La Sicilia scommette sulla destagionalizzazione e la promozione dei prodotti autoctoni in giro per il mondo. I due punti all’interno dell’agenda regionale sono diventati pilastri essenziali nel campo del turismo e del tessuto economico-produttivo. Sulla base di di ciò prende forma all’Ars un nuovo ddl sul potenziamento del settore fieristico b2b e b2c.
Dopo mesi di audizioni, interlocuzioni e monitoraggi, il disegno di legge arriva in III Commissione Attività Produttive, presieduta da Gaspare Vitrano. A presentare il testo sarà proprio il deputato di Forza Italia, che martedì guiderà i lavori per avviare ufficialmente il nuovo percorso. Appuntamento martedì 10 marzo alle ore 11:00, attesi l’assessore al ramo Edy Tamajo e il dirigente generale del Dipartimento Dario Cartabellotta. Un’azione multidisciplinare, ancora in fase embrionale, con l’obiettivo di assegnare risorse adeguate a sostegno delle manifestazioni fieristiche, consolidate da almeno 15 anni, al fine di favorirne l’internazionalizzazione e accrescerne la competitività.
Le fiere non incarnano semplicemente un momento di incontro commerciale, ma anche strumenti di sviluppo territoriale sostenibile, in grado di attrarre visitatori, buyer e investimenti, sia nazionali che internazionali, contribuendo in modo significativo alla crescita del Pil regionale, strategici per l’attrazione di investimenti e la promozione delle eccellenze. A questi si aggiunge la carta della destagionalizzazione. Non a caso l’universo fieristico è uno degli elementi più ricorrenti all’interno del Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028, redatto dall’assessorato retto da Elvira Amata ad inizio 2026. Un volano per il turismo congressuale, ma anche per l’internazionalizzazione del brand Sicilia, alla pari di borse e iniziative di incoming ed outgoing (CLICCA QUI). Secondo il calendario regionale quest’anno saranno ventiquattro le fiere a cui la Regione prenderà parte, da Milano a Parigi, fino a Tokyo.
Ma vediamo il ddl nel dettaglio. Quattro sono gli obiettivi principali: valorizzare le imprese siciliane mediante strumenti di sostegno pubblico, anche attraverso l’applicazione del regime de minimis; tutelare e valorizzare la storicità delle manifestazioni fieristiche e le competenze delle associazioni e imprese organizzatrici; sostenere, attraverso risorse pubbliche stanziate in apposito capitolo di spesa del bilancio regionale, lo sviluppo e la competitività del settore fieristico regionale; regolamentare il comparto fieristico in maniera chiara, trasparente ed equa.
Tra gli elementi di novità l’istituzione di un ufficio regionale per la strategia fieristica che avrà il compito di: elaborare il calendario fieristico triennale; gestire i bandi pubblici del settore; promuovere le manifestazioni fieristiche; supportare gli operatori e monitorare gli impatti e i risultati. Potranno accedere ai finanziamenti le associazioni e società, con sede in Sicilia, che organizzano, da almeno 15 anni, fiere b2b e b2c a carattere regionale o nazionale, manifestazioni fieristiche, consolidate da almeno 15 anni, riconosciute dal settore di riferimento. In tal senso saranno finanziabili fiere b2b e b2c di rilievo regionale, nazionale o internazionale, eventi con documentata partecipazione di buyer esteri, fiere svolte tra il 1° ottobre e il 30 aprile e manifestazioni che rispettano i seguenti requisiti: almeno 15 anni di attività; struttura coperta di almeno 5mila mq espositivi; almeno 50 espositore, di cui il 25% extraregionali.
Le fiere che hanno maturato almeno 20 edizioni saranno riconosciute come Manifestazioni di rilevanza storica regionale (Mrsr). Altro obiettivo della proposta è quello di garantire il pluralismo e la trasparenza dei gestori fieristici. All’assessorato alle Attività Produttive spetterà il compito di pubblicare annualmente il bando con le risorse dedicate e provvedere alla programmazione triennale per fiere strategiche, oltre che accendere i motori e avviare una promozione del settore fieristico b2b e b2c quale asset strategico dell’economia siciliana e posizionare la Sicilia come hub del Mediterraneo.




