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La Bella addormentata

Il Ponte e la “sindrome della comparsa” (che colpisce solo Messina)

giovedì 29 Febbraio 2024

Ogni mattina in Sicilia un messinese (sipontista e nopontista) si sveglia e litiga su facebook sul si e il no all’opera. Ogni mattina a Roma il governo, la Stretto di Messina, Webuild procedono nell’iter per l’avvio dei cantieri e l’opposizione politica pone azioni per bloccarne l’inizio. Ogni mattina un imprenditore catanese o calabrese, una società, un’azienda, un libero professionista, è già al lavoro per mettere a disposizione dell’opera la propria skill (sia essa nel campo della formazione, della fornitura di beni e servizi, di lavoro nell’indotto).

LA BELLA ADDORMENTATA

Una mattina il messinese si sveglierà con i cantieri, le transenne, gli operai, i camion in transito e si accorgerà che mentre litigava su facebook sul sì e il no come se fossimo ancora negli anni ‘90 il Ponte si fa. Come la Bella addormentata Messina si sveglierà chiedendosi cosa sia accaduto nel corso della notte. Nonostante gli appelli della Cisl sin dallo scorso Natale, degli Ordini degli architetti e degli ingegneri e di quanti, nel mondo delle professioni invitavano all’avvio urgente di tavoli di lavoro, piani di formazione, Messina è caduta nel peggior vizio di sempre: crogiolarsi nell’intenso piacere della diatriba fine a se stessa.

IL PONTE A SUA INSAPUTA

Frattanto, si stanno attrezzando a livello industriale persino quanti saranno in grado di assicurare il mega servizio di lavanderia per le tute e le divise da lavoro. Messina è totalmente impreparata all’avvio dei cantieri, come se fosse stata colta di sorpresa (dal settembre 2022 ad oggi), indipendentemente dal fatto che si possa essere favorevoli o contrari. Se continua così il Ponte si farà a sua insaputa.

LA POSIZIONE DI BASILE

Il sindaco Federico Basile è nella difficile posizione in cui l’ha messo il leader di Sud chiama Nord e questo ha fatto sì che finora il peso dell’amministrazione sul ruolo che la città DEVE avere ha inciso poco o nulla. Cateno De Luca infatti da orgoglioso pontista che era anche da sindaco di Messina, ha cambiato progressivamente idea fino a diventare contrario non al Ponte in sé, ma a questo specifico Ponte perché lo vuole Salvini. Le più recenti dichiarazioni lo vedono come un no pontista a tempo, col timer (QUI).

GLI ESPROPRI

Nei giorni scorsi l’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci ha annunciato che a brevissimo saranno attivati gli info point sugli espropri su entrambe le sponde e sono emersi anche i numeri delle abitazioni sia a Torre Faro che a Villa interessati (sia come prime case che come seconde e terze case). Come un ritornello da mesi viene ripetuto che la tabella di marcia finora è stata rispettata e lo sarà ancora, pertanto in estate saranno avviati i cantieri.

RUOLO DA COMPARSA

Nonostante ciò, nonostante sia quasi primavera e a metà marzo i residenti delle aree interessate sapranno esattamente quale sarà il destino delle loro abitazioni, nonostante webuild stia da tempo cercando e selezionando le figure richieste, nonostante l’Ance Messina fino a pochi giorni fa abbia detto siamo a disposizione per formazione e quant’altro, nonostante gli ordini professionali reclamino un gruppo di lavoro (compreso l’Ordine degli avvocati che prevede che per il contenzioso collegato all’opera servirà una mega struttura ad hoc), nonostante le reiterate proteste di Invece del Ponte e delle associazioni che danno la “sveglia” alle istituzioni e dicono facciamo presto perché tra poco arrivano le ruspe, nonostante tutto ciò Messina rischia di essere una comparsa nel colossal che si girerà a casa sua. Un po’ come se Leonardo Di Caprio in Titanic decidesse di fare la parte dell’orchestrale o Russel Crowe nel Gladiatore preferisse il ruolo del pubblico al Colosseo. Da sempre noi messinesi siamo quelli dell’ultimo momento, quelli che arrivano alla stazione trafelati quando il treno sta per partire e se lo perdono la colpa è immancabilmente di un altro.

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