Condividi
L'emendamento bocciato

La Sicilia non recepisce la norma di Abbate per posticipare il pensionamento dei lavoratori dipendenti: cosa cambia?

mercoledì 20 Maggio 2026
Ignazio Abbate

La Sicilia e quella strampalata difficoltà nel riuscire a recepire le norme nazionali. E’ anche questo uno dei tanti sintomi di una maggioranza all’Ars in pieno stato di crisi. L’approvazione dei ddl stralcio della I e della V Commissione non è stata certamente una passeggiata. Il mercoledì infuocato tra i banchi di Sala d’Ercole e le difficoltà del centrodestra nel restare compatto davanti il muro delle opposizioni si riassumono nella misura bocciata: l’applicazione dell’articolo della legge di bilancio 2025 che introduce un incentivo per posticipare il pensionamento per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che maturano i requisiti per la pensione anticipate nel 2025, offrendo un’opzione per continuare a lavorare con benefici economici (CLICCA QUI).

Da un lato si bloccano i concorsi e dall’altro non ci sono incentivi al personale regionale per rimanere in servizio. Un doppio torto nei confronti della macchina amministrativa che ha bisogno di figure specifiche per portare avanti l’attività burocratica.

Una battaglia che il deputato democristiano Abbate ha portato avanti in Commissione Affari istituzionali come primo firmatario del provvedimento con una serie di audizioni sulla questione, coinvolgendo le parti sindacali che auspicavano il recepimento di questa norma considerate le disparità di trattamento tra i lavoratori regionali, quelli a contratto 1 e quelli a contratto 2 con la differenza che solo quest’ultimi hanno diritto agli inventivi. Due pesi e due misure tra i vari comparti dove comunque a prestare servizio sono dei dipendenti regionali. Un iter che lo ha coinvolto in prima persona anche in Commissione Bilancio. Ma il focus è bene dettagliato più avanti.

Su quest’ultima è focalizzata l’attenzione: da un lato per le motivazioni e la natura dell’emendamento aggiuntivo, a prima firma del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate; dall’altro le modalità che hanno condotto all’ennesimo scivolone mascherato dallo scrutinio segreto. Ma da cosa nasce la norma? L’intervento ha natura chiarificatrice e di coordinamento, volto a garantire certezza giuridica e uniformità applicativa, evitando disparità di trattamento tra dipendenti che abbiano già presentato istanza e quelli che la presenteranno successivamente. Il via libera all’emendamento avrebbe permesso l’applicazione dell’articolo della legge di bilancio 2025 che introduce un incentivo per posticipare il pensionamento per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che maturano i requisiti per la pensione anticipate nel 2025, offrendo un’opzione per continuare a lavorare con benefici economici. Il vantaggio per i lavoratori dipendenti che, avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata nel 2025, misura confermata anche nella legge successiva del 2026, scelgono di non ritirarsi dal lavoro è di rinunciare, percependo direttamente in busta paga, al versamento all’accredito contributivo della quota dei contributi a proprio carico. Il vantaggio per l’amministrazione, offrendo questo incentivo, in un momento particolarmente delicato di carenza di personale è di trattenere in servizio, fino al termine ordinamentale dei 67 anni di età, il personale più esperto che può anche svolgere la funzione di formatore dei nuovi assunti per effetti dei concorsi già banditi e di quelli in corso di pubblicazione.

Non vi sarebbero stati dunque nuovi o maggiori benefici rispetto alla disciplina nazionale, garantendo semplicemente la salvaguardia degli effetti delle domande già presentate, prevenendo l’insorgere di contenziosi e allineando le disposizioni regionali con quelle nazionali, redendo così il recepimento necessario al fine di evitare disomogeneità di trattamento tra categorie di personale dipendente della medesima amministrazione regionale, garantendo uniformità ordinamentale e parità di accesso all’istituto incentivante previsto dalla normativa statale.

Le risorse, infatti, erano già previste e stanziate: le somme corrisposte al lavoratore derivano esclusivamente dalla mancata trattenuta della quota contributiva previdenziale a carico del dipendente, senza determinare maggiori esborsi complessivi per l’amministrazione regionale; il permanere in servizio del dipendente determina, inoltre, il differimento dell’accesso al trattamento pensionistico e del correlato turn over, con effetti sostanzialmente compensativi sul sistema della spesa del personale. In termini finanziari, quindi la misura non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, in quanto la stessa si sostanzia nella diversa destinazione di risorse già previste a legislazione vigente per il trattamento economico e contributivo del personale dipendente. In particolare, la rinuncia del lavoratore all’accredito previdenziale della quota contributiva a proprio carico, pari all’8,80 per cento, comporta la corresponsione della medesima somma direttamente in busta paga e il correlato venir meno dell’obbligo di versamento della relativa contribuzione alla gestione previdenziale. La disposizione determina, pertanto, una mera riallocazione contabile di risorse già stanziate, senza incidere in aumento sulla spesa complessiva del personale e senza produrre effetti peggiorativi sugli equilibri del bilancio regionale.

La norma, però, “non sa da fare”. Prima, al termine di un lungo dibattitto con alcuni dubbi, sollevati dal presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici, riguardanti la platea dei beneficiari, il testo è stato accantonato per approfondimenti; poi l’esito del voto segreto, richiesto dal deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Sunseri, è stato netto: 34 voti contrari e 12 favorevoli. Una bocciatura che sa di ennesimo messaggio direttamente rivolto al governo regionale, considerando anche le dichiarazioni a seguire del vicepresidente Nuccio Di Paola che presiedeva la seduta: “L’emendamento è stato bocciato. Mi dispiace, onorevole Abbate, hanno votato contro“.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Dirigenza regionale, Abbate: “Puntiamo a una riforma condivisa da portare in aula già a giugno” CLICCA PER IL VIDEO

Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate ha parlato delle novità e del futuro della riforma

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it