Stallo. Una parola. Sei lettere. Tanto basta per definire la situazione in Giunta al Comune di Palermo. Da giorni infatti, il sindaco Roberto Lagalla attende la decisione di Fratelli d’Italia sulla sostituzione di Giampiero Cannella, in procinto di volare a Roma per ricoprire l’incarico di sottosegretario alla Cultura. L’ex coordinatore regionale di FdI aspetta l’ordine del partito per dimettersi. Un via libera non ancora arrivato. Prima, bisognerà trovare un accordo fra le correnti palermitane. Interlocuzioni a cui Antonio Rini, presidente della commissione Urbanistica vicino ad Alessandro Aricò, sta assistendo da spettatore interessato.
Sull’ingresso in Giunta dello stesso Antonio Rini ci sarebbero pochi dubbi. A bloccare tutto però sarebbe l’assegnazione del ruolo di vicesindaco, anch’esso lasciato vacante dal prossimo addio di Giampiero Cannella. Due i nomi in lizza. Da un lato c’è Brigida Alaimo, assessore al Bilancio e donna di fiducia della parlamentare Carolina Varchi. Dall’altro c’è Dario Falzone, uomo di riferimento dell’europarlamentare Giuseppe Milazzo. Uno di quelli che il vicesindaco lo ha già fatto fra il 2003 e il 2005, ovvero nel pieno della sindacatura di Diego Cammarata. Una questione sulla quale Roberto Lagalla attende che si diradino le nebbie interne ad FdI. Ma questo non è l’unico pensiero nella testa del sindaco di Palermo. Sullo sfondo infatti ci sono due importanti appuntamenti nell’agenda politica palermitana: il rinnovo dei CdA delle società Partecipate e l’infornata di nomine alla Città Metropolitana.
Lo stallo in casa Fratelli d’Italia
A pesare sulla scelta di Fratelli d’Italia è il tema delle amministrative. Brigida Alaimo, prima dei non eletti all’Ars, potrebbe decidere di ritentare la scalata a Sala d’Ercole. Fatto per il quale dovrebbe dimettersi da ogni incarico almeno 180 giorni prima delle elezioni. Inutile dire che tutto questo potrebbe mescolare nuovamente le carte in casa FdI, a pochi mesi dalle elezioni amministrative che riguarderanno la città di Palermo, al momento calendarizzate per metà 2027. Non proprio uno scenario esaltante per il sindaco e l’intero centrodestra. Fatto su cui sta facendo leva Giuseppe Milazzo, il quale vorrebbe far pendere la bilancia verso un profilo più duraturo e d’esperienza come quello di Dario Falzone.
Il centrodestra attende con un occhio alle amministrative
La partita è di quelle prioritarie a tutto il resto. Prima si chiude, meglio è. Anche per evitare ulteriori richieste di cambiamenti che potrebbero arrivare al sindaco da altre compagini della coalizione. Fronte, quello capitanato da Roberto Lagalla, sul quale i microfoni di Radio Palazzo sono tornati a parlare di movimenti interni alla maggioranza.
Particolare attenzione viene riferita al gruppo di Forza Palermo. La compagine è stata fondata qualche mese fa da Andrea Mineo, nominato recentemente da Renato Schifani all’interno della sua segreteria particolare. Un’investitura che potrebbe aprire le porte ad un ritorno di Natale Puma fra le fila di Forza Italia. Uno scenario già ipotizzato nei mesi scorsi, ma nel quale resterebbe da capire la posizione di Salvatore Di Maggio, più vicino in passato alla corrente di Mauro Pantò. Resta inoltre da capire il destino di Domenico Bonanno e Viviana Raja, fondatori di Generazione Palermo. Un gruppo nato dopo che gli ex democristiani non hanno trovato casa fra le fila di Fratelli d’Italia, in particolare all’interno della corrente dell’assessore regionale Francesco Scarpinato.
Consiglio comunale a ranghi ridotti
Intanto, in Consiglio Comunale si prosegue ad andamento lento. Nell’ultima seduta a Sala Martorana dedicata alla quarta variazione di bilancio, il centrodestra si è presentato a ranghi decisamente ridotti. Fatto che ha mandato su tutte le furie diversi esponenti della coalizione a sostegno del primo cittadino. Insomma, non il miglior clima con il quale approcciarsi al prossimo bilancio di previsione 2026-28. Documento sul quale il Comune di Palermo ha ricevuto il commissariamento da parte della Regione Siciliana in quanto non è stato rispettato il termine perentorio per l’approvazione del 30 marzo. E, anche volendo, il Consiglio Comunale non può ancora procedere visto che prima l’organo consiliare presieduto da Giulio Tantillo dovrà occuparsi di tutte le delibere propedeutiche al documento contabile.
Il rinnovo dei CdA delle società Partecipate
Insomma, si preannuncia un mese di maggio decisamente pensieroso per Roberto Lagalla. E a disturbare il sonno del primo cittadino sta per arrivare la vera gatta da pelare di questo 2026, ovvero il rinnovo dei CdA delle società Partecipate. In realtà, il sindaco ha già dettato le regole d’ingaggio ai partiti della sua coalizione: “Le società Partecipate non possono essere serbatoi di interessi politici, ma devono essere sempre di più un servizio vero la comunità e la città“, ha dichiarato qualche giorno fa il primo cittadino. E’ chiaro però che la partita delle nomine sarà tutta politica. Nei prossimi giorni, il sindaco dovrebbe incontrare i coordinatori e i commissari regionali delle varie compagini del centrodestra.
Le nomine alla Città Metropolitana
Sul tavolo ci sarà un’altra questione cara all’ex Rettore dell’Università di Palermo, ovvero l’infornata di nomine alla Città Metropolitana. Approvato lo Statuto, Roberto Lagalla dovrà procedere con le scelte relative alle posizioni di sottogoverno, ovvero consiglieri delegati e vicesindaco metropolitano. Probabile che si attenda fine maggio. Anche perché, bisogna aspettare il decorso dei 30 giorni dalla pubblicazione dello Statuto. Un momento nel quale si conoscerà anche l’esito del turno di elezioni amministrative.
Fatto che riguarda gli eletti all’ex Provincia. In particolare quelli del Comune di Carini. Area metropolitana dove si andrà a breve al voto. Nell’elenco figurano non solo Giovì Monteleone, sindaco uscente, ma anche Claudio Armetta. Uno dei papabili al ruolo di vicesindaco metropolitano insieme al sindaco di Balestrate Vito Rizzo. E’ probabile infatti che ad esprimere la carica in questione sia Forza Italia. Ed è altrettanto probabile che per il ruolo verrà scelto “un uomo della provincia di Palermo“. Ciò per dare rappresentanza ai territori metropolitani, rimasti svantaggiati dal meccanismo del voto ponderato. Da questa scelta dipenderanno le nomine dei consiglieri delegati e del capogruppo di FI alla Città Metropolitana. Ruolo rimasto vacante in attesa di un congresso che, alla fine, non c’è mai stato.





