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La dichiarazione

Mafia dei pascoli in Sicilia e Puglia. Antoci: “Le operazioni di polizia confermano che occorre tenere più che mai la guardia alta”

lunedì 15 Aprile 2024
Giuseppe Antoci

Un filo sottile lega Tortorici, provincia di Palermo, e la provincia di Bari. Sono le trame ordite dalla mafia dei pascoli, oggetto quest’oggi di due differenti operazioni di polizia.

Nel palermitano, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione a due misure cautelari, una personale e una reale, emesse dal gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia.

Le operazioni di polizia di quest’oggi confermano che la mafia dei pascoli è quantomai attiva e va adeguatamente contrastata – dichiara Giuseppe Antoci, vittima nel 2016 da Presidente del Parco dei Nebrodi di un agguato mafioso – La criminalità organizzata cerca di intercettare in maniera fraudolenta i fondi europei destinati alle imprese, mettendo in atto illeciti di ogni tipo. Ho lottato e lotto da anni contro questo sistema malavitoso, mettendo a repentaglio anche la vita, ed ho contribuito alla creazione di un protocollo di legalità diventato legge che mira a contrastare le azioni delittuose della mafia per accaparrarsi i fondi comunitari. Ad oggi occorre tenere più che mai la guardia alta. La magistratura e le forze dell’ordine hanno riportato e riportano risultati importanti nelle opere di contrasto. Occorre anche la piena consapevolezza e la massima attenzione della parte sana della cittadinanza, per denunciare il malaffare che si insidia in molte imprese presenti nei territori”

Le indagini hanno fatto luce su svariate estorsioni ai danni di imprenditori, truffe aggravate all’Unione europea e all’Agea, ma anche sul controllo di attivita’ economico imprenditoriali.

In Puglia, invece, il Reparto Carabinieri Parco Nazionale Alta Murgia di Altamura ha eseguito un Decreto emesso dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari su richiesta della Procura Europea (EPPO) che ha disposto il sequestro preventivo di denaro e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, di altri beni o utilità di proprietà degli indagati per 400 mila euro, profitto di reato commesso da un rappresentante di una società agricola, operante nella provincia di Bari e della Bat, e da un suo delegato. L’ipotesi di reato è truffa aggravata finalizzata al conseguimento illecito di rilevanti contributi pubblici destinati al comparto agricolo ed erogati dall’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura).

 

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