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puntata 230

Il Pd di Chinnici e Albanese: “Svolta Schlein, apertura ai Cinque Stelle, salario minimo. E su Schifani…” CLICCA PER IL VIDEO

domenica 5 Marzo 2023

Valentina Chinnici e Mari Albanese, sono le ospiti della puntata 230 di Bar Sicilia. Entrambe esponenti del Partito Democratico (Chinnici è deputato regionale all’Ars, mentre Albanese è componente del Consiglio dell’VIII° Circoscrizione del Comune di Palermo e tra i 35 componenti siciliani dell’Assemblea Nazionale del Pd per la mozione Schlein), intervistate da Maurizio Scaglione e Marianna Grillo, hanno parlato del neo eletto segretario Pd Elly Schlein, del cambio di passo atteso dagli elettori ma non solo.

Valentina Chinnici

 

ELLY SCHLEIN, IL NUOVO SEGRETARIO

Con l’esito a sorpresa del voto delle primarie, si è aperta, forse, una stagione nuova per il Partito Democratico. “Il merito di Elly Schlein è sicuramente quello di dire parole chiare. Credo che il PD abbia scontato negli ultimi anni una certa confusione dovuta a  diversi linguaggi. Il popolo della sinistra, che si è sempre riconosciuto in qualche modo negli ideali, nei valori della sinistra si è più volte sentito confuso. Penso alle politiche sulle migrazioni o al mondo dell’Istruzione durante il Governo di Matteo Renzi. Ci siamo allontanati dal Partito Democratico e questo ha in parte determinato il successo dei Cinque Stelle”, dice Chinnici.

Mari Albanese è stata anche la portavoce della mozione Schlein, ricorda che la campagna elettorale del neo segretario è iniziata e si è conclusa in Sicilia, a Palermo.

Mari Albanese

“Siamo stati i primi a creare il comitato a sostegno di Elly. Avrebbe potuto scegliere una piazza diversa, più semplice per chiudere il suo percorso verso le primarie invece ha scelto quella palermitana. Questo denota la sua sensibilità rispetto ai temi meridionali. Sono molto ottimista: c’era aria di cambiamento e c’è stata. E’ in atto una rivoluzione gentile che ora deve diventare prassi”, sottolinea Albanese.

 

NUOVO SEGRETARIO, NUOVI ALLEATI PER VINCERE?

Per vincere le elezioni, servono alleanze e servono adesso. Del resto, in Sicilia si torna al voto a fine maggio con le amministrative che vedranno coinvolti oltre 100 comuni, tra cui importanti capoluoghi di provincia come Catania, Trapani, Siracusa e Ragusa.

Per Chinnici e Albanese, il partner ideale (pur non escludendo il linea di massima di nessuno), sarebbe il Movimento Cinque Stelle. Un’unione complessa per usare un eufemismo, considerati i vari precedenti . L’auspicio, è che il cambio al vertice possa determinare nuovi dialoghi e creare nuove alleanze con il partito di Giuseppe Conte basate su temi urgenti come la giustizia sociale e l’autonomia differenziata.

AUTONOMIA DIFFERENZIATA, IL J’ACCUSE A SCHIFANI

Per il deputato Chinnici, la riforma Calderoli rischia di penalizzare fortemente il Sud e la Sicilia. “Il Governo Schifani ha accettato e votato favorevolmente (e subito), questa autonomia differenziata, prima della discussione in Parlamento che è calendarizzata nei prossimi giorni. E’ una cosa gravissima, significa non tenere minimamente in conto l’autorità dell’Assemblea Regionale Siciliana,  la voce del Parlamento Siciliano e quindi dei siciliani. Non è solo uno sgarbo istituzionale è una mancanza assoluta di visione politica. Pur di dire subito di sì al governo attuale, su una misura odiosissima come l’autonomia a differenziata che penalizzerà le regioni più povere, il nostro governatore non ha garantito noi siciliani.”

MIGRANTI

“Bisogna decidere che parte stare – dice Chinnici – perché anche il Pd ha commesso diversi errori. A Cutro, in Calabria sono andati Mattarella e Schlein per salvare la faccia e l’umanità di questo Stato. La Sicilia ha un ruolo importantissimo, lo siamo sempre stati naturalmente e  geograficamente Non è questione di fare discorsi buonisti, siamo al centro del Mediterraneo e l’Unione Europea è tutta spostata al Nord Europa, a Bruxelles, a Strasburgo. Dobbiamo avere una sede dell’Unione Europea qui. Se l’Unione Europea vuole farsi carico veramente della questione migranti, deve farlo tramite la Sicilia perché siamo la porta del Mediterraneo. A ricordarlo è anche una bellissima epigrafe a Palazzo dei Normanni.

LA  BUONA SCUOLA : DELUSIONI E NUOVE PROSPETTIVE

Chinnici e Albanese, sono entrambe insegnanti per cui, il mondo della scuola, lo conoscono bene. “Non possiamo parlare di lotta alla povertà educativa quando la politica fa scelte scellerate solo per risparmiare”, affermano.

Ritornando infatti al discorso dell’Autonomia differenziata, per le due esponenti del Pd, la Sicilia verrà penalizzata anche dal punto di vista del mondo scolastico. Le sacche di precariato notevoli unite alle distanze tra Nord e Sud e tra le periferie, diventeranno drammatiche In particolare, viene contestato il principio della spesa storica. Le regioni abituate a spendere bene e più velocemente, verranno ulteriormente premiate mentre, regioni come la Sicilia, escluse da sempre da questo circolo virtuoso, resteranno ancora più indietro. A farne le spese gli studenti del Sud, in cui è pressoché assente il tempo pieno, gli asili nido non hanno un servizio sufficiente e dove la dispersione scolastica è un fenomeno ancora molto presente. 

ARS, PD E M5S E LO SCANDALO AUMENTO STIPENDI

“Sulla vicenda delle indennità,  quasi tutto il gruppo del Pd ha già risposto in maniera chiara. Da questo mese, devolverò questo adeguamento alla missione Speranza e Carità,  l’ho detto e lo rivendico. Non amo fare pubblicità alla beneficenza ma questa non è una beneficenza, è un atto politico di rifiuto. Con i Cinque Stelle c’è un dialogo su alcuni temi come la scuola e la sanità pubblica,  l’autonomia differenziata. Ovviamente non basta dire solo dire dei no ma fare delle proposte concrete dice Chinnici.

PD E GRILLINI: UN CANDIDATO UNICO ALLE COMUNALI?

“Non sono io che determinano la linea del partito. Fosse per me, non ci penserei due volte e aprirei al Movimento Cinque Stelle, dice Chinnici.

“Il 25 settembre – continua Albanese – c’è stato uno spartiacque netto: milioni di persone non sono andati a votare e milioni di persone hanno scelto un’altra cosa rispetto a noi, questo è chiaro. Diciamo che questo congresso ha avuto due fasi: quella dei  tesserati del partito in cui Bonaccini ha avuto la sua maggioranza e poi le primarie con i  gazebo in cui è sceso in piazza più di un milione di persone tra cui un popolo di delusi della Sinistra che magari non avevano votato o  che avevano votato altro e che si sono ritrovati. Da un punto di vista congressuale, Palermo era una città molto complicata eppure,  in città Elly prende il 73% e si attesta al 64% in provincia. In molti hanno ripresa la tessera e in molti si tessereranno. C’è chi in qualche modo vede nella figura di Schlein un nuovo Berlinguer o comunque come una speranza per il futuro che vedrà coinvolti giovani e il mondo dell’associazionismo. In questi giorni si aprirà il tesseramento del Partito Democratico e a breve subirà una svolta, un cambiamento di rotta quindi. Il partito dovrà essere in grado di accogliere il nuovo che sta arrivando.

 

IL SUD, DA PALLA AL PIEDE A RISORSA. DAL REDDITO DI CITTADINANZA AL SALARIO MINIMO?

“Partito Democratico e Cinque Stelle – ricorda Chinnici –  parlano già da tempo di salario minimo. Si tratta di misure minime di civiltà comuni. E’ chiaro che vanno affiancate con politiche produttive e di sviluppo, nessuno vuole fare assistenzialismo e basta. Chi riceve il reddito di cittadinanza, in genere, vuole lavorare. Non credo a quelli che vogliono vivere facendo i parassiti che pure esistono ma solo in determinate sacche. Criminalizzare la povertà, criminalizzare chi prende il reddito di cittadinanza e farlo passare come un furbastro o un parassita è un’operazione di disonestà intellettuale prima ancora che politica Quindi io sono convinta che questa sarà un’altra battaglia di giustizia sociale di dignità. Se Cinque Stelle e il Pd riusciranno a mettere da parte ciascuno il proprio ego, arriveranno risultati importanti. Non bisogna lasciare indietro nessuno perché la povertà non è una colpa.”

CIRCOLI, SEZIONI, SEGRETERIE DI PARTITO: QUALE FUTURO?

“Nel suo libro, Elly Schlein dice una cosa molto interessante: mentre le piazze si sono riempite, i circoli si sono completamente svuotati. Il partito non è stato in grado di aprirsi ai ragazzi, ha smesso di ascoltare quello che veniva dalle strade, dai territori. Credo che l’apertura dei circoli, sia importante ma fino a un certo punto. Perché non ci sono le risorse di natura economica, non abbiamo più finanziamenti ai partiti e le tessere da sole non bastano Occorre organizzare con metodo una struttura nuova, aperta, che possa fare politica al di là dei momenti legati alle elezioni. Dobbiamo arrivarci in maniera condivisa e dal basso ma lo si può fare anche chiedendo a chi è nelle istituzioni di ascoltare quello che arriva da fuori. Poi, ci sono delle sedi bellissime come quella di via Bentivegna a Palermo. Ci sono molte stanze che potrebbe aprirsi non solo ai militanti ma alle associazioni, ai giovani che hanno bisogno di uno spazio per studiare ad esempio. Secondo me in questa fase, il Pd deve aprirsi veramente al mondo fuori dal Partito perché ce l’ha chiesto il mondo fuori dal Partito”, conclude Albanese.

 

IL MESSAGGIO DELLA PUNTATA 230 DI BAR SICILIA

“Torniamo ad avere fiducia nella Politica e torniamo a farla tutti. Riguarda la nostra vita e non possiamo lasciare che altri scelgano per noi”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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