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Schede carburante false nel Palermitano: maxi sequestro a una 25enne, aveva pure uno yacht

martedì 17 Dicembre 2019
Sequestro yacht finanza
foto d'archivio

La Guardia di Finanza di Partinico ha eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale finalizzato alla confisca per quasi mezzo milione di euro, nei confronti dell’ex rappresentante legale di un’importante impresa di San Giuseppe Jato (PA), operante nel settore dei rifiuti.
In particolare, a seguito di un controllo fiscale, le Fiamme Gialle partinicesi hanno accertato che Valentina Mangano, 25 anni, nella sua qualità di amministratrice pro tempore dell’azienda, aveva annotato in contabilità, e portato in dichiarazione, dei costi relativi agli anni d’imposta 2016 e 2017 derivanti da alcune schede carburanti fittizie.

Durante l’ispezione tali schede non sono state esibite ai verificatori sostenendo che erano andate perse. Tuttavia, gli ulteriori approfondimenti condotti dai finanzieri hanno permesso di rinvenire comunque una copia dei documenti e di accertarne la falsità tramite controlli incrociati mirati presso una società di Partinico (PA) attiva nel commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.

In totale, sono state 94 le schede false confluite nella dichiarazione fiscale del 2016 e 193 quelle riportante nella dichiarazione per l’anno d’imposta 2017, per un costo fittizio globale mai effettivamente sostenuto di oltre 1 milione di euro. L’imposta complessivamente evasa, cosi’ come constatata dalle Fiamme Gialle, ammonta a circa 480.000 euro.

Il sequestro “per equivalente” ha interessato i conti correnti bancari dell’indagata, il premio di una polizza assicurativa, oltre 200 mila euro di crediti vantati nei confronti del Comune di Partinico (PA), trasferiti nel tempo dall’azienda all’ex amministratrice, nonche’ beni materiali ed immateriali rientranti nella sua disponibilità, tra cui un acquascooter e uno yacht del valore commerciale di oltre 230.000 euro, l’intero pacchetto azionario di due società con sedi a Milano e San Giuseppe Jato (PA) quest’ultima già oggetto di un provvedimento interdittivo antimafia da parte del Prefetto della Provincia di Palermo, nonché l’80% delle quote di un’ulteriore impresa, anch’essa già colpita da interdittiva antimafia a San Giuseppe Jato (PA).

 

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