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Il caso

Fondi pubblici per aumentarsi gli stipendi, sequestro di oltre 175mila euro allo zooprofilattico

venerdì 5 Giugno 2026

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un sequestro disposto dal gip, su richiesta della Procura europea (Eppo,) ufficio di Palermo, di oltre 175.000 euro nei confronti dell’ex commissario dell’istituto zooprofilattico Salvatore Seminara e di due dirigenti: Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile. Sono indagati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Le indagini, condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, hanno riguardato la gestione dei finanziamenti concessi dalla Regione siciliana per una serie di progetti per la tutela della sanità pubblica veterinaria.

Gli indagati tra il 2022 e il 2025, avrebbero ottenuto indebitamente risorse pubbliche che poi sarebbero state utilizzate, attraverso la creazione di un apposito comitato, per aumentarsi i compensi e per l’affidamento di incarichi e consulenze.

Negli anni scorsi i riflettori sull’istituto zooprofilattico erano stati accesi dalla commissione regionale antimafia e dalla Cgil.

Un comitato privato speculare a quello pubblico, creato ad hoc per scavalcare i controlli istituzionali e gestire a proprio piacimento un fiume di denaro stanziato dalla Regione Siciliana e dall’Unione Europea. È il meccanismo fraudolento scoperto dall’Ufficio di Palermo della Procura Europea (EPPO), che ha fatto scattare il sequestro preventivo di 175mila euro e iscritto tre persone nel registro degli indagati. Al centro della bufera giudiziaria c’è l’ex commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, accusato di aver letteralmente sottratto all’ente pubblico la gestione di progetti legati alla salute e al cambiamento climatico, dirottando oltre due milioni di euro su un conto corrente privato.

Dalle carte dell’indagine emerge come quel denaro, destinato a finalità scientifiche e di tutela della salute collettiva, sia stato in gran parte polverizzato in consulenze e assunzioni clientelari. I magistrati europei hanno ricostruito una fitta rete di contratti e incarichi distribuiti a professionisti, collaboratori e persino familiari legati a esponenti della politica regionale. Tra i profili emersi spiccano figure prive di rendicontazione o assunte a tempo indeterminato, ma anche collaboratori storici e parenti stretti di una deputata dell’Assemblea Regionale Siciliana (attualmente non indagata). Un sistema opaco che, secondo l’accusa, ha trasformato la sanità pubblica e i fondi europei in uno strumento di pura gestione privatistica del potere e del consenso.

Un comitato di natura privatistica (lo STOR- REMESA) creato dall’ex commissario straordinario dell’istituto zooprofilattico, Salvatore Seminara, avrebbe intercettato fondi europei e regionali poi usati indebitamente anche per pagare consulenti vicini ad amici e familiari di politici. Emerge dall’indagine della Procura Europea, ufficio di Palermo, che ha portato al sequestro di 175mila euro e alla iscrizione nel registro degli indagati, oltre che di Seminara, di due dirigenti dell’ente: Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile.

Ingannando gli enti erogatori dei fondi destinati a progetti di salute pubblica – la Regione e l’Ue – Seminara avrebbe fatto accreditare sul conto corrente del comitato (che aveva lo stesso nome di un originario comitato pubblico) denaro poi speso per finalità indebite.

Tra i politici menzionati nella indagine di Eppo c’è la deputata regionale Marianna Caronia, ora nel gruppo misto all’Ars. Caronia non è indagata. “Emerge che l’ingresso di Basile nell’entourage di Seminara presso lo STOR-REMESA sia stato caldeggiato dalla Caronia della quale, Basile, perlomeno fino a maggio del 2024, è stato stretto collaboratore”, scrivono i pm riportando le intercettazioni tra l’ex commissario e il coindagato.

“Altra risorsa contrattualizzata dallo STOR-REMESA durante la prima gestione dell’istituto che, in qualche maniera, risulta vicina alla Caronia è Federica Bonvissuto– viene fuori dagli accertamenti- Quest’ultima è infatti la figlia di Angelo Bonvissuto e di Silvana Vitale, entrambi destinatari di misura di prevenzione perché risultati essere contigui all’organizzazione mafiosa ‘Cosa Nostra’.

E ancora “altro consulente contrattualizzato dallo STOR-REMESA è Giovanna Chiavetta. Si tratta di una professionista contabile che nel 2017 e nel 2018 ha percepito redditi per prestazioni di lavoro autonomo dalla A.P.R. S.r.l. riconducibile al padre dell’on. Caronia. Dal 2020 al 2022 ha percepito redditi da lavoro dipendente direttamente dalla stessa Marianna Caronia quale addetta alla segreteria, mentre nel 2023 e nel 2024 sempre dal politico in questione ha percepito redditi di lavoro autonomo”. Tra i contrattualizzati vicini alla parlamentare anche Salvatore Musso e Pietro Crimi, geologo a cui è stata affidata una consulenza nell’ambito di un progetto “climate change”, incarico mai rendicontato dallo STOR, e il nipote della parlamentare regionale Giulio Padiglione, assunto a tempo indeterminato come addetto all’amministrazione del personale dal 2023 al 2024.

Con la creazione del comitato STOR-REMESA, Salvatore Seminara ha sottratto, di fatto, all’istituto profilattico, ente in cui era commissario straordinario, la gestione dei fondi.

“Questo avvicendamento forzato nel governo dello STOR, avvenuto attraverso il ricorso a delle false attestazioni trasmesse al DASOE, volte all’accreditamento di fondi sul rapporto di conto corrente del ‘comitato STOR-REMESA’ e non più all’IZS Sicilia, ha consentito a Seminara di gestire in maniera privatistica le attività dello STOR e i relativi fondi per un ammontare complessivo di 2.028.874,60 euro, dei quali erogati alla data del 30 giugno 2024 795.351,84 euro ma per i quali Seminara fino al febbraio 2025 ancora chiede il saldo, in favore di un ente privato dallo stesso costituito“, secondo le indagini.

“Ritengo sia giunto il momento che la Regione ponga la parola fine ad una gestione che nel tempo è divenuta personalistica e non più rispondente alla missione istituzionale dell’Istituto che svolge un compito estremamente importante nel settore della Sicurezza alimentare ed animale “ A dichiararlo è Salvino Caputo vice segretario regionale dell’ Udc in Sicilia nel giorno in cui la Procura Europea ha avviato indagini sulla gestione dell’istituto Zooprofilattico di Palermo , contestando gravi irregolarità e fattispecie penalmente rilevanti di particolare gravità “ Da Avvocato e esponente politico ,- ha evidenziato Salvino Caputo sono estremamente garantista e ho riposto sempre fiducia nell’operato della magistratura. Dal punto di vista della opportunità politica credo che la Regione debba avviare una ispezione sostituendo tutte le figure di vertice che per tantissimi anni , gestiscono senza soluzione di continuità un Ente regionale estremamente importante e strategico”.

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