Ciclone Harry, fondo di Solidarietà dell’Unione Europea e caro carburante. Di questo e tanto altro si è parlato ai microfoni de ilSicilia.it con Giuseppe Lupo, componente a Bruxelles in tre Commissioni: Bilanci (Budg), Controllo dei Bilanci (Cont), commissione Pesca (Pech) e membro sostituto commissione Trasporti e Turismo (Tran).
La Sicilia è stata colpita dal ciclone Harry e da altri eventi estremi recenti. Si è parlato del Fondo di Solidarietà Europeo. A che punto siamo? L’Ue è pronta a intervenire velocemente o serve una riforma del regolamento per rendere il fondo più reattivo alle emergenze climatiche?
L’Europa frena sull’accordo Mercosur, che torna in Parlamento. Qual è il ruolo della Sicilia in tutto questo? E’ un rischio per l’Isola o ci sono delle opportunità?
“Gli accordi commerciali dell’UE Mercosur, India, Australia, apriranno nuovi mercati di libero scambio che offriranno grandi opportunità alle imprese europee, che non possono restare vittime dei dazi di Trump.
Sono certo che i prodotti siciliani – come quelli sardi, soprattutto agroalimentari – sono eccellenze mondiali. La sfida è aiutare le nostre imprese a essere competitive e a esportare in questi nuovi mercati, avvalendosi dei fondi europei per la politica agricola, la coesione e la competitività. Il settore del vino siciliano, in particolare, ha ottime prospettive“.
Sta seguendo il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Quali garanzie sta chiedendo per le regioni insulari come Sicilia e Sardegna, che storicamente soffrono di svantaggi permanenti nella spesa dei fondi di coesione?
“Insieme alla delegazione del Pd e del gruppo parlamentare S&D, chiediamo un bilancio pluriennale forte, di circa 2000 miliardi, per sostenere coesione, agricoltura, pesca, innovazione e competitività per i nostri territori e per le nostre imprese. Il bilancio pluriennale è lo strumento più potente di cui l’Europa dispone per combattere le disuguaglianze sociali, territoriali e di genere. Almeno 214 miliardi saranno destinati alle regioni meno sviluppate come Sicilia e Sardegna, oltre i fondi per la competitività. La vera novità per la Sicilia e la Sardegna è la nuova Strategia per le Isole recentemente annunciata dalla Commissione, di cui ho parlato con il commissario Fitto, che prevederà interventi importanti per la connettività e i trasporti, per la continuità territoriale, per il diritto a rimanere dei nostri giovani, per la resilienza idrica, per l’ambiente, per la prevenzione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, per l’agricoltura, la pesca, il turismo“.
“Sicilia e Sardegna saranno inoltre al centro del nuovo Patto per il Mediterraneo, dopo 30 anni dal processo di Barcellona, che sarà finanziato con i fondi del Global Europe, che prevede anche la nascita della nuova università del Mediterraneo. Come vicepresidente della commissione bilanci sto seguendo direttamente questi dossier strategici per il nostro futuro. Approveremo la proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 in Commissione il prossimo 15 aprile e in Plenaria entro maggio, per l’avvio dei negoziati con la Commissione europea e con il Consiglio. Chiediamo agli Stati membri e all’Italia in particolare di avere più coraggio e di investire di più per finanziare il bilancio pluriennale, che oggi costa solo l’1,13% del Reddito Nazionale Lordo, per migliorare la competitività del nostro settore produttivo, rispetto a USA e Cina, come ha detto chiarezza Mario Draghi“.
“La nostra visione europeista è l’unica che può salvare l’economia degli Stati membri. Per questo abbiamo lanciato il manifesto per gli Stati Uniti d’Europa. I governi di destra, sovranisti ed antieuropei come quello ungherese, danneggiano anche l’economia degli Stati membri. Il governo Meloni deve decidersi, oggi barcolla tra Von der Leyen e Trump. Il governo nazionale e molte regioni sono in ritardo, devono attrezzarsi già adesso per cogliere le opportunità offerte dal nuovo bilancio pluriennale 2028-2034, che – sottolineo – attiverà circa 2000 miliardi di investimenti. Sono pronto a dare una mano al sistema Italia, in particolare alla Sicilia e alla Sardegna, al di là dei colori politici di chi governa, perché è in gioco il nostro futuro“.
La situazione che sta colpendo il settore della pesca europea è preoccupante. L’aumento dei prezzi del carburante, aggravato dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente. Cosa bisogna fare in merito?

“Il settore della pesca richiede la massima attenzione e il sostegno non solo dell’UE ma anche dello Stato e delle Regioni che sulla pesca investono ben poco. I fondi europei sono aggiuntivi e non sostitutivi di quelli nazionali e regionali. Purtroppo, troppo spesso Stato e Regioni scaricano ogni responsabilità sull’Europa.
Lo Stato, come ha chiesto l’UE, deve ridurre in modo strutturale le accise per far scendere il costo del carburante per la pesca e per l’agricoltura”.
“Oggi in Europa il 25% del costo dei combustibili è dovuto al fisco degli Stati membri e Italia e Olanda hanno la percentuale più alta. La proposta del QFP 2028-2034 della Commissione europea per la pesca è insufficiente. Spero che anche il governo Meloni lo dica con forza. Come relatore permanente per le questioni economiche ho chiesto, a nome della Commissione pesca, finanziamenti per 7,5 miliardi di euro sulla rubrica 1 e 1,5 miliardi sulla rubrica 3. Inoltre, le nostre flotte, come le nostre aziende agricole, devono poter accedere al fondo di competitività per l’innovazione. Dobbiamo investire di più anche per l’acquacoltura. Dobbiamo fare in modo che tutte le famiglie europee possano mangiare pesce e in particolare i nostri ragazzi nelle mense scolastiche e i soggetti più fragili, come gli anziani e gli ammalati negli ospedali e nelle RSA. Il pesce non può diventare un bene di lusso. È possibile coniugare sostenibilità ambientale, sociale ed economica, garantendo il reddito dei pescatori e la prosperità del settore, anche grazie a nuovi accordi di pesca con Paesi terzi per avere regole condivise per la tutela dell’ambiente e per le attività di pesca“.




