Tredici punti di distanza bruciati in appena novanta minuti. Un duro lavoro costruito pezzo dopo pezzo in trentotto giornate di campionato svanito nel nulla. La formazione che era riuscita a registrare il record di risultati utili consecutivi, facendo della solidità difesa il proprio punto di forza non c’è più. Si è rivelata una vera e proprio Caporetto la trasferta calabrese del Palermo. Definire la semifinale di andata dei playoff un disastro è anche riduttivo. Allo stadio Ceravolo di Catanzaro va in scena la disfatta della formazione di Pippo Inzaghi, sconfitta con un secco e sonoro 3-0 dalla squadra di Alberto Aquilani. Carattere, determinazione e fame: i siciliani imparano una dura lezione dai giallorossi, più cinici sotto porta e affamati di successi. Un tonfo amaro che spegne le ambizioni e le speranze nonostante vi sia ancora da disputare la gara di ritorno al Renzo Barbera.
Rosa che arrivano in Calabria dopo una settimana emotivamente pesante per la scomparsa della piccola Alessia La Rosa, la bimba di otto anni che da tempo lottava contro una brutta malattia. Una storia toccante, di forza e di speranza, che ha toccato tutta l’Italia. Le due compagini hanno deciso di ricordare la “guerriera” portando il lutto al braccio. Maglia speciale per i palermitani, così come la fascia da capitano portata da Segre, molto vicino ad Alessia nei suoi ultimi mesi di vita (CLICCA QUI).
Dopo settimane di sperimentazione il tecnico picentino torna all’undici titolare che nell’arco dell’intera stagione è riuscito a dare le migliori risposte. Siciliani in campo con Joronen tra i pali, Peda, Magnani, al posto di un claudicante Bani, e Ceccaroni in difesa. A centrocampo torna titola il duo Segre-Ranocchia, mentre lungo le fasce confermati Pierozzi e Augello. In attacco recupera giusto in tempo Palumbo, al fianco di Le Douaron e alle spalle di Pohjanpalo.
L’avvio è shock. Il cronometro non ha nemmeno passato il minuto di gioco quando Cassandro, dalla corsia mancina, confeziona una parabola perfetta per l’incornata di Iemmello: 1-0. Pasticcio in difesa a doppia firma, con le due marcature leggere di Pierozzi e Peda che non riescono a fare buono scudo sul bomber giallorosso. I rosanero perdono la bussola e faticano a ritrovare la retta via sotto i cori di un Ceravolo sold-out.
I padroni di casa prendono in mano le redini del match e affondano il coltello sull’esterno destro. Il Palermo non decolla, in ritardo sulle seconde palle, reparti scollati e difficoltà nella copertura degli spazi. I pochi lampi che vedono gli ospiti oltrepassare la propria metà campo si galvanizzano nell’anonimato negli ultimi 20 metri. La scarsa incisività si paga e al quarto d’ora Iemmello torna a punire gli ospiti. Dagli sviluppi di corner Brighenti spizzica verso l’area piccola in direzione del capitano, tenuto in gioco da Le Douaron, che in tuffo spiazza ancora una volta Joronen: 2-0.
I calabresi non mollano la presa e tentano persino il tris appena quattro minuti più tardi con Pittarello, che ben coperto da Peda spara alto sopra la traversa, e al ventitreesimo con Pontisso dalla distanza. Rosa non pervenuti fino al trentanovesimo minuto: Palumbo dalla bandierina intercetta Ceccaroni che di testa, però, non riesce a far girare la sfera che sfila così sul fondo. La risposta del Catanzaro è immediata. A battere i pugni sul tavolo è nuovamente Iemmello. Il numero 9 imbuca per l’inserimento di Liberali, bravo a liberarsi con agilità di un Ceccaroni impalpabile e disorientato e a sfoderare un colpo da biliardo imprendibile per l’estremo difensore finlandese: 3-0. Inutili i cinque minuti di recupero, nel corso dei quali i palermitani non riescono ad accorciare le distanze e, al contrario, si lasciano pervade dal nervosismo.
Al rientro dagli spogliatoi Inzaghi effettua la prima sostituzione: dentro Gyasi per l’ammonito Pierozzi. L’approccio alla seconda frazione di gioco, alla ricerca di una disperata rimonta, è decisamente migliore. I siciliani sono più ordinati in campo, ma ancora mentalmente out. Piove sul bagnato e al cinquantunesimo Le Douaron è costretto ad uscire a causa di un fastidio all’interno coscia, dopo aver appoggiato il piede in maniera scomposta sul terreno di gioco. Al suo posto Johnsen.
I rosa attaccano timidamente, impegnando senza troppi sforzi l’ex Pigliacelli, ma la conclusione migliore è di Pontisso dalla distanza, tanto da chiamare in causa Joronen. Doppio cambio al sessantesimo: fuori i due ammoniti Ranocchia e Augello, dentro Blin e Rui Modesto. Con l’ingresso del portoghese si invertono le fasce, con Gyasi spostato sulla sinistra e l’ultimo arrivato a gennaio a destra.
Il norvegese si rivela l’unica speranza e l’unica luce nell’opacità totale. L’ex Cremonese inventa e attacca l’area giallorossa, sfruttando anche le idee nate dai piedi di Palumbo. Il numero 5 dà il massimo, ma fisicamente non è al 100%. I problemi riscontrati in settimana al ginocchio sinistro sembrano dare ancora qualche noia, tanto da non permettere all’ex Modena di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. Ed è proprio suo l’unico tiro in porta, all’ottantaduesimo, terminato tra le braccia di Pigliacelli.
Ma non basta. Il Catanzaro accarezza persino il poker, prima con Pittarello, ma la conclusione è troppo forte e alta, poi con Frosinini bravo a scavalcare un ingenuo Rui Modesto, ma non a tu per tu con Joronen, lasciandosi incantare dal portiere finlandese. Ultimo cambio per la formazione rosanero all’ottantottesimo, con l’ingresso di Giovane per Segre. Nei sei minuti di recupero a regalare l’ultimo lampo è Rui Modesto, unica ghiotta chance di tutto il match, ma il pallone si stampa solo sulla traversa. Ma non c’è più tempo e al Ceravolo termina 3-0.



