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Rendiconti del Comune di Palermo, per i giudici contabili sono pieni di “anomalie”

lunedì 6 Agosto 2018

Nei rendiconti 2015 e 2016 del Comune di Palermo, sono emerse, allo stato degli atti, una serie di anomalie e incongruenze in grado di compromettere la veridicità ed attendibilità del risultato di amministrazione 2015 e 2016“, a scriverlo è la sezione di controllo della Corte dei Conti.

Una critica durissima all’Amministrazione di Palazzo delle Aquile. Secondo i giudici contabili, infatti, le criticità riguardano la determinazione del risultato di amministrazione e relativa composizione distinta in quote accantonate, vincolate e destinate con particolare riferimento alla costituzione del Fondo per le anticipazioni di liquidità erogate da Cassa depositi e prestiti spa; quantificazione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE); determinazione e re imputazione del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV); rivisitazione dei residui preesistenti e relativa imputazione contabile, alla luce dei nuovi principi della contabilità armonizzata.

La Corte segnala, inoltre, come il Comune di Palermo “nel periodo compreso tra il 12 dicembre 2016 e il 27 gennaio 2017, è stato destinatario di una verifica amministrativo-contabile da parte dell’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria generale dello Stato“. “La relazione ispettiva elenca una serie di gravi criticità, principalmente riguardanti la gestione del personale e le società partecipate che, allo stato, non risultano superate“.

I giudici mettono anche in evidenza le reiterate carenze informative da parte del Comune, soffermandosi, in particolare, sulla “perdurante inottemperanza di una relazione semestrale sull’andamento gestionale delle società partecipate: l’ultimo documento pervenuto in atti, riguarda la situazione aggiornata al 30 giugno 2015“.

Per questi al altri motivi, la Corte dei conti, al termine della verifica sul rendiconto 2015, 2016, nonché sulle misure correttive adottate dal Comune di Palermo, accertati i profili di criticità ha disposto che, “preliminarmente all’adozione delle misure correttive”, l’ente verifichi la sussistenza delle limitazioni previste dalla legge”. In particolare la Corte dei Conti richiama espressamente la norma che impone agli “enti locali che presentino, nell’ultimo rendiconto deliberato, un disavanzo di amministrazione ovvero debiti fuori bilancio, ancorché da riconoscere, nelle more della variazione di bilancio che dispone la copertura del disavanzo e del riconoscimento e finanziamento del debito fuori bilancio, e’ fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge. Sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi“.

La Corte ordina al Comune di Palermo, “entro 30 giorni della presente deliberazione“, di provvedere alla trasmissione di tutte le relazioni semestrali non pervenute in atti e segnatamente quelle dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2017. “A modifica dell’ordinanza n. 1/2014, dispone altresì che i predetti documenti debbano essere inoltrati a questa Corte anche se sprovvisti dell’asseverazione del Collegio dei revisori; in tale evenienza, l’amministrazione allegherà i rilievi dell’organo di controllo interno e la correlata documentazione“.

In caso d’inottemperanza, la Sezione procederà a acquisizione coattiva della predetta documentazione attraverso la Guardia di Finanza. I giudici, ad ogni buon conto, hanno deciso di trasmettere la delibera anche alla Procura regionale della Corte dei conti “per le valutazioni di competenza sui possibili profili di danno erariale scaturenti dalle criticità evidenziate e ai Servizi ispettivi di finanza pubblica presso la Ragioneria generale dello Stato, per i profili di competenza, i quali avranno cura di notiziare questa Sezione in ordine al grado di superamento delle criticità evidenziate nella relazione redatta all’esito della verifica amministrativo contabile eseguita presso il comune di Palermo dal 12 dicembre 2016 al 27 gennaio 2017“.

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