Le partecipate della Regione restano uno dei nodi cruciali da sciogliere. Mentre il tema delle nomine dei sottogoverno si rincorre da mesi senza sosta, le criticità economiche di molti di questi enti sono passati in secondo piano. Le difficoltà di Ast nel riuscire a stare al passo con il suo Piano di risanamento, approvato circa due anni fa, ne è un esempio.
L’Azienda siciliana trasporti, guidata da settembre 2025 da Luigi Genovese, è stata una delle protagoniste di questa prima metà del 2026, tra le audizioni in IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità e la paura del blocca assunzioni. La norma, che ha trovato il via libera tre mesi fa tra i banchi di Sala d’Ercole, aveva lasciato col fiato in sospeso il futuro dell’ente, salvato dalla stretta con un emendamento approvato nel corso dell’ultima seduta d’aula. Il dibattito però si è dilungato, infuocandosi su un altro emendamento, a prima firma del deputato di Sud chiama Nord Giuseppe Lombardo, che escludeva Ast dall’esonero. Non un capriccio o una forzatura, ma un messaggio duro e diretto per fare luce e chiarezza sull’attuale stato di attuazione del Piano (CLICCA QUI).
“L’assessore Dagnino aveva preso un impegno in aula e in Commissione, dichiarando che avrebbe avviato un’indagine per capire cosa era successo con la mancata richiesta della deroga di 71 mezzi euro 3. Ad oggi non abbiamo alcuna notizia. L’assessore Aricò aveva preso l’impegno di rispondermi a un’interrogazione presentata a novembre. L’ho riscritta e ripresentata, ma nulla. Capisco che quella mancata deroga crea imbarazzo, ma se le indagini non le facciamo prima noi degli organi esterni, della Commissione Antimafia e della relazione che abbiamo approvato resta solo fumo“. Ha spiegato Lombardo, che ha aggiunto: “Il Parlamento e la politica devono arrivare prima della magistratura. E su questa vicenda ho paura che la magistratura arriverà prima della politica. Per questo ho presentato quell’emendamento“.
L’allarme di un significativo disallineamento rispetto alle previsioni contenute nel Piano di risanamento aziendale 2025-2029, approvato dall’assemblea ordinaria dei soci nel dicembre 2024 e aggiornato a giugno 2025, era stato già lanciato ad inizio anno. Ad evidenziarne i punti nel dettaglio era stata una lettera dell’Ufficio speciale indirizzata ad Ast e all’assessorato dell’Economia: la perdita di esercizio stimata al 31 dicembre 2025 pari a 1,4 milioni di euro, con uno scostamento di – 3,87 milioni rispetto all’utile di 2,47 milioni di euro previsto dal Piano; un piano degli investimenti non concretamente realizzabile, con riferimento alle procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di autobus nuovi e usati; un incremento del costo dei noleggi autobus pari a 3,45 milioni di euro rispetto alle previsioni; un incremento del costo del lavoro interinale pari a 3,54 milioni di euro, poiché la riorganizzazione del personale e il piano assunzionale non risultano ancora avviati. Le previsioni del fabbisogno di personale contenute nel Piano dei servizi del personale per il 2026 e per gli esercizi 2027-2029, inoltre, non coincidono con quelle indicate nel Piano di risanamento.
Elementi che avrebbe condotto alla perdita di ogni efficacia dello stesso Piano e alla necessità di una nuova rielaborazione. Ma ad oggi dell’aggiornamento non vi è traccia. La spinosa questione non è stata però dimenticata. Una linea è stata tracciata all’interno del Documento di economia e finanza 2027-2029. Nel capitolo delle partecipate regionali un’attenzione particolare è riservata proprio ad Ast. Come si può apprendere tra le righe del Defr, l’azienda “mira a completare la transizione verso il modello di gestione in house providing” già operativo da un oltre un anno e tra gli obiettivi c’è proprio l’attuazione del Piano di risanamento “per azzerare le perdite di gestione operative e rinnovare progressivamente la flotta di autobus e programmare concorsi pubblici per autisti di linea per coprire il turn-over generazionale“. Tra le risorse in campo per fronteggiare la crisi economico-finanziaria sono previsti “un budget straordinario 40 milioni di euro per il triennio 2024-2026 il cui sblocco ha comportato l’erogazione di circa 30 milioni di euro nel corso del 2025 a seguito dell’aggiornamento del piano attestato“.
Insomma, il rebus Ast non si esaurirà certamente qui e qualche novità potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. In ballo una fetta importante del trasporto siciliano, caratterizzato soprattutto da quello scolastico, con migliaia di studenti e pendolari che attraversano le strade dell’Isola.





