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Frode fiscale in hotel: mezzo milione di euro sequestrato a quattro albergatori

martedì 27 Luglio 2021

Avevano messo in piedi un sistema per evadere il fisco e dirottare denaro all’estero tramite una società fittizia a Cipro, ma per quattro imprenditori nel settore alberghiero, indagati per frode fiscale, è scattato un sequestro di beni e conti correnti per 580 mila euro.

Si tratta dell’operazione ‘Afrodite’ condotta dalla guardia di finanza di Piombino e coordinata dalla procura di Livorno. Nell’indagine, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, è emerso che gli imprenditori indagati, negli anni, avrebbero indebitamente sottratto liquidità dalla loro società, una società di San Vincenzo (Livorno) che gestisce alberghi a Bibbona, Vagli di Sotto (Lucca), Fucecchio (Firenze) e a Casalpusterlengo (Lodi), utilizzando fatture false e gonfiando le buste paga, ossia intascandone i pagamenti formalmente effettuati a Cipro, ma, nella realtà, mai avvenuti. Denari così sottratti al patrimonio societario che sarebbero stati dirottati verso una seconda impresa cipriota completamente fittizia, controllata dagli stessi indagati.

I principali introiti della srl gestita dagli indagati provenivano da un residence di Piombino. Proprio per celare al Fisco questa fetta di guadagni sarebbe stato ideato il trasferimento di liquidità verso la società cipriota fittizia, costituita ‘ad hoc’. In particolare, in forza di un falso accordo di agenzia relativo a generiche prestazioni di consulenza e marketing nel settore turistico, del tutto non documentate e scollegate dal reale andamento del fatturato aziendale, spiegano i finanzieri, sarebbero state ingiustificatamente inviate alla partner cipriota provvigioni di importo pari al 35% del fatturato annuo della srl italiana, a fronte di attività di consulenza delle quali le fiamme gialle non hanno mai trovato traccia. I sequestri patrimoniali hanno interessato diversi conti e quote di fondi presso filiali bancarie per lo più siciliane e toscane, una villetta nel bresciano e tre veicoli, due a Trapani e uno a Cecina, tra cui un’auto d’epoca.

Alle attività delle fiamme gialle piombinesi hanno collaborato diversi altri reparti della guardia di finanza sia lombardi (di Milano, Lodi e Brescia), sia di Viareggio, che di Trapani.

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