“Per le grandi opere è normale che sia così. È successo per la Tav, per il Mose, per il tunnel del Brennero. Il CSLP, all’unanimità, con il meglio dell’ingegneria e dei docenti universitari italiani, ha detto: il progetto sta in piedi, partite. Quando ci sono opere complesse, ingegneri e tecnici intervengono durante la progettazione esecutiva. Sono le “prescrizioni” che ha citato. È la prassi”. Così il leader della Lega e il vicepremier, Matteo Salvini, intervistato da IlSussidiario.net, in merito al parere favorevole espresso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici sul Ponte sullo Stretto. Sull tempistiche, “il passaggio più importante è il parere della Corte dei conti – prosegue –. Sono fiducioso. L’anno scorso la Corte ci ha stoppato chiedendoci di fare tante cose in più e in questo anno abbiamo fatto i compiti, compresa l’interlocuzione costante, anche in questi giorni di agosto, con le istituzioni europee, che ci hanno detto di andare avanti. Conto che entro l’autunno si possa arrivare all’apertura dei cantieri”, aggiunge.
“Il ponte è l’unica opera pubblica non ancora partita ma è già indagata, c’è in procura della Repubblica a Roma più di un esposto contro ignoti che vogliono il ponte. Io mi sono autodenunciato, non c’è bisogno del dna: ignoto 1, ignoto 2, l’ignoto fa il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti”, ha continuato il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, nel corso della tavola rotonda: ‘Il Paese che si muove’ al Meeting di Rimini.
“I ponti sono fatti per avvicinare: uomini, donne, popoli, territori, culture” ma “solo in Italia si fanno le guerre sulle infrastrutture”, ha sottolineato il ministro. “C’e gente che era a favore del ponte 10 anni fa, ma siccome adesso è il ponte di Salvini: ‘non lo voglio più'”, ha detto il ministro. “Ci sono persone in Sicilia e in Calabria che dicono: ‘è una sorta di colonizzazione dei milanesi della nostra terra”, ha detto ancora Salvini




