Il Primo Maggio è ormai da tempo una giornata in cui i caratteri di festa, di vacanza dagli studi e dalle proprie attività prevalgono sulle vere motivazioni che hanno dato vita a questa ricorrenza.
Per carità vanno bene anche le scampagnate, le gite fuori porta, i grandi concerti musicali come quelli che ormai da anni i sindacati organizzano a Roma, ma andrebbero anche al tempo stesso recuperati quei valori e quelle motivazioni che stanno alla base del Primo Maggio soprattutto alla luce dei brutti momenti che il mondo sta attraversando. Ecco perché oggi più che mai questa giornata dovrebbe essere l’occasione per ribadire e rilanciare un impegno e una mobilitazione affinché nel mondo si affermino i valori della pace, della convivenza civile di fronte ai drammi che stiamo vivendo: guerre che insanguinano parti importanti dell’Europa e anche di fronte casa nostra la tragedia senza fine del conflitto tra israeliani e palestinesi a cui si è aggiunta la guerra scatenata dagli Stati Uniti nei confronti dell’Irak.
Tutti avvenimenti che mettono in discussione il futuro stesso del Pianeta! Si parla, infatti, spesso di uso di armi nucleari creando serie preoccupazioni nell’animo della gente. È un mondo che sembra ormai impazzito dove emergono spinte a ciechi nazionalismi, dittature sanguinarie, esclusivismi etnici e fanatismi religiosi che spingono sempre più a fenomeni migratori sempre più diffusi. Tutto questo non si può spiegare solo con la caduta dei vecchi assetti politici e militari del secolo scorso ma sono l’espressione virulenta di una crisi profonda che ha messo in discussione il vecchio modello di equilibrio e di relazione tra gli Stati e i Popoli.
Collegare questi avvenimenti al Primo Maggio assume oggi un valore molto importante dal momento che è una ricorrenza globalizzata e globalizzante poiché il Lavoro è un elemento comune il tutto il mondo tra chi lo ha e chi aspira ad averlo e nella nostra Costituzione Il Lavoro è ritenuto il principio fondante della Repubblica. Sulla origine di questa giornata la tesi più accreditata è che sia nata negli Stati Uniti in seguito ad uno sciopero per chiedere la riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore. Gli operai di Chicago che si erano radunati davanti la fabbrica furono improvvisamente e senza alcun motivo attaccati violentemente dalla polizia provocando la morte di due operai e decine di feriti scatenando così in tutto il Paese un’ondata di scioperi e manifestazioni di protesta. In una di queste un tizio, estraneo ai lavoratori, lanciò un ordigno tra i manifestanti uccidendo alcuni operai ma anche alcuni agenti di polizia. Furono arrestati alcuni operai e senza alcuna prova che tra di loro vi fosse il responsabile del lancio dell’ordigno la sentenza del tribunale condannò sette di loro a morte, un altro caso Sacco e Vanzetti.
La sentenza suscitò indignazione tra i lavoratori di tutto il mondo e quegli operai passeranno alla storia come i “martiri di Chicago” e con loro la giornata del Primo maggio. Fu, infatti, il congresso della Seconda Internazionale socialista che si svolse a Parigi nel 1886 che il Primo Maggio sarà proclamato giornata internazionale dei lavoratori proprio per ricordare la grande mobilitazione dei lavoratori di Chicago e i suoi martiri. In ogni paese tutte le manifestazioni, le iniziative che seguirono a quell’evento hanno alla loro base la rivendicazione di ottenere la riduzione della giornata lavorativa ad otto ore, rispetto alle 12 o 16 allora vigenti, proponendo la divisione della giornata in otto ore per lavorare, otto ore per riposare, otto ore per il tempo libero.
In Italia la giornata del Primo Maggio nasce alcuni anni dopo la decisione di Parigi, il 1889 infatti è l’anno in cui fu adottata e da allora si è sempre festeggiata, con l’eccezione della parentesi fascista che per cancellare una data che apparteneva e ricordava il movimento socialista l’aveva anticipata al 21 aprile, ma anche sotto la dittatura clandestinamente e coraggiosamente alcuni sindacalisti continuarono a mantenere vivo il ricordo. Un importante storico siciliano, Francesco Renda, nei suoi numerosi scritti e studi sul Primo Maggio ha sempre sottolineato come questa giornata nel suo divenire storico ha sempre esaltato i valori della pace, della solidarietà, della fratellanza internazionale, valori e idealità che confermano la loro attualità di fronte ai drammi sociali e umani che stiamo vivendo. Ecco perché è necessario non disperdere questo patrimonio culturale e civile del movimento dei lavoratori e soprattutto rilanciare il Primo Maggio quale simbolo del valore sociale del lavoro che i nostri padri costituenti non a caso hanno messo alla base della Costituzione. Ecco perché sarebbe stato bello e significativo dedicare questo Primo Maggio al Lavoro per i Giovani, anche perché recentemente è nato un movimento in Sicilia di tanti ragazzi che non vogliono emigrare per trovare lavoro, non vogliono lasciare le loro città, la propria terra, i propri amici, i propri affetti. Negli ultimi anni si calcola che più di trecentomila giovani hanno lasciato il Sud, e non si può più assistere a questo silenzioso esodo di massa.
A questi giovani che dopo lunghi anni di studio e di impegno e di sacrifici delle loro famiglie hanno finalmente in mano un diploma, una laurea, il famoso pezzo di carta, e vogliono valorizzare le proprie competenze e capacità, realizzare le loro aspirazioni, la classe dirigente siciliana, la politica, le istituzioni, le associazioni di categoria, il mondo sindacale deve impegnarsi per creare le condizioni affinché i ragazzi e le ragazze costruiscano il loro futuro nella loro terra. Buon Primo maggio a tutti!




