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Palermo, anche gli Asu reclamano un emendamento per passare alla Resais

giovedì 12 Aprile 2018
csa asu

Dopo l’emendamento alla Finanziaria presentato in Commissione lavoro dall’onorevole di Sicilia Futura Edi Tamajo per la stabilizzazione dei 2.700 ex Pip del bacino “Emergenza Palermo”, anche gli Asu reclamano un provvedimento che consenta loro di essere assunti dalla Resais. La società partecipata della Regione Siciliana è stata individuata come quella più idonea per l’assunzione di questo personale, visto che è stata utilizzata come contenitore per assorbire tutti i lavoratori provenienti dalle altre società dismesse con l’obiettivo di reimpiegarli al fine di erogare i servizi di cui i vari enti regionali hanno bisogno.

La notizia dell’emendamento, emersa ieri, ha richiamato l’attenzione e l’interesse del CSA – Dipartimento Asu“Riteniamo che questa sia la migliore strada possibile anche per avviare le procedure di stabilizzazione dei 5 mila lavoratori Asu”, hanno dichiarato oggi i coordinatori regionali dell’organizzazione, Vito Sardo e Mario Mingrino. Si tratta di persone che, alla stregua dei Pip, da circa 20 anni lavorano alle dipendenze di enti e soggetti pubblici in cambio di un’indennità di assistenza, di circa 600 euro, e senza per questo godere di coperture contributive o delle tutele tipiche dei lavoratori dipendenti.

Una situazione di precarietà sottoposta ad ogni finanziaria all’attenzione delle forze parlamentari regionali. “Facciamo appello all’intera deputazione regionale – aggiungono – ricordando che i lavoratori Asu hanno diritto, ex lege, alla stabilizzazione e la Resais o altre società partecipate della Regione, rappresentano le realtà più idonee ad accogliere i soggetti in esubero. Purtroppo – continuano Sardo e Mingrino – dobbiamo prendere atto che l’Assessorato al lavoro deve ancora espletare gli atti previsti dall’art. 11 della legge regionale 8/2017, provocando di fatto un blocco al percorso di stabilizzazione e disattendendo la volontà del Parlamento siciliano”.

“Auspichiamo che l’Ars – concludono – svolga la sua funzione di controllo. Non si può più attendere: lo chiedono i lavoratori Asu e lo dice anche la Corte dei Conti. Siano avviate le procedure di stabilizzazione”.

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