Un detenuto di 34 anni è evaso verso le 4 dalla casa circondariale Pietro Cerulli di Trapani, ma è stato fermato intorno alle 7 dagli agenti della polizia penitenziaria. L’uomo è stato rintracciato nei pressi del passaggio a livello di via Marsala e ricondotto in carcere. Secondo quanto riferito dal sindacato Sappe, il detenuto, di origine straniera ma nato in Italia, era sottoposto al regime del 14 bis e si trovava da solo in una cella del reparto Mediterraneo. Avrebbe praticato un foro in una parete che dà su un’area esterna al padiglione, riuscendo poi a scavalcare il muro di cinta e a far perdere le proprie tracce.
Il comunicato della Uil
“L’evaso di stanotte è stato ripreso immediatamente – dichiara Gioacchino Veneziano dell’Esecutivo Nazionale Uil FP Polizia Penitenziaria – grazie al grande spiegamento di forze messo in campo dal personale di Polizia Penitenziaria del Pietro Cerulli di Trapani”.
“L’evasione di cui al momento non si conoscono esattamente i dettagli – chiosa il leader regionale della Uil di settore in Sicilia – pare sia ad opera di un recluso straniero, avvenuta dal reparto mediterraneo, struttura dove da anni reclamiamo la chiusura per la fatiscenza sommata alle falle strutturali di cui abbiamo consegnato le foto anche al Vice Capo DAP Massimo Parisi”.
“Il Pietro Cerulli di Trapani paga il peccato originale di avere avuto costruito un padiglione con l’aumento della capienza detentiva da 358 a 555 posti, con un organico di appena 220 unità comprese le 27 che operano al Nucleo Traduzioni e Piantonamento e gli 80 impegnati negli uffici, quindi – conclude con amarezza il sindacalista Gioacchino Veneziano – sono appena 90 poliziotti che nell’arco delle 24 ore vigilano sugli attuali 570 detenuti presenti”.



