Il diritto a “restare” ha veleggiato per tempo nell’alveo del dibattito politico, ma negli ultimi anni, grazie alla spinta di associazioni e giovani, s’è posto convintamente al centro.
Per citare qualche numero, come riporta il nuovo Rapporto del CNEL sull’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati, oltre 163 mila persone tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l’isola tra il 2011 e il 2024, dirigendosi verso il Centro-Nord e spesso superando i confini nazionali.
Il risultato è che ogni anno la Sicilia perde popolazione giovane, e soprattutto perde competenze, energie, potenziale. E lo fa a ritmi tra i più alti del Paese. Una perdita umana che ferisce profondamente la nostra Regione.
Sono tante le iniziative poste in essere a riguardo, tra tutte il festival “Questa è la mia terra e io la difendo” che ogni anno si svolge a Campobello di Licata, e domani anche a Caltagirone si discuterà sul tema.
L’evento, dal titolo emblematico “Restanza, rivendichiamo il nostro presente“, è stato organizzato dai Giovani Democratici di Catania. Un dialogo aperto tra generazioni sul diritto a restare nella nostra terra, al quale interverranno Carmelo Traina (Coordinamento PattoXRestare), Ludovica Vespo (Studentessa fuorisede GD Bologna), Franco Pignataro (Presidente dell’ITS Jobs Academy Steve Jobs), Marco Greco (Segretario Regionale GD Siciliani), Aurora Caggegi (Segretaria Provinciale GD Catania), Francesco Amato (Giovane attivo nel sociale), Michelle Marasco (Rete degli Studenti Medi CT), Giuseppe Pappalardo (Segretario Provinciale PD Catania), con la moderazione di Mariachiara Regolo (Segreteria Provinciale GD Catania).
“L’evento del 21 dicembre – spiega Regolo – sulla restanza nasce dall’urgenza di riportare al centro del dibattito politico una scelta che, soprattutto nelle aree interne, non è più libera: restare. La partenza di tanti giovani non è un caso, ma il risultato di una mancanza strutturale di opportunità. Per questo, con la Federazione provinciale dei Giovani Democratici di Catania, promuoviamo un momento di confronto pubblico. Riteniamo sia urgente che la comunità torni a riunirsi, a partecipare e a discutere dentro il partito“.
“Scegliamo di farlo a Caltagirone per lanciare un messaggio chiaro, dalle aree interne può partire un nuovo processo di azione politica, coinvolgendo per primi i paesi del Calatino. Lo spopolamento non è un destino inevitabile, ma il risultato di decisioni, o di assenze di decisioni. Non è ancora il momento per rassegnarci – conclude – e non saremo qui per lamentarci, è ora di costruire insieme. O lo facciamo ora, o sarà troppo tardi dopo“.



