I nuovi sondaggi politici elaborati da SWG per La7, del 30 marzo 2026, confermano Fratelli d’Italia prima forza assoluta al 29,5%, ma accende i riflettori sul Partito Democratico, capace di accorciare le distanze grazie a un balzo dello 0,5% che lo proietta al 22%.
Se il Movimento 5 Stelle e Forza Italia proseguono nel loro lento e costante consolidamento (+0,1% per entrambi), a soffrire maggiormente è la Lega. Il Carroccio perde terreno e scende al 6,6%, trovandosi ora appaiato a una sorprendente Alleanza Verdi e Sinistra, stabile sui medesimi valori.
Il vertice: Fratelli d’Italia domina, il PD insegue

Fratelli d’Italia (FdI) si conferma come il perno centrale del sistema politico italiano. Il partito guidato da Giorgia Meloni rimane stabile al 29,5%, una cifra imponente che testimonia una resilienza notevole nonostante l’usura del governo.
FdI non guadagna ma, dato più importante, non perde terreno, mantenendo un distacco di ben 7,5 punti percentuali dal principale oppositore.
Proprio sul fronte delle opposizioni si registra la scossa più rilevante della settimana. Il Partito Democratico (PD) mette a segno la crescita più significativa tra tutte le forze in campo, guadagnando uno 0,5% e portandosi al 22,0%. Questo balzo in avanti suggerisce che la strategia di polarizzazione dello scontro con Palazzo Chigi stia pagando, permettendo ai dem di drenare consensi forse proprio dalle aree più incerte del centrosinistra o dall’area del non-voto.
Movimento 5 Stelle e Centrodestra: luci e ombre
Il Movimento 5 Stelle continua il suo trend positivo, seppur a piccoli passi. Con un incremento dello 0,1%, i pentastellati si attestano al 12,3%, consolidando il ruolo di terza forza e di partner (o rivale) imprescindibile per il PD in ottica “campo largo”.
Nel centrodestra, invece, si assiste a un travaso interno che premia la moderazione a discapito del sovranismo territoriale. Forza Italia cresce dello 0,1%, salendo al 7,9%, confermando una vitalità che molti osservatori davano per spacciata solo pochi anni fa. Al contrario, la Lega vive una settimana difficile: il partito di via Bellerio segna il calo più vistoso tra i big (-0,2%), scivolando al 6,6%.
Questo valore è particolarmente simbolico poiché sancisce il sorpasso (o meglio, l’aggancio) da parte di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che resta stabile al 6,6%, dimostrando come l’elettorato ecologista e radicale abbia ormai una base solida e strutturata.
Il Centro e le forze politiche minori
Spostando lo sguardo verso il centro e le formazioni minori, il quadro si fa più frammentato:
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Azione: Mantiene la sua quota del 3,4%, una stabilità che se da un lato rassicura sulla tenuta della base, dall’altro evidenzia una difficoltà cronica a sfondare verso percentuali a doppia cifra.
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Futuro Nazionale: Il nuovo soggetto politico conferma il 3,3%, dimostrando di aver già occupato uno spazio identitario preciso all’interno dell’elettorato.
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Italia Viva: Registra una flessione dello 0,2%, scendendo al 2,3%. Il partito sembra soffrire maggiormente la concorrenza del PD e dei nuovi soggetti centristi.
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+Europa: Resta ancorata all’1,4%, una posizione di nicchia ma costante.
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Noi Moderati: Perde lo 0,1%, scivolando all’1,1%, faticando a rendersi visibile all’ombra dei giganti della coalizione di governo.
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Altre Liste: Il calderone delle formazioni minori cala dello 0,2%, attestandosi al 3,6%.
Il “Partito” del non-voto: Un terzo dell’Italia resta a guardare
L’elemento di riflessione più significativo per il sistema politico italiano rimane la vasta area di chi sceglie di non rispondere. Quasi un elettore su tre (29%) dichiara infatti di non sapersi o volersi orientare verso una forza specifica. Si tratta di una quota che, nei fatti, eguaglia per dimensioni il primo partito del Paese, confermando come una parte consistente della popolazione osservi le dinamiche di palazzo con distacco o incertezza.
Questo ampio bacino rappresenta il potenziale punto di svolta per le prossime scadenze elettorali, pur evidenziando una difficoltà trasversale dei partiti nel riuscire a coinvolgere attivamente l’intero corpo elettorale.
I prossimi mesi saranno determinanti per verificare se il sistema politico tenderà nuovamente verso una polarizzazione tra i due partiti maggiori o se continuerà a distribuirsi in una costellazione di forze medie e piccole, ognuna alla ricerca di uno spazio identitario per incidere sugli equilibri nazionali.





