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La situazione

Gli studenti disabili tra barriere e ritardi, Costanza: “C’è molto da fare, ma la strada è in salita”

giovedì 4 Luglio 2024

La scuola è appena terminata e gli ultimissimi esami sono ancora in corso d’opera. L’estate si trasforma così in un campo seminato da bilanci e programmazione. La lunga corsa per preparare tutto al meglio, ai minimi dettagli, prima del ritorno tra i banchi, parte proprio adesso. Insegnanti, edilizia e trasporti sono tra i temi più delicati. Gli studenti li conoscono molto bene e ogni anno pagano le conseguenze di queste falle sulla propria pelle. Disagi che inevitabilmente si ripercuotono, in maniera amplificata, sui compagni affetti da disabilità, tra barriere architettoniche insormontabili e un’assistenza non sempre puntale e adeguata.

Lo scorso anno, la fotografia del Paese scattata da Anffas aveva evidenziato come in Sicilia le criticità maggiori riguardassero i ritardi nell’assegnazione dei docenti di sostegno e l’assistenza all’autonomia, con una situazione definita particolarmente grave nella provincia di Siracusa. Nell’attesa di avere tra le mani i dati relativi all’ultimo anno scolastico, si inizia a delineare un quadro di interventi quanto più preciso possibile, tracciando una linea da perseguire.

Ciò che appare più evidente, e fatica a mutare, sono le differenze all’interno del territorio.Sicuramente la città di Palermo ha fatto dei passi avanti. La panoramica dei servizi è migliore rispetto a qualche anno fa. Il tema siciliano è più complesso e riguarda tante tematiche“. A spiegarlo è stato il vice presidente di Anffas Sicilia Antonio Costanza, che ha sottolineato come si tratti di un “quadro molto diversificato ed evidenzia una situazione a macchia di leopardo. Ci sono dei territori in cui va male sulle tre tipologie di assistenza: igienico-personale, assistenza all’autonomia e alla comunicazione e servizio trasporto. Nonostante tutte le difficoltà e le criticità che conosciamo questi servizi per l’anno scolastico 2024-2025 dovrebbero partire tutti lo stesso giorno“.

Proprio per garantire questa puntualità, nei giorni scorsi la Cgil Sicilia ha chiesto all’assessore regionale alla famiglia e alle politiche sociali, Nuccia Albano, l’istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione di parti sociali e associazioni, con l’obiettivo di “superare entro l’inizio del prossimo anno scolastico tutte le criticità del sistema dei servizi agli alunni e studenti siciliani con disabilità grave e gravissima(CLICCA QUI). Un’attenzione che fa ben sperare per evitare che il desolante scenario possa ancora ripetersi. “I tavoli tecnici sono sempre utili. Mi piace però pensare – aggiunge Costanza – che la parte del cambiamento culturale parta sempre dal basso. Le famiglie con persone con disabilità sono stanche. Rispetto al passato c’è una consapevolezza maggiore nei confronti delle famiglie e degli alunni più gravi, anche rispetto a quello che sono i loro diritti“.

Il tema dell’assistenza scolasticaè pratico, ma anche culturale. Certe volte – dichiara il vice presidente di Anffas Sicilia – si ha la sensazione che sia un servizio accessorio, per rendere la frequenza scolastica migliore. Non è così. La scuola deve avere una modalità di partecipazione che includa tutti. Nel caso degli studenti con disabilità, per garantirgli quella partecipazione bisogna offrire autonomia e comunicazione, servizio di trasporto e profili di insegnanti di qualità“.

Tra le segnalazioni più numerose fioccano quelle sui trasporti, legate principalmente ai ritardi nell’avvio del servizio, causando disagi alle famiglie e interruzioni nell’istruzione del minore, oltre che a svariate anomalie nelle modalità di effettuazione del trasporto. I ritardi spesso sono “giustificati” da ragioni economiche.

Se su quest’ultimo punto vige cauto ottimismo, più complessa appare la questione degli insegnanti di sostegno (CLICCA QUI). Dagli ultimi dati Istat, nell’ultimo anno scolastico circa il 10% proviene da liste curriculari, cioè gli elenchi che contengono personale non formato ma che viene utilizzato per far fronte alla carenza di figure specializzate. “L’elemento formativo e della specializzazione è un elemento importante, ma spesso – dichiara Costanza – anche per indisponibilità di posti e di figure si accede a figure di sostegno non specializzate. Lo abbiamo riscontrato in più scuole. L’insegnate di sostegno una figura si dell’alunno, ma anche dell’intera classe. Il combinato dei servizi che sono di supporto agli alunni con disabilità. Solo combinando tutti questi elementi è possibile parlare di inclusione scolastica, che altro non è che studiare bene“.

Ultimo, ma non per importanza, il tema dell’edilizia scolastica. Il ministro Valditara nei mesi scorsi ha annunciato ingenti quantità di risorse per permettere alle suole italiane e siciliane di rifarsi il look ed essere il più accoglienti possibili per gli alunni. Nell’Isola, che come constatabile della cronaca giornaliera, il lavoro da portare a termine sarà parecchio: aule sovraffollate, sicurezza, manutenzione, infiltrazioni, rischi crolli o scarsa digitalizzazione, giusto per citare dei tasselli mancanti in alcune realtà. Un cerchio il cui diametro si allarga accendendo i riflettori sugli studenti disabili. “Il tema dell’edilizia riguarda tutti. E’ chiaro – conclude Costanza – che abbia la priorità. Sicuramente ci sono ancora dei limite su edifici vecchi e barriere architettoniche. La carenza di ascensori, accessi o scivoli sono un ulteriore elemento di preoccupazione. Le criticità riguardano l’edilizia scolastica nel suo complesso. Comprende un insieme di cose che fa parte del mondo della scuola“.

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