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L'audizione

Stabilizzazione Asu, Abbate: “Corsa contro il tempo. Dal primo luglio centinaia di lavoratori rimarranno a casa”

venerdì 27 Febbraio 2026
I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate

Siamo di fronte a una scadenza drammatica. Se non acceleriamo immediatamente le procedure di stabilizzazione, dal primo luglio centinaia di padri e madri di famiglia, che da 26 anni servono le nostre comunità, rischiano seriamente di ritrovarsi senza un lavoro. Non possiamo permettere che, per inadempienze burocratiche dei comuni, questi lavoratori paghino il prezzo più alto“. Così il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, intervenendo a margine dell’audizione, richiesta dal deputato regionale del Partito Democratico Mario Giambona, riguardante l’attuazione della L.R. 27/2016 e lo stato dell’arte della L.R. 1/2024 sul personale Asu.

Durante la seduta, il presidente Abbate ha audito il Dirigente Generale dell’Assessorato al Lavoro, il dott. Foti, per fare il punto sull’iter che vede nel 30 giugno il termine ultimo e invalicabile. Dopo tale data, infatti, chi non sarà stato stabilizzato cesserà di appartenere al bacino Asu, con la conseguente interruzione di ogni attività lavorativa.

Ignazio Abbate

I numeri ci dicono che la strada è tracciata, ma il ritmo non è sufficiente – continua Abbate – Ad oggi, 173 comuni siciliani hanno già completato le procedure, stabilizzando un totale di 2.099 lavoratori. Un dato significativo è che tra questi figurano ben 17 comuni in stato di dissesto finanziario, come Avola, Taormina, Castelvetrano e Licata. Questi enti hanno dimostrato che, con la volontà politica e amministrativa, la stabilizzazione è possibile anche in condizioni economiche critiche. Chi oggi non ha ancora intrapreso questo percorso non ha più scuse.  È paradossale che un lavoratore di una grande città in dissesto possa oggi guardare al futuro con serenità, mentre un suo collega in un comune con i conti in ordine rischi il licenziamento tra pochi mesi. È una disparità inaccettabile“.

Per sbloccare l’impasse Abbate ha già annunciato le prossime mosse: “Nei prossimi giorni la Commissione tornerà a riunirsi con i rappresentanti sindacali e l’Anci per definire un’azione di forza nei confronti dei comuni inadempienti. Sarà indispensabile varare una norma di proroga del termine del 30 giugno. La proroga è l’unico scudo per salvaguardare chi aspetta questo momento da oltre un quarto di secolo. Non possiamo permettere che per colpe non proprie, questi cittadini rimangano a casa dal primo luglio. Riconvocheremo le parti per mettere ognuno davanti alle proprie responsabilità, la dignità di questi lavoratori non è negoziabile“.

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