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“Sono solo parole”

mercoledì 14 Febbraio 2018
botindari social

Carissimi
Ma vi rendete conto che andremo a votare senza aver alcuna cognizione su programmi elettorali ma solamente dopo aver ascoltato le solite risse in tv tra contendenti di attuale opposto schieramento, poiché come ci ha insegnato la politica dopo le elezioni, potrebbero, perché nessuno l’ha ancora proibito, avvenire i cambi di casacca.
Come al solito snobberemo l’importanza del momento elettorale votando di stomaco o per ataviche convinzioni politiche senza accorgerci che i soggetti politici “padri fondatori della Repubblica”, a volte monumentali, non ci sono più, benché qualcuno si autodefinisca statista, oggi di statisti non ne vedo neanche l’ombra. Una volta esistevano i grandi leader dell’opposizione, oggi sono le opposizioni a non esistere sacrificate spesso dietro il “grande fascino dell’inciucio, tanto come diceva qualcuno “in un fuori onda”, “fatti li fatti tua” tanto cinque anni dovranno pur passare.
Il dibattito politico come al solito è impostato sulla rissa, su promesse a chi la spara più grossa e a discutere su frasi dette a volte fuori luogo. Non comprendiamo che facendo così costoro ci chiedono un lasciapassare per continuare ad esercitare questo lavoro per il quale oggi non occorrono qualità particolari.
Come si può accettare una legge che prevede collegi bloccati, come si può accettare che certi candidati siano catapultati in Parlamento senza che questi debbano competere e cercarsi i voti personali? Continueremo con i nominati e intanto l’obiettivo è quello di distrarre l’opinione pubblica con dibattiti da nulla nell’attesa che si torni a votare con buona parte del risultato già scontato, perché questa legge è stata costruita a tavolino per funzionare come il gioco dello “0” e il “X” che non permette vincitori, se ci si sa giocare.
Perché dovremmo credere alle promesse più o meno fantasiose se la prima risposta che riceveremo dopo le elezioni e sempre quella? “Io avrei voluto cambiare la norma, ma il Parlamento…”
La stragrande maggioranza delle forze politiche e dei candidati, sono uscenti da più mondati e viene scontato chiedere perché non avete cambiato il Paese? E’ sempre colpa di chi c’era prima? Ma io mi dico se sei arrivato tu e proprio perché vogliamo vedere che cosa sai fare di meglio di chi c’era prima! Non m’interessa sapere che cosa è stato, purtroppo l’ho visto e l’ho vissuto, adesso fammi vedere qualcosa di nuovo.
Abbiamo vissuto stagioni di rigore, ma anche stagioni di norme fatte sbagliare che spesso hanno ingessato il Paese tanto che oltre a non essere un paese serio non siamo un paese moderno, viviamo in uno stato di controlli, dichiarazioni, verifiche incrociate, ipocrite cacce alle streghe, quando basterebbe una sola norma: “Chi sbaglia paga e paga certamente”. Parliamo di tutto e impieghiamo la stampa sulla cazzata più grossa sparata dal leader di quella formazione, ma non vediamo un programma realizzabile. Questo stato così come è diventato costa troppo, è pieno di diseguaglianza sociale, di ipocrisia, di inadeguatezza.
Svegliamoci, non diamo l’idea di essere stupidi perché non lo siamo, ribelliamoci a chi ci propina un minestrone dove mettere tutto per poi giustificare tutto e prepararsi l’alibi per non aver risolto niente. Abbiamo delle priorità, vogliamo programmi certi e proposte serie, poi voteremo.

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