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Stabilizzazione Asu, sindacati vs Miccichè: “Tutto fermo da cinque mesi”

lunedì 24 Settembre 2018
asu pip

Sono passati 5 mesi da quando il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, il forzista Gianfranco Miccichè, aveva promesso ai lavoratori Asu e alle organizzazioni sindacali che l’Aula avrebbe affrontato il nodo della stabilizzazione con un provvedimento ad hoc. Erano i giorni dell’approvazione della legge finanziaria e l’emendamento per i 2.800 ex Pip del bacino “Emergenza Palermo”, su cui c’era l’accordo della maggioranza, aveva alimentato le aspettative anche dei 5.000 Asu.

Per quest’ultimi tuttavia, nonostante la buona volontà manifestata da alcuni deputati, non si erano verificate le stesse condizioni politiche ed economiche. Pertanto il presidente Miccichè aveva comunicato che i provvedimenti presentati sarebbero stati messi da parte perché Sala d’Ercole avrebbe trattato la questione con un disegno di legge organico.

Da allora però tutto è rimasto fermo. Nel frattempo l’iter avviato per gli ex Pip, nonostante gli ostacoli posti da Roma con l’impugnativa, è andato avanti, mentre le procedure per i contrattisti degli Enti locali sono in corso. Da qui l’appello delle organizzazioni sindacali: “Chiediamo al presidente Miccichè di calendarizzare al più presto il disegno di legge, a prima firma Calderone, sulla stabilizzazione del personale Asu”, dicono Vito Sardo e Mario Mingrino, segretari del Csa Sicilia Dipartimento Asu, e Giuseppe Badagliacca, segretario generale del Csa Sicilia, in una nota congiunta sottoscritta da Alba, Confintesa, Cub, Ugl e UilTemp.

mingrino sardo asu csa
Vito Sardo e Mario Mingrino

“Bisogna avviare per tempo la discussione in Aula – aggiungono – in vista della prossima legge di bilancio, che dovrà essere approvata entro fine anno, in modo tale da dare certezza finanziaria all’operazione”.

Già la scorsa settimana l’assessore all’economia, Gaetano Armao, ha dettato ai diversi uffici della macchina regionale i tempi entro i quali comunicare le proposte di spesa da inserire nella bozza dei disegni di legge di bilancio per il triennio 2019-2021, nella legge di stabilità e nel collegato alla finanziaria.

“Non possiamo attendere oltre – continuano Sardo, Mingrino e Badagliacca – è arrivato il momento di mettere fine ad una situazione di precarietà e di ingiustizia che dura da troppo tempo. Da 20 anni gli Asu svolgono le stesse mansioni dei dipendenti pubblici, ma percependo un’indennità di sussistenza, senza un contratto a tempo indeterminato e senza contributi previdenziali”. 

“Ci aspettiamo risposte concrete e immediate – concludono – viceversa saremo a pronti ad attivare una grande mobilitazione”.

 

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