flessibilità sul numero di candidati da esaminare ogni giorno”, precisa Giannelli. In questo quadro, l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e il progressivo ricorso a fonti di energia pulita non sono opzioni rinviabili: rappresentano al tempo stesso una risposta concreta al disagio termico e un investimento di lungo periodo sulla sostenibilità del sistema. Le risorse già disponibili — a partire da quelle del Pnrr — e quelle future devono essere orientate con priorità verso questo obiettivo”.
“Nel frattempo – conclude il presidente di Anp – possiamo suggerire qualche accorgimento per consentire uno svolgimento delle prove quanto più possibile in condizioni di sicurezza: anticipare l’orario delle prove orali alle prime ore del mattino, utilizzare — ove disponibili — locali climatizzati diversi dalle aule ordinarie e assicurare la fornitura di acqua a tutti i presenti.”
Secondo i calcoli del professor Romano Pesavento, del Coordinamento docenti diritti umani, è “stimabile un investimento medio di 100.000 euro per edificio che comprenda impianti di climatizzazione, adeguamento delle reti elettriche, schermature solari, interventi di efficientamento energetico, installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria. L’investimento complessivo – dato che ne è privo circa il 90% delle scuole – ammonterebbe a circa 3,7 miliardi di euro che se distribuiti nell’arco di cinque anni, attraverso uno stanziamento medio di 740 milioni di euro annui, “sarebbe sostenibile nell’ambito della programmazione nazionale ed europea destinata all’edilizia scolastica, alla transizione ecologica e alla riduzione delle emissioni”, conclude Pesavento.
Ragazzi che si sentono male per il caldo, professori che, armati di bastoni improvvisati, forzano l’apertura di finestre per consentire a tutti di respirare, personale scolastico che porta ventilatori a scuola da casa: tante le situazioni difficili nelle scuole italiane, in occasione degli esami di maturità, raccontate in un post di Christian Raimo, docente di storia e filosofia in un liceo romano e scrittore e raccolte poi nei commenti.
“Esami alla secondaria di primo grado: caldo insostenibile, non ci sarebbero delle temperature minime e massime al di là delle quali, non è sicuro lavorare? Noi abbiamo fatto sessioni da 12 ore, si torna a casa consumati, gambe e mani gonfie, testa pesante, quando non direttamente emicrania. Condizioni da terzo mondo, alla faccia dei 3 mesi di vacanza degli insegnanti”,commenta Roberta, docente in una media.
“Io mi porto dietro liquirizia e bustine di zucchero. Finirò i primi di luglio. Solidarietà ai colleghi e agli studenti impegnati fino a luglio inoltrato, specie in strutture non adeguate”, racconta invece Sara, anche lei docente, in un altro commento. “Mio nipote che ha chiuso in fretta la versione di Latino pur di uscire perché si stava sentendo male”,è il racconto di Sabrina, una zia.
“Gli esami di maturità vanno completamente ripensati alla luce del cambiamento climatico, o come scrive ieri Liberation va politicizzata la canicola”, chiude lo stesso Raimo.
La risposta del Ministro Valditara
Giuseppe Valditara
Il Governo è al lavoro per una soluzione strutturale per la climatizzazione delle aule scolastiche. Lo ha ribadito in questi giorni di esami di maturità il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
“Stiamo affrontando il tema dei condizionatori, perché con gli investimenti enormi che abbiamo fatto in questi anni, grazie anche ai fondi Pnrr –ha spiegato il ministro a Skuola.net – sono sempre più numerose le scuole dotate di aria condizionata”, ha detto il ministro, ribadendo la necessità di un “incentivo economico a favore degli enti locali”, che sono proprietari degli immobili
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