Nodi burocratici. Modifiche da fare. Ma soprattutto, almeno due possibili varianti da portare avanti. La marcia verso la ristrutturazione dello stadio Renzo Barbera entra nel vivo. Il 25 maggio, la conferenza di servizi decisoria ha tenuto un primo incontro con tutti gli attori istituzionali coinvolti. Discussione alla base della quale c’era l’enorme malloppo documentale presentato dalla Palermo FC a sostegno del piano di fattibilità tecnico-economica.
Un investimento da oltre 300 milioni di euro che non si limiterà soltanto all’impianto di viale del Fante, ma che punterà a coinvolgere tutto il tessuto urbano circostante. Un’operazione mirata alla partecipazione del capoluogo siciliano ad Euro 2032. Un traguardo al quale sia il Comune di Palermo che la Regione Siciliana puntano apertamente. Per farlo servirà una struttura al passo con le milestones UEFA. Fatto che richiederà notevoli investimenti. Proprio per questo, da Palazzo d’Orleans è stato garantito un plafond da 60 milioni di euro reperito attraverso una rimodulazione dei fondi FSC. Insomma, tutti sono pronti a fare la propria parte, con la società rosanero chiamata a mettere sul piatto il 50%+1 euro della somma necessaria. Ciò per evitare gli ostacoli burocratici dettati da un appalto pubblico. Ma nonostante la procedura di natura privatistica, restano da limare alcuni spigoli. Fatto per il quale il presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo avrebbe già calendarizzato una serie di incontri fra i rappresentanti dell’aula consiliare, gli uffici e i rappresentanti della Palermo FC.
Verso Euro 2032, il tempo scorre
Spetterà infatti al Consiglio Comunale l’ultima parola sulla nuova bozza di convenzione. Atto fondamentale nel percorso per l’avvio dei lavori sullo stadio Renzo Barbera. Il documento infatti disciplinerà i nuovi rapporti fra il Comune di Palermo e il club rosanero, anche e soprattuto nell’ottica dell’importante investimento da effettuare per il rilancio dell’impianto. Fatto a cui dovrà aggiungersi l’approvazione del piano di fattibilità tecnico-economica da parte della conferenza di servizi decisoria. Dopodichè, bisognerà inviare la documentazione agli organi preposti entro e non oltre il 31 luglio. Insomma, una vera e propria corsa contro il tempo, complicata da alcuni scogli burocratici.
Parcheggi ed ex Pallone di Italia ’90: la parola chiave è variante
I due principali nodi da sciogliere riguardano la questione parcheggi e la realizzazione di “Casa Palermo” all’interno dell’area attualmente occupata dall’ex Pallone di Italia ’90. Sulla prima questione in particolare, il 3 giugno scorso, è arrivato il parere dei gestori della riserva naturale di Monte Pellegrino. Documento dal quale sono emerse alcune criticità. “Ritenuto necessario, al fine di salvaguardare l’integrità del sito, – scrive il direttore della riserva Salvatore Palascino – escludere gli eventi musicali in quanto in contrasto con i comportamenti vitali e riproduttivi della fauna protetta, in particolare l’Aquila di Bonelli; escludere dal progetto la previsione del parcheggio piazzale del Matrimoni per non aumentare l’antropizzazione della riserva ed escludere inequivocabilmente dal progetto la previsione di realizzazione di un parcheggio nell’area ex campo nomadi“.
Vicenda sulla quale si è registrato l’intervento del Rup Fabio Granata e del Capo Area Marco Ciralli. “Si evidenzia – scrivono i due nella nota di risposta dell’8 giugno – che il piano d’uso di una riserva naturale è sovraordinato al piano regolatore generale. Di conseguenza le decisione dell’ente che gestisce la riserva prevalgono sul PRG. L’intervento pertanto dovrà essere approvato in variante al piano d’uso della Riserva Naturale di Monte Pellegrino. Il progetto dovrà essere trasmesso agli organi di controllo tecnico e scientifico per ottenere i pareri necessari rispetto ai predetti vincoli, dovrà essere sottoposto a VIA, in analogia con quanto si sta facendo per il progetto di fattibilità dello stadio e, superati i controlli ed ottenuti i pareri favorevoli, il fascicolo completo viene trasmesso all’assessorato regionale Territorio e Ambiente“.
Passaggio, quello dalla Regione, che potrebbe interessare anche il progetto sull’ex Pallone. “Trattandosi di nuove opere da realizzare in area soggetta a piano attuativo, il progetto può essere approvato in variante urbanistica, trattandosi di opere di interesse sovracomunale. In questo caso le competenze sono attribuite all’assessorato Territorio e Ambiente e il consiglio Comunale sarebbe chiamato ad esprimere parere entro 45 giorni“. In poche parole, serviranno due varianti se si vogliono mantenere questi asset all’interno del pacchetto.
Gli aspetti commerciali della convenzione
C’è poi il tema legato agli aspetti commerciali della convenzione. In una nota del 4 giugno, il dirigente Luigi Galatioto e il Capo Area Ferdinando Ania hanno sottolineato alcuni aspetti della bozza di convenzione da modificare. Ad esempio, i due tecnici infatti hanno dichiarato “non accoglibili” le ipotesi previste al punto IIIC dell’articolo 2 e al comma 4 dell’articolo 7. Dispositivi che riguardavano l’utilizzo e lo sfruttamento degli spazi pubblicitari dello stadio Renzo Barbera.
La prima norma prevedeva il riconoscimento a favore del concessionario di “impianti pubblicitari (con estensioni complessive anche in deroga ai limiti, ivi inclusi quelli di quadratura e di tipologia, posti dai regolamenti e dalle normative comunali)“. Mentre la seconda concedeva facoltà “alla società di installare impianti pubblicitari, anche con le deroghe di cui al terzultimo comma del precedente art. 2, sull’intera area oggetto della concessione (e, dunque, all’interno e all’esterno degli immobili che vi si trovano, ivi incluso lo Stadio), compresa l’area di confine (sia se fisicamente perimetrata, che non) ed anche per impianti rivolti verso l’esterno dell’area, previo pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità nei modi previsti dalla normativa vigente, infatti da intendersi, questi, non ricompresi nel canone. In relazione ai tributi dovuti per l’installazione dei predetti impianti pubblicitari, viene prevista, in favore della Concessionaria, una esenzione parziale (riduzione) del 20%“.
Un diniego ricollegato dai dirigenti ad una nota emessa qualche giorno prima dagli uffici del SUAP. Secondo quanto evidenziato dalla Capo Area Rosa Vicari infatti, “è previsto un tetto massimo complessivo di esposizione pari a 19.160 metri quadrati attualmente già raggiunto. Ulteriori spazi potranno essere resi disponibili solo all’esito dell’attività di mappatura e geolocalizzazione degli impianti esistenti, attualmente affidate a Leganet“. Inoltre, dagli uffici del Comune di Palermo è arrivata un’ulteriore richiesta di chiarimento anche sull’articolo 11. In particolare, “viene chiesto alla società cosa si intende per “affidamento a terzi operatori economici dell’utilizzo degli spazi e dei beni oggetto della concessione per quelle attività commerciali e/o diverse da quella calcistica“.




