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La nota del coordinatore regionale

Lo Giudice (Sud Chiama Nord): “Basta fango e mistificazioni. I fatti smontano il teatrino di Scurria”

domenica 26 Aprile 2026
Danilo Lo Giudice

“Assistiamo ormai da mesi a una campagna sistematica fatta di insinuazioni, intimidazioni e falsità costruite ad arte. Un copione già visto, che oggi cambia solo gli strumenti: ieri i ‘corvi’, oggi qualche testata compiacente trasformata in megafono di attacchi politici”. Così il coordinatore regionale siciliano di Sud Chiama Nord, Danilo Lo Giudice, interviene sulle continue polemiche alimentate dal candidato Marcello Scurria.

“Mister querela” continua a utilizzare diffide, esposti e minacce come arma politica, ma i fatti, puntualmente, lo hanno smentito: ogni iniziativa messa in campo si è rivelata per quello che è, un maldestro tentativo di mascariamento”, aggiunge Lo Giudice.

Lo Giudice entra nel merito: “Scurria ha perso contro il Presidente della Regione Siciliana sulla revoca da subcommissario del risanamento di Messina; ha perso davanti al TAR
di Catania sul ricorso relativo alla nuova nomina; ha visto respinte le sue iniziative sulle partecipate quando ha affermato che le nomine degli amministratori unici fossero illegittime, più recentemente, è stato smentito anche dal Commissario del Comune di Messina rispetto alle due pressanti richieste di revocare le nomine degli amministratori unici fatte dal sindaco Basile. Un elenco che non lascia spazio a interpretazioni: non siamo davanti a un giurista brillante, ma a un protagonista di un contenzioso continuo che non produce risultati”.

E continua: “L’ultima trovata, la diffida alla commissione elettorale, si inserisce perfettamente in questa strategia: creare rumore per distogliere l’attenzione dal vero dato politico. Ed è sotto gli occhi di tutti: Scurria è riuscito nell’unico risultato concreto di questa campagna elettorale, ovvero disgregare il centrodestra, allontanando consiglieri e soprattutto elettori”.

“Per questo – prosegue – farebbe bene a ritirare la sua candidatura, a riflettere e a chiedere scusa proprio a quell’area politica che ha contribuito a indebolire”.

Poi l’affondo politico: “Chi oggi prova a ergersi a paladino della legalità dovrebbe spiegare ai messinesi il proprio passato politico, fatto di pressioni e tentativi di condizionamento sia con il sindaco Buzzanca, centrodestra, sia con il sindaco Genovese, centrosinistra. Insomma Scurria “ricattatore politico” per tutte le stagioni, tranne che con i sindaci De Luca e Basile, che lo hanno sempre lasciato nelle anticamere. D’altronde è risaputo che Marcello Scurria si è “venduto” a Matilde Siracusano per 90 mila euro annui di incarico di sub commissario del risanamento di Messina, ritenendo insufficienti i 30 mila euro annui che percepiva come presidente dell’agenzia del risanamento Arismè. Insomma un “nuovo Giuda 4.0”.

“Dal canto nostro noi continueremo ad andare avanti con serietà, parlando di contenuti e risultati. Lasciamo ad altri il fango e le sceneggiate”, conclude.

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