L’ordinanza sui botti di Capodanno non ha fatto boom. Anzi, secondo i gruppi di opposizione al Comune di Palermo, ha fatto fiasco. Lo hanno dichiarato in una nota congiunta gli esponenti di PD, M5S, “Oso”, AVS e Gruppo Misto. Una presa di posizione molto dura nella quale gli esponenti civici e del fronte progressista hanno ripercorso i fatti di cronaca avvenuti nella notte fra il 31 dicembre e il 1 gennaio.
Ordinanza sui botti di Capodanno, opposizioni all’attacco
Dai danni riportati alla chiesa di Sant’Antonino alla palma andata a fuoco nella piazza principale del quartiere di Borgo Vecchio, a pochi passi da abitazioni ed attività commerciali. Dai cassonetti crivellati in periferia ai botti esplosi in pieno centro città in barba alle restrizioni. Un bilancio che ha visto anche diversi feriti, nonchè numerose segnalazioni da parte dei cittadini, preoccupati soprattutto per i propri animali domestici ma anche per i randagi che popolano le strade del capoluogo siciliano.
“Altro che successo: l’ordinanza comunale sui botti si è rivelata, ancora una volta, del tutto inefficace – evidenziano in una nota congiunta i gruppi d’opposizione -. Un fallimento annunciato, pagato dai cittadini, dai quartieri e, come ogni anno, dagli animali domestici, costretti a subire un vero e proprio supplizio nel silenzio delle istituzioni. Di fronte a quanto accaduto nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, stupisce e preoccupa l’atteggiamento del sindaco Lagalla, più impegnato a celebrarsi per il concerto di Capodanno che a interrogarsi seriamente su ciò che è avvenuto nelle strade della sua città. Strade vissute quotidianamente da cittadini che hanno dovuto fare i conti con l’ennesima notte di guerriglia urbana“.
“Parlare di sicurezza rischia di diventare esercizio stilistico”
Una situazione che, purtroppo, si ripete ciclicamente allo scoccare della mezzanotte più importante dell’anno. Un modo poco sano di divertirsi, che danneggia non solo la quiete dei cittadini ma anche l’ambiente. “Non è accettabile che nel 2026 Palermo continui a essere teatro di episodi di questa gravità. La sicurezza non può essere evocata a parole o ridotta a propaganda da palcoscenico: richiede prevenzione, controllo del territorio, coordinamento tra istituzioni e assunzione di responsabilità. Tutte le istituzioni, sindaco compreso, hanno il dovere di far rispettare le regole. In caso contrario, parlare di sicurezza rischia di restare un mero esercizio stilistico, lontano dalla realtà vissuta dai cittadini e incapace di garantire tutela, legalità e convivenza civile“.




