Un nuovo caso è pronto a scuotere l’Ars. Le forze di opposizione sono passate subito all’attacco, ma il centrodestra, dal canto suo, agirà con cautela. Non è partita con il migliore degli auspici la settimana della coalizione a sostegno del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. L’ora X è scattata e il tanto atteso giorno è arrivato, con il gip di Palermo che si è espresso rinviando a giudizio l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, indagata per corruzione. L’esponente di Fratelli d’Italia, che ha scelto il rito ordinario, andrà a processo il prossimo 7 settembre.
E adesso? E’ questa la domanda che invade i corridoi della politica siciliana. I meloniani, dopo le questioni romane, archiviate con le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanché, sono chiamati a gestire anche questa patata bollente. All’indomani dell’esito del referendum sulla giustizia si era optato per un momento di pausa e riflessione. Nessuna scelta affrettata, ma attenta e misurata in attesa della decisione del Tribunale di Palermo. Il nome di Amata, e inevitabilmente anche quello del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il cui processo inizierà il 4 maggio, ma con accuse differenti, tornano così nell’occhio del ciclone (CLICCA QUI). Una scelta da Roma e del governatore Schifani aprirebbe a nuovi scenari, con la possibilità di innescare un domino inarrestabile.
Rimpasto in vista?
Così anche questa volta il tema del rimpasto torna a rimbalzare. Qualora l’assessorato al Turismo dovesse perdere la sua inquilina, potrebbe accendersi la miccia, utile per rimescolare tutte le carte in tavola. Del resto quella della giunta è una partita aperta da fin troppo tempo. Da oltre cinque mesi le deleghe agli Enti locali e alla Famiglia e al Lavoro sono senza padrone. Una potrebbe andare all’Mpa, ma in ballo c’è anche il rientro della Democrazia Cristiana che dalla nomina dei tre commissari straordinari, Salvatore Cascio, Fabio Meli e Carmelo Sgroi, ha intensificato le interlocuzioni con Palazzo d’Orleans. Lo stallo prosegue tanto da portare il tema anche sui banchi dell’ultimo vertice di maggioranza, con il capogruppo all’Ars Carmelo Pace (CLICCA QUI) che avrebbe ribadito la necessità di chiarimenti sulle incognite che pendono sul futuro. E non è passato inosservato neanche l’intervento in aula del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate che in occasione della votazione del ddl stralcio proveniente dalla VI Commissione Salute ha tenuto a sottolineare la presenza del suo gruppo e la sempre puntuale lealtà, con il collega, ed ex assessore, Andrea Messina che ha rincarato la dose (CLICCA QUI). Un momento di grandi manovre all’interno del quale potrebbero trovare soluzione anche i mal di pancia all’interno di Forza Italia, oggi, almeno all’apparenza, più attenuati, ma sempre pronti a riemergere e agitare le acque. Nell’ombra resta anche la Sanità, già travolta dall’inchiesta su Salvatore Iacolino poco dopo il suo passaggio dalla Pianificazione Strategica al Policlinico di Messina.
Clima teso all’Ars
Intanto le opposizioni sono passate all’attacco, chiedendo la testa dell’assessore Amata e una presa di posizione da parte del governatore azzurro.
“L’ennesimo scempio che mette in imbarazzo tutti i siciliani e che arriva, come da 3 anni a questa parte, dalla maggioranza“. Ha commentato il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che ha aggiunto: “Ancora una dimostrazione che questo è un governo di inetti“.
Dura anche la posizione del capogruppo del Partito Democratico Michele Catanzaro: “A questo punto la responsabilità è tutta nelle mani del presidente della Regione: se non è in grado di prendere provvedimenti netti ed immediati, se non ce la fa a gestire una situazione che tra indagini, rinvii a giudizio e guerre politiche interne al centrodestra sta paralizzando la nostra isola, valuti se fare lui stesso un passo indietro“.
“Sono ormai quasi più gli scandali e i provvedimenti giudiziari che hanno travolto questo governo e la maggioranza che lo sostiene che i provvedimenti amministrativi degni di nota dell’esecutivo. Questa legislatura sarà ricordata come una delle peggiori di sempre e probabilmente non abbiamo ancora visto tutto“. Così sulla stessa scia il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca. Proprio i pentastellati nel fine settimana avevano depositato all’Ars la mozione di censura nei confronti di Amata, sottoscritta anche da La Vardera, per chiedere al presidente della Regione Schifani di “provvedere senza indugio alcuno alla rimozione immediata” della componente del suo governo.
Parlando di turismo. Proprio nel pomeriggio è prevista la votazione del ddl stralcio proveniente dalla V Commissione Cultura Formazione e Lavoro. La domanda sorge così spontanea: il testo contenete norme di carattere ordinamentale, accantonate dall’ultima Finanziaria regionale, riuscirà a vedere la luce e procedere indenne al duro test di Sala d’Ercole?



