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Recovery Plan, i sindacati incontrano il prefetto di Palermo: “Serve tavolo di monitoraggio”

venerdì 29 Gennaio 2021
Giuseppe FOrlani

Incontro tra Cgil, Cisl, Uil e il Prefetto di Palermo sui temi legati agli effetti della pandemia, sulle emergenze della città, sulle possibilità di crescita e di sviluppo, a partire dagli investimenti previsti dal Recovery plan. Al centro dell’attenzione, le ripercussioni sul mondo del lavoro e sulle questioni connesse alla legalità.

Giuseppe Forlani

L’appuntamento, sollecitato dal prefetto Giuseppe Forlani, proseguirà con la costituzione di tavoli specifici per affrontare singolarmente gli argomenti affrontati. Tante le questioni sul tappeto. I sindacati hanno anche fatto il punto sulla “situazione drammatica” che stanno vivendo le società partecipate del Comune.

La situazione delle aziende partecipate è diventata sempre più critica, con pesanti ricadute sulla città – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e Ignazio Baudo della Uil Palermo – La preoccupazione che abbiamo manifestato al prefetto è forte, tanto è che avevamo richiesto già da tempo come segreterie confederali un incontro al sindaco che ancora non avviene“.

Altro argomento è stato quello legato alle possibilità di rilancio dell’economia della provincia a partire dagli investimenti, che potrebbero far ripartire il settore delle costruzioni, tra i tavoli specifici, infatti, uno riguarderà proprio questo argomento.

Il confronto su questo tema – aggiungono Ridulfo, La Piana e Baudo – è stato sollecitato per analizzare le possibilità che si aprono in edilizia con i bonus e gli incentivi previsti dal governo e le occasioni messe in campo nei prossimi mesi con l’utilizzo dei fondi del Recovery Plan per Palermo, sia in termini occupazionali che di riqualificazione e formazione professionale. Il tavolo sarà allargato alle associazioni di imprese e ai soggetti interessati“.

Sulle questioni legate al tema della legalità, sindacati e Prefetto hanno discusso in particolare del caporalato e del fenomeno del lavoro nero nel settore agricolo, anche su questo Cgil Cisl Uil hanno chiesto l’attivazione della rete del lavoro agricolo di qualità, un organismo che consentirà di contrastare, con alcune misure come il collocamento pubblico, il fenomeno dello sfruttamento dei braccianti nelle campagne.

Si è anche discusso dei temi connessi agli aiuti previsti per l’emergenza Covid e l’assistenza alla persona alle fasce più bisognose della popolazione, tra cui gli anziani e non autosufficienti, e della assoluta necessità di una accelerazione della campagna vaccinale. “Abbiamo registrato una grande sensibilità e disponibilità del Prefetto all’ascolto delle denunce delle organizzazioni sindacali – proseguono i segretari di Cgil, Cisl, Uil -. L’altro allarme da noi lanciato riguarda quello che accade nei quartieri specialmente periferici della città. Abbiamo discusso dell’esigenza che vengano rafforzati presidi e sentinelle di legalità sul territorio. Le recenti indagini hanno dimostrato che i bisogni e la disperazione delle persone sempre più, in questa fase di crisi, rischiano di incrociarsi con le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico, soprattutto nei contesti delle periferie, dove il disagio è più alto“.

C’e’ l’esigenza inoltre di un monitoraggio sugli effetti della pandemia sul mondo del lavoro – spiegano Ridulfo, La Piana e Baudo – tanti settori come commercio, turismo sono in piena crisi, e quindi servirà realizzare un focus sull’uso degli ammortizzatori sociali a Palermo e provincia, sulle crisi nei singoli settori e sulle previsioni di quello che potrà accadere nei prossimi mesi con l’ipotesi dello sblocco dei licenziamenti e la fine degli ammortizzatori“.

Il Prefetto ha anche confermato ai sindacati l’interesse a proseguire il confronto con la rete delle associazioni antimafia e delle organizzazioni sindacali, che hanno chiesto nei giorni scorsi di costituire un tavolo di monitoraggio in Prefettura, anche con l’Agenzia dei beni confiscati, per affrontare i problemi dei beni sequestrati e confiscati alla mafia e della salvaguardia dei lavoratori dipendenti delle imprese.

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