Condividi

“Medea”, il sacrificio utile e doloroso di una donna selvaggia [Videointervista]

domenica 25 Febbraio 2018

E’ Franco Branciaroli, poco prima del debutto al teatro Biondo (sala Grande) della “Medea” per la regia di Luca Ronconi, a delineare l’autentica identità, al limite dell’impenetrabile, del mito che ella rappresenta, “figura di un’irriducibile alterità, pronta a pietrificare chi cerchi di decifrare il suo segreto”.

L’infingimento di una Medea-uomo voluto da Ronconi, che già nel 1996 aveva visto Branciaroli come interprete, nella ripresa di Daniele Salvo, traduce scenicamente l’ambiguità della femminilità come maschera, funzionale al pubblico per “vedere” l’enigma nefasto che il coro, sulla scena, non percepisce.

Il sipario si apre in un’ambientazione anni ’50 (scene originali di Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte) con il lamento, arcaico, della nutrice (Elena Polic Greco) e con video proiezioni, tra viscere insanguinate e folle di persone in bianco e nero, che introducono alle vicende di una Medea che, semplicisticamente, non può essere identificata come “la donna tradita“.

Branciaroli è assolutamente padrone delpensiero-Medea“: in sottoveste, calzamaglia, trucco e parrucca modula sapientemente le stanze segrete dell’anima con voci e intonazioni diverse per rendere la sua condizione di esule, l’infelicità e l’ignominia che la spinge al sacrificio più alto “unendo l’utile al doloroso.

E tra file di poltrone da cinema, una scala maestosa che è la via per il palazzo del re e un lettuccio disfatto che non è più simbolo di unione coniugale, Branciaroli/Medea si muove con destrezza attoriale interagendo con le donne di Corinto, il moderno coro di casalinghe (Francesca Mària, Serena Mattace Raso, Odette Piscitelli, Alessandra Salamida, Elisabetta Scarano, Arianna Di Stefano, Matteo Bisegna, Raffaele Bisegna), con Egeo (Livio Remuzzi), Creonte (Antonio Zanoletti) e con Giasone (Alfonso Veneroso) “simpatico profittatore“, colpevole principalmente di aver tradito un giuramento.

Lo scopo delle regie di Ronconi è mostrare quanto è lontana da noi la tragedia greca, non ci è vicina per niente” ci ha detto Branciaroli e in effetti la pièce, pur nel coinvolgere lo spettatore non lo trascina mai, neanche quando di fronte si trova i due piccoli in abiti insanguinati, nel giudizio unilaterale verso la donna, il cui “sapere suscita o invidia o timore“.

Repliche fino al 4 marzo; sul sito del teatro orari e giorni delle rappresentazioni.

 

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Francesco Zavatteri: “Giovani fuorviati dal crack, crea una barriera insormontabile” CLICCA PER IL VIDEO

L’intervista de ilSicilia.it a Franco Zavatteri, padre di Giulio, giovane artista palermitano, ucciso da un’overdose di crack all’età di 19 anni il 15 settembre 2022. Il ricordo del figlio, l’impegno quotidiano per sensibilizzare sul tema delle droghe nelle scuole, l’importanza di strutture sul territorio come la “Casa di Giulio” e il centro di pronta accoglienza…

BarSicilia

Bar Sicilia, Di Sarcina e la rivoluzione dei porti del mare di Sicilia Orientale CLICCA PER IL VIDEO

Dal Prg del porto di Catania ai containers ad Augusta, passando per lo sviluppo di Pozzallo e l’ingresso di Siracusa nell’AP, il presidente Di Sarcina spiega obiettivi e progetti

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.