La presentazione ha messo al centro il rapporto tra università, assistenza, ricerca e istituzioni. Sul tavolo ci sono il potenziamento degli spazi, l’applicazione del protocollo d’intesa, la piena valorizzazione della funzione formativa del Policlinico Paolo Giaccone e, soprattutto, l’accelerazione del progetto del nuovo Policlinico universitario.
“Il professor Giarratano è una persona certamente nota, perché ha avuto nel suo curriculum ruoli di grandissima responsabilità. È stato direttore di dipartimento assistenziale, direttore di scuola di specializzazione e presidente della più importante società scientifica nazionale del settore, la SIARTI, Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva. È una persona di grande competenza, soprattutto con una buona caratteristica di ascolto, per cercare di mediare le differenze e costruire insieme un meccanismo unitario”, ha affermato Midiri.
Il cambiamento
Giarratano ha rivendicato il peso della Scuola dentro il sistema sanitario regionale e ha collegato la nuova fase alla necessità di una collaborazione più forte tra Ateneo, Policlinico e assessorato regionale della Salute.
“Noi parliamo di percorso, perché quello che stiamo avviando riguarda la Scuola di Medicina, una realtà che conta 11.934 immatricolati, 38 corsi di studio, 38 scuole di specializzazione, tre dipartimenti, tre poli territoriali, 336 docenti, 61 unità di personale tecnico amministrativo nei dipartimenti e 14 unità nella Scuola di Medicina per tutte le attività dei corsi di studio. La formazione di più di metà della Sicilia, la formazione degli operatori sanitari di più di metà della Sicilia, dipende dalla Scuola di Medicina di Unipa”, ha dichiarato.
“Abbiamo due clienti e due anime. I clienti sono gli studenti e i pazienti. Le anime sono quella universitaria, con i docenti e il personale tecnico amministrativo universitario, e quella ospedaliera dell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Paolo Giaccone, con i dirigenti medici e il personale tecnico amministrativo. Il nostro obiettivo è la formazione delle future generazioni degli operatori sanitari della nostra regione e non solo. Abbiamo 500 Erasmus internazionali che frequentano la nostra Scuola di Medicina. Ogni anno immettiamo nel sistema sanitario regionale una media di 3.250 professionisti, tra medici chirurghi, professionisti delle professioni sanitarie e biotecnologi”, ha aggiunto.
Il nuovo presidente ha poi rivolto un appello diretto alle istituzioni, a partire dall’assessorato regionale della Salute, assente alla presentazione.
“La Scuola di Medicina avrà sempre al centro gli studenti e si farà garante della qualità della formazione, della ricerca e della qualità della vita dei suoi stakeholder. La Scuola rappresenta l’istituzione e a tutte le istituzioni cittadine, regionali e nazionali offrirà e chiederà, con la necessaria forza, collaborazione e rispetto. Le istituzioni preposte dovranno essere consapevoli che interloquire con la Scuola di Medicina e Chirurgia e con Unipa significherà sempre interloquire con il futuro culturale, sociale e sanitario della nostra terra. Nessun presidente e nessuna scuola, da soli, potranno avere successo. Solo la collaborazione e la condivisione degli obiettivi tra istituzioni, a partire dalla stessa Unipa, potranno portare all’affermazione del bene comune”.
Nuovo Policlinico
Il tema del nuovo Policlinico universitario entra nel percorso della Scuola come passaggio operativo e non solo come prospettiva. Midiri ha spiegato che l’iter ha superato uno degli ostacoli tecnici che ne avevano rallentato l’avanzamento. “Stiamo lavorando. Proprio poco fa abbiamo avuto una riunione con la direzione strategica dell’azienda Policlinico, perché ci eravamo fermati per un problema legato ai parcheggi. La soluzione tecnica è stata trovata, anche a costi invariati. Adesso procederemo rapidamente con una delibera che vedrà coinvolti anche il sindaco e la Presidenza della Regione, per avviare tutte le procedure necessarie all’attuazione del progetto. Sono moderatamente ottimista”, ha detto Midiri. “La soluzione tecnica è all’avanguardia perché prevede i parcheggi nei piani interrati del plesso che si intende costruire, quindi con impatto ambientale zero. Siamo tutti orientati verso la realizzazione di un bene che riteniamo strategico e fondamentale per la nostra comunità”, ha aggiunto. “Le tempistiche sono legate alla progettazione. Il momento decisivo arriverà quando riusciremo a esitare il progetto definitivo. Tutte queste operazioni sono propedeutiche, ma il nodo più grave e più importante credo sia stato risolto. Il Policlinico non è soltanto un ospedale. Al suo interno si realizza la ricerca, si forma il personale medico e sanitario che serve Palermo e tutta la Sicilia. È un bene pubblico che bisognerebbe salvaguardare di più rispetto al passato“, ha concluso il rettore.



