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Che fine ha fatto il regolamento per gli ispettori ambientali?

I numeri degli abbandoni di rifiuti a Palermo, conferimenti illeciti in oltre 150 siti

martedì 16 Giugno 2026
Rifiuti abbandonati illecitamente in via Collodi, Palermo

A Palermo ci sono oltre 150 siti in cui ogni giorno vengono abbandonati illegalmente rifiuti. E’ questo il quadro che emerge dalla relazione presentata da Rap, società Partecipata del Comune di Palermo che si occupa del servizio di raccolta e gestione della spazzatura. Numeri di cui si è discusso durante l’ultima seduta della IV Commissione. Organo consiliare che ha audito ieri l’assessore all’Ambiente Pietro Alongi. L’esponente di Forza Italia ha annunciato un imminente potenziamento dei sistemi di videosorveglianza attraverso l’installazione di 100 nuove fototrappole nelle aree più sensibili. Tuttavia, il contrasto al fenomeno degli abbandoni risulta fiaccato dai ritardi accumulati in Consiglio Comunale sull’approvazione del regolamento rifiuti. La delibera è da tempo all’ordine del giorno a Sala Martorana. Tuttavia non è stata ancora votata. Vicenda sulla quale si registra la posizione critica del consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo.

I 150 siti in cui vengono abbandonati rifiuti a Palermo

La lista delle aree in questione viene fuori da una relazione inviata il 10 giugno dal presidente di Rap Giuseppe Todaro e dal direttore generale dell’azienda di piazzetta Cairoli Massimo Collesano. Missiva nella quale i due dirigenti non usano mezzi termini per definire i contorni e le proporzioni del fenomeno dei conferimenti illeciti di rifiuti. “In numerose aree della città, la formazione e la continua rigenerazione di micro e macro discariche abusive hanno ormai assunto carattere cronico e strutturale, rendendo insufficiente il normale assetto operativo aziendale“. Parole dure ma asseverate dalla situazione vissuta dalla città di Palermo. Sono oltre 150 i siti in cui si verificano depositi illeciti di spazzatura. Una lista in cui figurano aree del centro storico cittadino, le borgate marinare, nonchè le vecchie aree popolari (Borgo Vecchio, Albergheria, Ballarò e Vucciria).

Le quantità di rifiuti abbandonati da rimuovere quotidianamente – scrivono Todaro e Collesano – hanno raggiunto livelli tali da richiedere l’impiego costante di squadre supplementari, mezzi dedicati e risorse straordinarie che Rap è costretta a sottrarre alle attività ordinarie di raccolta, spazzamento e decoro urbano“. Discariche abusive che si formano anche e soprattutto in quelle aree della città attualmente servite dagli step avviati per il potenziamento della raccolta differenziata. Progetti che hanno raddoppiato “la popolazione servita, passata da 180.000 e 360.000 abitanti“. Mosse che non hanno frenato l’incidere degli incivili, con relativo “aggravio di costi non previsti e in alcuni casi riprogrammazione o differimento di interventi ordinari per garantire il mantenimento di adeguate condizioni igienico-sanitarie sul territorio comunale“.

La mancata approvazione del regolamento rifiuti

Ma come risolvere il problema? Nella lettera inviata al Comune di Palermo, Rap ha annunciato che sarebbe “in dirittura d’arrivo il procedimento per la fornitura, installazione e messa in esercizio di 100 fototrappole al fine di rafforzare le attività di prevenzione, monitoraggio e repressione degli illeciti ambientali“. Più telecamere però da sole non bastano. Fatto chiarito anche dai dirigenti dell’azienda, i quali hanno chiesto all’Amministrazione Comunale “un’intensificazione delle attività di controllo, vigilanza e sanzionamento“, nonchè “un autorevole intervento volto ad arginare il fenomeno dilagante degli abbandoni illeciti, consentendo a Rap di destinare le proprie risorse principalmente alle attività ordinarie“.

Eppure la soluzione potrebbe essere già alla portata del Consiglio Comunale. Aula consiliare nella quale giace da tempo il regolamento rifiuti. Documento che, fra gli altri strumenti, introdurrebbe la figura degli ispettori ambientali. Personale che, seppur in via sperimentale, ha dimostrato di poter costituire un deterrente agli abbandoni illeciti di rifiuti. Ma nonostante ciò, Sala Martorana non ha proceduto nemmeno al prelievo della delibera. Con ciò contravvenendo alla promesse fatta il 21 aprile scorso dal presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo. Critica, a tal proposito, la posizione dell’esponente del M5S Antonino Randazzo. “Resta una responsabilità grave da parte del Consiglio Comunale rispetto alla mancata approvazione del nuovo ‘regolamento rifiuti’ che potrebbe diventare quello strumento indispensabile per il contrasto agli abbandoni tramite un nuovo sistema di sanzioni e la istituzione della figura degli ispettori ambientali“.

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