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Verso le elezioni

Europee, affondo Pd: “Il ricatto di De Luca o portate voti o siete fuori” La replica

venerdì 10 Maggio 2024

Il secondo diktat di Cateno De Luca, lanciato appena uscito dall’ospedale (QUI), causa nuove reazioni. Il leader di Sud chiama Nord ha alzato l’asticella per le Europee ed ha detto a chiare lettere: “Non voglio neanche un voto meno delle regionali del 2022. Datevi da fare, altrimenti cambia la musica e cambiano gli orchestrali, mi tengo solo il direttore d’orchestra (ndr.Federico Basile)”

NON UN VOTO DI MENO

L’asticella per De Luca sono 60 mila voti a Messina ed altri 90 mila in provincia. Dopo le Europee, voti alla mano, ci sarà un tagliando in giunta Basile e tra i vertici delle partecipate e cadranno numerose teste, almeno stando alle premesse (QUI)

L’AFFONDO PD

A intervenire è il Pd con una nota del coordinamento provinciale: “Le gravi dichiarazioni confermano, ancora una volta, che Messina è sotto la cappa del “sistema De Luca”: in questi giorni ha chiamato alle armi non solo assessori e consiglieri comunali, ma soprattutto i componenti dei cda delle partecipate. Il De Luca che in tutti questi anni si scagliava contro i cattivi costumi politici messinesi,  che si contrapponeva alla “vecchia banda Bassotti”, ai modi di fare che lo stesso definiva “politico-mafiosi”, il De Luca che sosteneva che prima del suo avvento le società partecipate erano sempre state utilizzate come un bancomat della politica, oggi smaschera davanti all’intera opinione pubblica il sistema …”De Luca”: un sistema che, come lui stesso dice, “vive di consenso”; un consenso che va cercato, ed evidentemente alimentato, in tutti i modi possibili”

Lo stesso De Luca nel corso della conferenza stampa ha chiarito che non si diventa improvvisamente tecnici per il solo fatto di essere stati nominati e che tutti “si devono sporcare le mani con il consenso”, ovvero andare in cerca di voti e non adagiarsi. Il Pd peraltro ricorda come di recente i vertici delle società partecipate si sono raddoppiati le indennità, in barba al fatto che le partecipate, come De Luca diceva “sono un bancomat” e dopo aver annunciato di volerle dimezzare ne ha aggiunte di nuove.

De Luca smentisce il suo stesso sistema- conclude il Pd– e in più fa n ricatto bello e buono che pare, tuttavia, non scalfire minimamente i diretti interessati che anzi rilanciano, forse per paura di perdere l’incarico, con diverse dichiarazioni di fedeltà. L’auspicio, quindi, è che monti forte l’indignazione tra gli elettori e che, a partire da queste elezioni europee, arrivi un forte segnale dalle urne contro questo modo spregiudicato di intendere la politica”

A replicare è Melangela Scolaro, coordinatrice provinciale di ScN: “Stiamo parlando dello stesso PD che era stato subappaltato a Francantonio Genovese e del medesimo  PD che era stato subappaltato a Pietro Navarra e ai suoi sodali?  Del Pd  che, governando Messina, ha alimentato un  deteriore ed incancrenito  sistema di potere non fondato sul consenso aperto e spontaneo e poi smantellato dal buon Cateno De Luca nel 2018?  De Luca ha invece lanciato,  alla luce del sole,  un messaggio forte a chi rappresenta il partito nelle istituzioni e questo proprio perché il metodo De Luca è l’opposto del metodo del PD applicato alla città di Messina. Infatti tutto il sistema  che è stato smantellato da De Luca ha delle origini ben precise che vedono nel PD messinese  l’affidamento a personaggi che ormai si ricordano nella storia soltanto per la cronaca giudiziarie. Forse il PD vuole ritornare a quel sistema? I messinesi hanno detto di no. lo hanno detto nel 2018, lo hanno ribadito sia a giugno  2022 scegliendo Federico Basile, sia a settembre 2022 riconoscendo ben 60 mila preferenza al progetto di De Luca. Oggi il PD messinese non è altro che una banderuola  alla ricerca della via maestra. Oggi invece il PD è stato ancora una volta subappaltato al giovane Onorevole Leanza iscritto al Pd appena qualche giorno prima le presentazioni delle liste. Un partito a Messina dalla sindrome del Subappaltato… Che triste declino. “

 

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