Il Palermo ferma la sua corsa verso la serie A, sfumando la finale dei playoff. Si è così rivelata decisiva la vittoria nella semifinale di andata in scena allo stadio Ceravolo del Catanzaro, vinta 3-0 dalla formazione di Alberto Aquilani. Grande delusione questa sera al Renzo Barbera: la vittoria è arrivata, ma non è stata sufficiente. Il 2-0 non è bastato per cambiare il destino e i gol di Pohjanpalo in avvio e di Rui Modesto a ridosso del novantesimo si sono rivelati un’illusione (CLICCA QUI).
“Ci tenevamo a fare una buona partita e portare il risultato a casa. I miei compagni sono stati fantastici, ma c’era stata la partita di andata, non possiamo nasconderci“. Ha spiegato Mattia Bani, il capitano oggi in panchina a causa di un infortunio. Il difensore è stato il primo ad arrivare in sala stampa, parlando anche delle sue condizioni fisiche: “Non era un infortunio grave prima di Venezia, ma sapevo che avevo finito la stagione. Speravo di poter tornare utile ed esserci oggi, ma non è andata bene. Dalla panchina l’ho vissuta male, sono stati dieci giorni duri perché sapevo che le possibilità erano poche ed ero triste. Ho cercato di dare sostegno alla squadra. Dobbiamo ripartire dallo spirito dimostrato oggi in campo. C’è un gruppo unito che rema dalla stessa parte. Dobbiamo migliorare su alcuni aspetti, come abbiamo visto nel corso della stagione, ma il calcio è anche questo“.
“La squadra è stata fantastica. E’ stata una delle giornate di sport che ricorderò per sempre. Quello che è successo è da stadio inglese. Questa gente ha dato un insegnamento importante di tifo. Dobbiamo fare i complimenti al Catanzaro. Quello che abbiamo fatto non è servito. Abbiamo chiuso un cerchio. Questa squadra ha un’anima e ha riconquistato la città. 72 punti sono un cifra importante, ma non è bastato per andare in serie A o per vincere oggi“. Ha dichiarato il tecnico rosanero Pippo Inzaghi.
“Vedere undici leoni dietro il pallone mi ha reso felice, meritavano di andare avanti, ma ci servirà per ripartire il prossimo anno. Cercherò con tutto me stesso di ripagare questa città finché non raggiungo il massimo. Ho le idee più chiare di quando sono arrivato – ha aggiunto il mister – Mi porto nel cuore quello che la squadra ha fatto. In un campionato normale con questi punti vai in serie A e invece le altre hanno fatto meglio. Dobbiamo ripatire da quelle 34-35 partite andate bene, 5 o 6 partite sono mancare, ma dopo Chiavari qualcosa è cambiato. Quest’anno il margine d’errore era minimo. Sono cresciuto come allenatore e nell’idea che ho della squadra. Ci sono delle cose da sistemare, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia“.
Il futuro? Sarà a Palermo: “Se mi chiama il Real Madrid non ci vado. Questo è uno stadio pauroso. I tifosi hanno dimostrato un’intelligenza fuori dal comune, la mia famiglia è felice, la società non mi fa mancare niente, la squadre e tutti quanti credono in me“.




