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Spunta anche la bozza di convenzione

Fra sport, marketing ed investimenti: lo stadio Renzo Barbera che verrà, dettagli e costi del progetto

venerdì 22 Maggio 2026
Rendering stadio Renzo Barbera Popolous 2
Rendering dello stadio Renzo Barbera tratto dal PFTE - Popolous

Il futuro del calcio a Palermo si decide adesso. Archiviata l’amarezza dei tifosi per il mancato raggiungimento dell’obiettivo Serie A, Comune e City Group sono pronti a sedersi al tavolo per lavorare al piano di fattibilità tecnico-economica dei lavori sullo stadio Renzo Barbera.

La holding proprietaria del Manchester City punta molto sullo sviluppo dell’area commerciale. Fra marketing e creazione di nuove strutture, i proprietari di maggioranza del Palermo FC (il 5% delle quote è ancora in mano al presidente Dario Mirri) stanno cercando di costruire un futuro solido per la società calcistica rosanero. Buona parte di questo disegno passa, inevitabilmente, dallo stadio Renzo Barbera che verrà. Il sogno di tutti i tifosi palermitani, legato in una certa misura alla partecipazione del capoluogo siciliano ad Euro 2032.

Il percorso per il nuovo Renzo Barbera prosegue – sostengono gli esponenti di Oso-Controcorrente Ugo Forello e Giulia Argiroffi -. Oggi finalmente abbiamo un primo progetto e abbiamo diffuso anche le prime prospettive visive di come sarà. Le scelte stilistiche sembrano molto belle e richiamano le bellezze monumentali della nostra città. Per quanto concerne, invece, il piano economico-finanziario, siamo già al lavoro per studiare ogni aspetto che possa garantire la sostenibilità dell’opera nell’interesse della collettività“.

Un passaggio crocevia non solo per il progetto, depositato in questi giorni presso gli uffici del Comune di Palermo e già al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico Regionale. Ma anche per la bozza della nuova convenzione, documento che andrà a ridisegnare gli accordi fra il Comune di Palermo e il club rosanero. Atto dal quale emerge un quadro liquido, capace di adattarsi ai vari scenari offerti dall’endorsment italiano presso la UEFA.

Il nuovo stadio Renzo Barbera: la lunga marcia verso Euro 2032

Se sul fronte sportivo le soddisfazioni continuano a latitare, soprattutto alla luce dell’esito della semifinale playoff contro il Catanzaro, è sul futuro che i tifosi rosanero possono riversare le loro speranze. Un iter, quello per i lavori sullo stadio Renzo Barbera, avviato il 23 dicembre 2025. Momento nel quale la Palermo FC ha presentato il cosiddetto Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP). Il primo passaggio del nuovo corso burocratico per rilanciare le ambizioni della struttura calcistica del capoluogo siciliano. Un atto di 167 pagine nel quale venivano descritti, per sommi capi, obiettivi e linee guida dei futuri lavori. Il tutto attraverso la proposta di quattro alternative progettuali.

Il 13 gennaio 2026, il Comune di Palermo ha provveduto ad aprire la conferenza di servizi preliminare, chiusa positivamente due mesi dopo (il 16 marzo) con l’ok alla quarta versione proposta da Popolous. Studio d’architettura internazionale incaricato di stilare i primi rendering. Qualche settimana dopo, ovvero il 7 aprile, Comune di Palermo e Regione Siciliana hanno siglato l’intesa sul progetto di riqualificazione. Una settimana dopo, ovvero il 15 aprile, il Comune di Palermo ha provveduto a nominare il gruppo di tecnici che comporrà la struttura di supporto al Rup Francesco Trapani. Mentre il 24 aprile il Comune di Palermo ha poi riconosciuto il pubblico interesse dell’opera. Fatto chiave nella presentazione del sopracitato Piano di Fattibilità Tecnico-Economica.

I costi previsti nel piano di fattibilità tecnico-economica

Documento, quest’ultimo, oggi al vaglio degli uffici comunali e regionali. Sono tre i pilastri su cui si fonda l’intervento di ristrutturazione e rigenerazione urbana. Lo stadio, le pertinenze dell’impianto e “Casa Palermo“, struttura che sorgerà presso l’ex Sala Stampa di Italia ’90. L’obiettivo del progetto è quello di trasformare l’impianto calcistico di viale del Fante in uno stadio “contemporaneo, pienamente fruibile, accessibile ed integrato con il contesto urbano”.

E i costi? Secondo quanto emerge dal quadro economico, è prevista una spesa complessiva di circa 349 milioni di euro, IVA inclusa. Nell’elenco di spesa figurano ad esempio circa 235 milioni per opere civili ed elettromeccaniche, oneri di sicurezza e la creazione di un parcheggio nell’ex area nomadi. Ci sono poi 20,5 milioni di euro per le progettazioni, 1,5 milioni di euro per incentivi funzioni tecniche, 560.000 euro per collaudi, 400.000 di spese per rilievi, 23 milioni di euro per imprevisti, 5,2 milioni di euro per tributo regionale di smaltimento rifiuti, 15,37 milioni di euro per forniture ed equipaggiamenti, 8 milioni per allestimenti temporanei.

I legami con la bozza di convenzione

Documento che, gioco forza, si lega anche alla prossima convenzione da sottoscrivere fra Amministrazione Comunale e la Palermo FC. Fra gli allegati al PFTE figura già una bozza. L’obiettivo è quello di non ripetere gli errori dello scorso anno, quando l’atto naufragò sotto il peso della burocrazia. Ovviamente, da qui all’approvazione del Consiglio Comunale il documento sarà suscettibile di modifiche. Tuttavia, si intravedono già degli spunti interessanti. Il canone di concessione ad esempio rimarrà bloccato all’attuale somma di 352.000 euro annui fino al trimestre successivo ai collaudi finali dei lavori. Da quel momento in poi la cifra salirà ad 800.000 euro annui. Con riguardo al periodo, la bozza di convenzione prevede un accordo sulla base di 90 anni, con una serie di obblighi e concessioni da rispettare per entrambe le parti.

I diritti per il concessionario: pubblicità e cambio nome

Questioni regolate, in buona parte, dalla bozza di articolo 7. Al momento, sarebbe data facoltà alla società rosanero “di installare impianti pubblicitari, anche con le deroghe di cui al terzultimo comma del precedente art. 2, sull’intera area oggetto della concessione (e, dunque, all’interno e all’esterno degli immobili che vi si trovano, ivi incluso lo Stadio), compresa l’area di confine (sia se fisicamente perimetrata, che non) ed anche per impianti rivolti verso l’esterno dell’area, previo pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità nei modi previsti dalla normativa vigente, infatti da intendersi, questi, non ricompresi nel canone. In relazione ai tributi dovuti per l’installazione dei predetti impianti pubblicitari, viene prevista, in favore della Concessionaria, una esenzione parziale (riduzione) del 20%“.

La concessionaria potrebbe inoltre procedere a cambiare il nome dell’impianto Renzo Barbera, “sostituendo o postponendo a detta denominazione quello via via convenuto con uno o più eventuali sponsor”.

Un documento che immagina due scenari: con o senza Euro 2032. “Resta tra le Parti inteso che, laddove le sovvenzioni pubbliche dirette non arrivassero a coprire l’importo, allora la Società potrà liberamente optare di realizzare l’opera di cui al PFTE, ma senza la copertura di tutte le sedute dell’Impianto, anche se ciò dovesse comportare la rinuncia a poter candidare la Città di Palermo ad ospitare EURO 2032“. Tutto però, come sopra ricordato, è suscettibile di modifiche

La riqualificazione dello stadio Renzo Barbera: non solo sport, ma anche rigenerazione urbana

Discorso diverso vale sul piano di fattibilità tecnico-economica dei lavori sullo stadio Renzo Barbera. Sport e rigenerazione urbana. Il progetto di riqualificazione mira a superare le attuali criticità dell’area di viale del Fante: frammentazione degli spazi pubblici, strutture obsolete e scarsa fruibilità dei luoghi. In tal senso, è stata data particolare attenzione al tema della mobilità sostenibile e dei flussi urbani, con un potenziamento dei collegamenti pubblici (garantito dalle implementazioni su anello ferroviario, passante ferroviario e tram), la riorganizzazione dellla viabilità e l’innesto di strumenti di mobilità dolce, come ad esempio le ciclovie.

La proposta, si legge nel piano di fattibilità tecnico-economica, si ispira ai principi del cosiddetto “quarto spazio“. Una visione dell’urbanistica elaborata dall’assessore alla Rigenerazione Urbana Maurizio Carta, basata su una filosofia internazionale di integrazione di sistemi urbani. Armature cittadine che stanno ispirando anche il futuro PUG. Sul fronte della mobilità sostenibile ci sarà però da superare il problema dettato dall’attuale conformazione della linea A del tram che, durante gli eventi sportivi, potrebbe costituire delle interferenze con l’area di pre-filtraggi.

Capienza dello stadio Renzo Barbera

Il target principale del progetto resta la partecipazione ad Euro 2032. In tal senso si muove l’innalzamento dalla capienza a 38.152 posti. Un impianto nel quale si ridurrà la distanza fra giocatori e tifosi, attraverso l’eliminazione delle barriere di seperazione. Il pubblico verrà ripartito secondo le attuali fasce di prezzo, con un’area premium collocata nell’attuale tribuna centrale. Le postazioni per spettatori con mobilità ridotta saranno invece distribuite su più livelli dell’impianto e integrate da posti per accompagnatori, secondo una configurazione coerente con i requisiti normativi e con l’obiettivo di rendere l’esperienza dello stadio più accessibile, equa e contemporanea.

Con riguardo alla ripartizione dei posti a sedere, il 5% della struttura sarà dedicata al settore ospiti (1904 post); l’area hospitality e la tribuna centrale offriranno circa 6200 posti a sedere; 94 posti saranno destinati alla Sala Stampa, mentre 241 posti saranno destinate ad altre tipologie di pubblico (tesserati ospiti, delegati federali, ecc.); la quasi totalità dei posti, ovvero 29719, sarà destinata al pubblico generalista delle due curve e della gradinata Montepellegrino.

I lavori da effettuare sull’impianto

Con riguardo agli interventi sullo stadio Renzo Barbera, l’attuale schema del piano di fattibilità tecnico-economica pevede la demolizione e relativa ricostruzione dell’intero anello inferiore, il mantenimento e relativo recupero dei livelli superiori, la sostituzione della tribuna e la realizzazione di una nuova copertura dello stadio che copra l’intera platea. Così come richiesto dalle milestones della UEFA. Allo stesso tempo, il progetto introduce nuovi spazi ospitalità, premium, media, servizi al pubblico e dotazioni accessibili, adeguando l’impianto alle esigenze del calcio professionistico contemporaneo e agli standard richiesti per eventi nazionali e internazionali.

Il ruolo della nuova copertura dello stadio Renzo Barbera

Ruolo chiave in vista della partecipazione ad Euro 2032 giocherà l’edificazione della nuova copertura dello stadio Renzo Barbera. Secondo le milestones sottoscritte dalla UEFA in vista dell’Europeo di calcio, tutti i posti a sedere devono essere coperti dalla tettoia. Al momento, solo la tribuna centrale è dotata di una simile struttura, seppur ammaloratasi nel tempo.

Dal punto di vista compositivo, la copertura accompagna il profilo del nuovo catino e contribuisce a ricomporre in un unico sistema le diverse parti dello stadio. Il suo sviluppo perimetrale rafforza la continuità dell’involucro, definisce il coronamento dell’edificio e costruisce una nuova presenza urbana dell’impianto, leggibile tanto alla scala ravvicinata quanto nel rapporto con il paesaggio più ampio di Monte Pellegrino e della Favorita. Oltre al valore figurativo, la copertura svolge un ruolo determinante nel miglioramento delle prestazioni complessive dello stadio. La protezione totale degli spettatori incrementa comfort, qualità d’uso e fruibilità dell’impianto, mentre la nuova configurazione contribuisce a rafforzare la percezione unitaria dello spazio interno e l’intensità dell’esperienza durante l’evento. La copertura diventa così non soltanto un dispositivo tecnico, ma una delle principali componenti identitarie del nuovo Barbera“.

Casa Palermo, la nuova vita dell’ex Pallone di Italia ’90

Il progetto si fonda su una sinergia di spazi garantita dalle interconnessioni fra lo stadio Renzo Barbera, le relative pertinenze e “Casa Palermo“. Quest’ultimo edificio sorgerà al posto dell’ex Pallone di Italia ’90, riqualificando un’area ad oggi senza una destinazione precisa e rappresentando un elemento funzionale di supporto alle attività del club e un polo di servizi integrato. La riqualificazione di quest’area prevede l’intervento anche sulle sistemazioni esterne. Da progetto queste comprendono un parcheggio, dotato di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e stalli dedicati a utenti con disabilità. L’area destinata alla regia mobile, di circa 1000 metri quadrati, è progettata per essere utilizzata anche come parcheggio secondario nei giorni di non evento, garantendo flessibilità d’uso.

Innovazione, ma anche storia e tradizione. Una parte del progetto sulla quale Popolous punta ad integrare alcune peculiarità architettoniche del capoluogo siciliano, in modo ad armonizzare una struttura innovativa all’immenso patrimonio artistico del capoluogo siciliano. “Dal punto di vista architettonico, l’edificio è caratterizzato da una facciata a doppia pelle costituita da lamelle verticali in metallo. Il disegno delle lamelle richiama gli archetipi degli archi di matrice arabo-normanna presenti nella facciata del Palazzo dei Normanni di Palermo, reinterpretati attraverso un sistema di estrusioni che genera un articolato gioco di luci e ombre“. In prossimità di Casa Palermo è inoltre previsto un edificio accessorio monopiano destinato allo staff operativo durante gli eventi sportivi, comprendente spazi per il ritiro delle uniformi, spogliatoi, servizi igienici (condivisi con il personale dell’area regia mobile) e una sala riunioni.

Il prospetto: la tradizione della città integrata nell’innovazione

Su questa porzione dello stadio Renzo Barbera, la Soprintendenza ai Beni Culturali ha avuto richiesta dell’avvio del procedimento di verifica dell’interesse culturale. Parte della struttura risale addirittura agli ’30 del ‘900, periodo in cui è stato inaugurato l’impianto. Permanenza e trasformazione. Anche se, scrivono i progettisti, “qualora dall’esito della verifica risultasse non sussitere tale condizione, il proponente e i progettisti si riservano la possibilità di aggiornare il progetto presentato nel rispetto dei principi progettuali”.

Grande attenzione verrà dedicata alla facciata dell’impianto di viale del Fante. “Attraverso l’integrazione di forme porticate, colonne scultoree e finiture materiche in pietra o calcestruzzo, l’impianto potrà richiamare l’eleganza senza tempo della città. Tali scelte progettuali contribuiranno a creare uno spazio di forte impatto visivo e profonda risonanza culturale e sociale, capace di celebrare la storia stratificata di Palermo e, al tempo stesso, offrire un moderno scenario per lo sport, lo spettacolo e la vita della città”.

Il tema dei parcheggi: l’interesse per l’ex campo Rom

Mobilità dolce ma anche e soprattutto parcheggi. Convincere il cittadino palermitano a lasciare l’auto a casa non sarà missione facile. Per questo, fra le pieghe del progetto, si sta valutando la realizzazione di un’area alberature nell’ex campo Rom. Un’area che al momento, secondo i progettisti, “risulta oggi fortemente alterata dal punto di vista dei suoli, a seguito del precedente utilizzo come campo nomadi che ha comportato la modifica radicale dei terreni con l’introduzione di superfici ampiamente pavimentate”. Una zona che in futuro potrebbe ospitare 424 posti auto, di cui 9 riservati alle persone con disabilità. L’accesso al parcheggio avverrebbe da via Del Fante, nel punto più settentrionale dell’area di intervento, mentre l’uscita sarà collocata su viale Rocca.

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