Il commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo fa un’analisi post amministrative, poi focus sulle Regionali e sul futuro del partito azzurro e del centrodestra in Sicilia. Ecco le sue dichiarazioni rilasciate a ilSicilia.it
Presidente Minardo, i ballottaggi hanno confermato in Sicilia un centrodestra in forte difficoltà e una Forza Italia sull’orlo di una crisi di nervi.
“Il centrodestra è ancora maggioritario in Sicilia. Non lo dico io, lo dicono i numeri. In questo senso la disfatta agrigentina è indicativa: perdiamo pur avendo una maggioranza bulgara con le liste del centrodestra. Il nuovo sindaco dovrà governare con appena cinque consiglieri comunali dalla sua parte”.
Lei a proposito di Agrigento ha parlato di un messaggio che arriva dalle urne.
“Sì, e non solo da quelle agrigentine. In molti casi la vittoria dei nostri avversari è direttamente collegata al malessere dei nostri elettori, di tanti cittadini che hanno preferito rimanere a casa o addirittura votare contro di noi. Non credo che un messaggio di questo tipo si possa ignorare”.
Questo malessere a cosa è dovuto? Le recenti inchieste hanno avuto indubbiamente un peso. Cosa ne pensa?
“Non c’è dubbio. Guardi io resto profondamente garantista ma farei un torto alla mia intelligenza e soprattutto ai nostri elettori se non dicessi che gli scandali e il malcostume politico hanno avuto un peso rilevante nelle scelte di tanti. Sarebbe un errore fingere che questo problema non esista ma non c’è stato solo questo”.
E cosa?
“In molti casi credo siano state punite le beghe interne al centrodestra, le sterili contrapposizioni, i candidati bruciati ed anche una certa improvvisazione. Io sono arrivato come Commissario di Forza Italia quando la situazione era già deteriorata, ma non si può pretendere di raccogliere il consenso degli elettori con candidature scelte poche ore prima della presentazione delle liste mentre in molti casi i nostri avversari sono partiti mesi prima, avendo la capacità di tenere unità ed addirittura di allargare la coalizione”.
E’ deluso dal risultato di Forza Italia? Di Messina in particolare?
“Forza Italia nella maggioranza dei casi ha avuto ottimi risultati ma ci sono dei dati che ci devono far riflettere a cominciare da quello di Messina. Lì si è dimesso il segretario cittadino Antonio Barbera di cui ho apprezzato il senso di responsabilità, una qualità che in politica non dovrebbe mai mancare. Personalmente non mi interessa cercare i capri espiatori, mi interessa rigenerare il partito a Messina ma anche nelle altre province dove ci sono state difficoltà: serve aprire a forze nuove e tanta collegialità. Ho sempre creduto poco ai salvatori della patria, sono convinto che serva un grande lavoro di squadra ecco perché più che nominare dei commissari affiderò la città di Messina e realtà come la provincia di Agrigento e quella di Caltanissetta a coordinamenti territoriali allargati per accompagnare il partito al congresso”.
Pochi giorni fa ha tenuto un incontro con i giovani azzurri che aveva un titolo simbolico: rigenerazione. E’ anche il suo programma per Forza Italia?
“Rigenerazione significa aprire il partito, valorizzare i giovani, premiare il merito e smettere di considerare le tessere, le correnti o i pacchetti di voti come l’unico criterio di selezione della classe dirigente. Questa è la Forza Italia che costruiremo in Sicilia”.
In maggioranza c’è chi è tornato a parlare di urne anticipate. La legislatura scadrà nel 2027?
“La legislatura scade nel 2027 e con il massimo rispetto per le opinioni di tutti credo che i siciliani siano più interessati a sentir parlare del lavoro fatto al governo e di come affrontare criticità ed emergenze che impattano notevolmente sul vissuto quotidiano di tutti i cittadini. Forza Italia e tutto il centrodestra oggi devono dimostrare di continuare a governare bene, far conoscere le tante cose buone fatte, per poter poi chiedere un giudizio agli elettori. È indispensabile poi avere la capacità di guardare con onestà ai nostri errori, di smettere di tutelare piccoli interessi e di dare spazio a una classe dirigente che abbia a cuore prima di tutto il bene comune, l’onorabilità delle istituzioni e il rispetto dei nostri elettori. La fiducia dei cittadini non si pretende e non si eredita. Va conquistata ogni giorno con comportamenti coerenti, credibilità e serietà. È da qui che dobbiamo ripartire”.
Nei prossimi giorni ci sarà un vertice di maggioranza? Il conclave dei parlamentari regionali di centrodestra?
“Guardi tutte le formule sono valide purché si abbia consapevolezza delle cose che ho appena detto. Per quanto mi riguarda già nei prossimi giorni mi vedrò con i colleghi dei partiti alleati per fare un’analisi approfondita del voto e per dare un progetto e un orizzonte alla nostra coalizione. Possiamo scegliere di essere artefici del cambiamento o i mestieranti della conservazione, io ho già scelto la prima”.



