Lutto cittadino a Ciminna, nel Palermitano, per i funerali di Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni morto ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico dopo tre giorni di agonia.
Il ragazzo era rimasto gravemente ustionato mentre tentava di spegnere un incendio divampato nei pressi della sua abitazione. Sarà l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, a presiedere i funerali, alle ore 16, nella Parrocchia Santa Maria Maddalena, Chiesa Madre di Ciminna.
Sindaco metropolitano Lagalla: “Una tragedia che colpisce profondamente tutti noi”
“Oggi, in occasione dei funerali di Salvatore Giglia, la Città Metropolitana di Palermo si stringe con profonda commozione attorno all’immenso dolore della sua famiglia e all’intera comunità di Ciminna. La morte di un ragazzo di appena 26 anni, strappato alla vita mentre cercava di difendere la propria casa e la propria terra dalle fiamme, è una tragedia che colpisce profondamente tutti noi. Alla famiglia di Salvatore rivolgo, a nome mio e della Città Metropolitana di Palermo, le più sentite condoglianze e la massima vicinanza in questo momento di dolore. Questa tragedia ci impone anche una riflessione e una condanna ferma di fronte al fenomeno degli incendi che, troppo spesso, non sono frutto della fatalità, ma della mano dell’uomo. Dietro queste fiamme ci sono territori devastati, famiglie costrette alla paura, persone che rischiano la propria vita e, oggi, una giovane vita spezzata“. Così il sindaco della Città Metropolitana di Palermo Roberto Lagalla.
Arcivescovo Lorefice: “Questo rogo non è una tragica fatalità, ma il frutto avvelenato di una mano criminale”
“Come vorremmo, cara Santina, caro Roberto, caro Natalino, cara Giovanna, parenti e amici tutti, tornare indietro, un attimo prima di quell’incendio che è partito, diabolicamente, lì dov’era Salvatore. Come vorremmo essere là un attimo prima che lui, travolto dalla sua intima bontà, dalla sua generosità, si buttasse nelle fiamme per salvare la casa di campagna, quel luogo caro e sacro della sua famiglia. Tornare a quell’istante, essere disposti anche ad accogliere la rabbia che ci suscita, ci aiuta anche a trovare il coraggio della verità: questo rogo non è una tragica fatalità, ma il frutto avvelenato di una mano criminale, vigliacca e dolosa, che continua a violentare e bruciare la nostra terra”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice nel corso dell’omelia dei i funerali del giovane Salvatore Giglia.
La celebrazione è stata officiata questo pomeriggio nella parrocchia Santa Maria Maddalena davanti ai famiglia di Salvatore, del sindaco di Ciminna Vito Filippo Barone e di tanti sindaci della provincia. La chiesa era piena.
” Chi appicca il fuoco per incuria, – ha aggiunto l’arcivescovo – per disprezzo del bene comune o logiche delinquenziali e parassitarie calpesta la sacralità della vita umana e si macchia di un delitto esecrabile”
Sindaco di Ciminnna: “Tutto il paese è accorso, abbiamo fatto tutto il possibile”
“Il 29 di agosto alle 14.45 siamo stati avvisati di un incendio che si alimentava nella vicina Ventimiglia e in pochissimo tempo il fuoco assassino ha raggiunto le porte di Ciminna. Tutto il paese è accorso, abbiamo fatto tutto il possibile, tutte le autobotti sono state prese. La ditta locale di calcestruzzi non ha esitato a mandare tutti i propri mezzi perché, in contemporanea, in 8 parti del paese il fuoco divampava e rischiava di entrare dentro le nostre case”. Lo ha detto profondamente commosso il sindaco di Ciminna Vito Filippo Barone nella chiesa madre durante i funerali di Salvatore Giglia.
“L’incendio ha distrutto tante attività produttive, ha arrecato danni alle campagne. Ma a tutto questo ci può essere rimedio. Non c’è rimedio per la perdita del nostro figlio. Io mi rivolgo ai piromani, pentitevi”. Ho ricevuto la telefonata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha concluso – che ha manifestato la sua vicinanza in questo momento di sofferenza come anche il presidente della Regione Renato Schifani”.




