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I poteri poco speciali di Musumeci mentre la finanziaria va a passo di gambero

martedì 24 Aprile 2018
forestali, Incendi, protezione civile, regione, musumeci,

Un supercomissario che non fa mistero di avere “poteri poco speciali” sull’emergenza idrica e sui rifiuti, Nello Musumeci, ieri che, in occasione della conferenza stampa svoltasi a Palazzo d’Orleans sul piano antincendi, non ha avuto dubbi a definirsi così. Lo ha fatto senza voler entrare nel merito di una polemica a distanza con Roma, ma anzi ha derubricato il suo sfogo al rango di ‘presa d’atto’. Ci arrangeremo con quel che passa il convento, più o meno il senso delle parole del governatore siciliano.

Dall’altra parte il presidente della Regione ‘con poteri poco speciali‘  anche nei confronti delle tante teste che compongono la sua maggioranza risicata in parlamento, deve fronteggiare con la misura e l’equilibrio che la situazione richiede, la vicenda parlamentare con la legge di stabilità regionale ancora al palo e che ieri ha subito un nuovo rinvio di 24 ore: se ne riparla oggi alle 16, per essere incardinata e posta poi sul cammino, incerto e tortuoso dell’approvazione, entro il prossimo, scadenza perentoria, 30 aprile.

A ‘ballare’ secondo alcune ricostruzioni, richiedendo approfondimenti, sarebbero  stati 50 milioni di euro. L’intervallo di tempo trascorso da sabato mattina a ieri non è bastato dunque per assemblare la manovra finanziaria e allineare le norme, considerevolmente aumentate in commissione Bilancio dell’Ars e passate da 36 a 120 rispetto al testo originario che era stato trasmesso dal governo, alle tabelle finanziarie.

L’autonomia delle scelte che lo stesso Musumeci ha ricordato ieri è in possesso del parlamento in materia di finanziaria, rischia di sconfinare  in una serie di passaggi che sfuggono al controllo delle cose. L’obiettivo, al momento, non è neanche in avvicinamento.

Il nuovo corso di Musumeci rischia di doversi confrontare, dunque, con i vecchi difetti e il consueto modo di essere dell’Ars alle prese con l’approvazione della legge contabile.

La corsa a ostacoli contro il tempo che fa camminare tutto sul filo del rasoio è partita.

Se infatti, a questo punto, il parlamento riuscirà a incardinare la manovra oggi pomeriggio, i deputati avranno 24 ore di tempo per presentare gli emendamenti con l’esame delle norme previsto per giovedì pomeriggio, quando mancheranno quattro giorni alla scadenza dell’esercizio provvisorio. Probabile a questo punto che l’Ars si riunisca anche sabato e domenica, ma per stabilire il nuovo calendario dovrebbe riunirsi la capigruppo.

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