Sei consiglieri su tredici. E’ questo, in proporzione, il rapporto numerico fra il gruppo all’ex Provincia di Forza Italia e la maggioranza di Roberto Lagalla. Gli azzurri hanno infatti incassato ieri un nuovo ingresso. Quello di Flavio Pillitteri, consigliere comunale di Monreale eletto il 27 aprile 2025 fra le fila della Democrazia Cristiana. Tesseramento salutato con favore prima dal deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia ma anche dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. Mosse e contromosse delle correnti azzurre in vista dell’organizzazione delle cariche metropolitane: consiglieri delegati e vicesindaco metropolitano in primis.
Forza Italia senza capogruppo, azzurri ago della bilancia per l’esecutivo
Una di quelle vicende rimasta in sospeso praticamente da inizio consiliatura. Così come quella della mancata nomina del capogruppo azzurro alla Città Metropolitana di Palermo. Forza Italia è infatti l’unico gruppo a non aver proceduto ad indicare un nome. La questione, infatti, doveva essere chiarita al Congresso che si sarebbe dovuto tenere in primavera. Un confronto interno alla compagine politica rinviato all’autunno dopo il cambio di coordinatore regionale, con il passaggio del testimone da Marcello Caruso (divenuto nel frattempo assessore regionale alla Sanità) al deputato nazionale Nino Minardo.
Prima o poi però, Forza Italia dovrà decidere cosa fare da grande. Una necessità ricordata qualche giorno fa dall’esponente azzurro Gianluca Inzerillo. A margine dell’approvazione del Regolamento Metropolitano, il consigliere provinciale ha ricordato al partito il vulnus politico in atto dalle parti di Palazzo Comitini. “Ad oggi, il nostro rimane l’unico gruppo consiliare a non avere ancora espresso un capogruppo; auspico che questa scelta sia affrontata nelle prossime settimane nell’ambito di una riflessione interna orientata a garantire il miglior contributo possibile all’azione politico-amministrativa dell’ente. La Città Metropolitana ha bisogno di istituzioni pienamente operative e di una politica capace di assumersi responsabilità e avanzare proposte concrete. Forza Italia continuerà a dare il proprio contributo con spirito costruttivo e nell’esclusivo interesse dei cittadini“.
La geografia della maggioranza di Lagalla, continua l’erosione in casa DC a Palermo
Parole lapalissiane e che si inseriscono nell’ampio alveo di Forza Italia alla Città Metropolitana di Palermo. Gruppo che, con l’ingresso di Flavio Pillitteri, è salito a sei elementi. Praticamente la metà dell’intera maggioranza di Roberto Lagalla a Sala Martorana. A farne parte, infatti, sono tredici elementi: 3 di Fratelli d’Italia (Paolo Martorana, Angelo Conti Vanessa Costantino), 1 DC (Luciano Marino), 1 Forza Palermo (Giuseppe Tripoli) , 1 Lega (Giovanni Di Giacinto) e 1 Lavoriamo per Palermo (Dario Chinnici).
Numeri che restituiscono una geografia politica ben definita e che confermano il trend d’erosione del gruppo della Democrazia Cristiana a Palermo. Il tempo degli ingressi sembra lontano, anzi lontanissimo. In questa prima metà di 2026, la compagine centrista ha perso i 2/3 dei componenti sia in Consiglio comunale che nel Consiglio metropolitano di Palermo. A livello cittadino hanno lasciato il gruppo prima Natale Puma e Salvatore Di Maggio, approdati a Forza Palermo (soggetto politico fondato dall’ex coordinatore regionale giovanile azzurro Andrea Mineo). E poi Domenico Bonanno e Viviana Raja i quali, fallito il tentativo di ingresso a Fratelli d’Italia, hanno fondato Generazione Palermo. Ed è proprio fra la platea degli ex DC che, secondo i microfoni di Radio Palazzo, potrebbe pescare una note compagine civica regionale.
Tornando alla DC, non è di certo andata meglio a livello provinciale. A rappresentare l’ala centrista è rimasto solo Luciano Marino, sindaco di Lercara Friddi. Prima ancora di Flavio Pillitteri infatti, aveva lasciato il gruppo Giuseppe Tripoli. Anche lui transitato, come Puma e Di Maggio, a Forza Palermo. Continua quindi il trend negativo democristiano. Ad un anno dalle elezioni, per Imperiale e compagni serve un cambio di passo.





