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Sul progetto mancano 30 milioni all'appello

Stadio Renzo Barbera, le proposte di Controcorrente sulla convenzione: risultati, tutela del nome ed accessibilità

lunedì 13 Luglio 2026
Rendering stadio Renzo Barbera Popolous 2
Rendering dello stadio Renzo Barbera tratto dal PFTE - Popolous

Meno di tre settimane. E’ questo il tempo rimasto a disposizione della conferenza di servizi decisoria nominata dal Comune di Palermo per chiudere il cerchio sulla candidatura dello stadio Renzo Barbera ad Euro 2032. Come raccontato dalla redazione de ilSicilia.it qualche giorno fa, il prossimo 20 luglio è stato convocato un vertice a Villa Niscemi che vedrà coinvolte tutte le parti in causa nella redazione del progetto e della relativa convenzione. Consiglio Comunale compreso.

Un organo che, tecnicamente, avrà l’ultima parola della questione. Tuttavia, gli esponenti di Sala Martorana potrebbero doversi esprimere in tempi ristretti. Fatto che potrebbe pregiudicare le possibilità di apportare modifiche da parte dell’aula. Scenario nel quale Ugo Forello e Giulia Argiroffi, esponente del gruppo Oso-Controcorrente, stanno provando ad anticipare i tempi rappresentando alcune migliorie da apportare all’atto. Fra queste il riferimento alla necessità di raggiungere il risultato sportivo, la tutela del nome dell’impianto e l’accessibilità sociale ed inclusiva. Prima però, bisognerà sciogliere alcuni nodi alla base della decisione della conferenza di servizi. Fra questi quelli legati al fabbisogno finanziario del progetto e le modalità di ingresso dei tifosi “ospiti” alla struttura di viale del Fante.

I trenta milioni mancanti all’appello

Dubbi messi nero su bianco in due note distinte inviate il 10 luglio dai tecnici Sergio Pollicita e Francesco Trapani sia al sindaco Roberto Lagalla che alla Presidenza del Consiglio Comunale. Nel primo atto, i dirigenti del Comune di Palermo fanno riferimento ad un documento inviato dal club rosanero il 6 luglio, in cui sarebbe stato comunicato che “per una quota del fabbisogno finanziario, pari a trenta milioni di euro, si prevede di acquisire ulteriori fondi pubblici (non comunali) per i quali sono in corso specifiche interlocuzioni, precisando che, dove tali risorse pubbliche non dovessero essere reperibili, ‘il proponente si riserva ogni valutazione in ordine alla relativa copertura’. A tal proposito, dal Comune di Palermo sarebbe arrivata la disponibilità a contribuire tramite la devoluzione di mutui datati e non utilizzati.

Il nodo dell’ingresso dei tifosi ospiti

L’altro tema riguarda l’ingresso all’impianto di viale del Fante per le tifoserie “ospiti”. Un problema che interesserebbe una porzione di terreno al momento di competenza della Sipet. Società che ad oggi gestisce l’Ippodromo di Palermo. Il mese scorso, l’azienda in questione aveva avuto un fitto scambio di missive sia con il Comune di Palermo che con la Palermo Fc. Lettere nelle quali aveva manifestato disponibilità ad un incontro e alla concessione temporanea degli spazi durante le partite giocate allo stadio Renzo Barbera. Sulla questione però non è ancora arrivato un chiarimento definitivo. Tanto che, Pollicita e Trapani hanno sottolineato in una seconda nota che “non è ipotizzabile chiudere i lavori della Conferenza di servizi decisoria, che propone gli scenari sopra descritti, senza la condivisione delle parti. L’imposssibilità di definire lavori della Conferenza di servizi decisoria pregiudica, peraltro, la concreta erogazione del contributo finanziario prospettato dalla Regione Siciliana.

Appare pleonastico evidenziare – aggiungono – che le dilazioni nelle tempistiche previste nel cronoprogramma dell’intervento rischiano di pregiudicare irrimediabilmente la dichiara volontà di candidare lo stadio della nostra città a ospitare la fase finale di Euro 2032, con conseguente danno all’immagine della stessa, dal momento che il progetto di riqualificazione costituisce un efficace volano di attrattività turistica e uno strumento di integrazione, nonchè di riqualificazione delle aree limitrofe a beneficio della fruzione delle stesse da parte dell’intera collettività“. Una questione da chiarire in tempi brevi, in modo da addivenire ad un accordo già per la riunione del prossimo 20 luglio.

La nuova convenzione: tre bozze sul tavolo

Parallelamente, dalle parti di Palazzo delle Aquile, si sta muovendo tutta la macchina burocratica relativa alla nuova convenzione fra il Comune e la Palermo FC. Documento chiave per sostenere i futuri lavori da eseguire sull’impianto di viale del Fante. Al momento, sul tavolo ci sarebbero più bozze. Almeno tre. Una risalente a metà maggio, mentre le altre due sarebbero più recenti (rispettivamente del 9 e del 10 luglio). Una volta scelta la strada da seguire, la parola passerà al Consiglio Comunale. I margini di manovra però rischiano di essere ristretti. Fatto che ha portato gli esponenti di Oso-Controcorrente Ugo Forello e Giulia Argiroffi ad anticipare i tempi, proponendo delle migliorie all’atto. Approfittando anche di una generale condivisione in Consiglio Comunle dell’importanza della candidatura della città ad Euro 2032.

Palermo e la sua preziosa tifoseria meritano un percorso sereno, chiaro e privo di decisioni prese di fretta all’ultimo minuto – sottolineano Forello e Argiroffi -. Da palermitani siamo profondamente orgogliosi del punto a cui siamo arrivati e degli investimenti della società. Proprio perché la posta in gioco è alta, sentiamo il dovere di fare la nostra parte in anticipo a tutela del patrimonio comune, dell’accessibilità per tutti e del rispetto per il cuore rosanero, che è il vero motore di questa avventura“.

Risultati sportivi, accessibilità e nome: le modifiche chieste da Oso-Controcorrente

Fra le proposte di modifica avanzate da Oso-Controcorrente c’è quella relativa al legame fra la nuova convenzione e la necessità di garantire il raggiungimento del risultato sportivo. Uno dei pochi talloni d’Achille di questi quattro anni targati City Group. “Lo stadio deve essere lo specchio dei risultati sul campo. La gestione dell’impianto deve essere strettamente finalizzata a garantire la massima competitività e deve riflettersi in programmi societari ambiziosi, orientati alla stabilità e al successo nelle massime categorie professionistiche. La resa sul campo e il prestigio sportivo sono elementi essenziali per giustificare una concessione a lungo termine“.

C’è poi il nome della tutela del nome e dell’identità dell’impianto. Renzo Barbera ha rappresentato la storia del club rosanero. Tuttavia, nelle attuali bozze di convenzione, ci sarebbe la possibilità di concedere a brand privati la denominazione della struttura in cambio di un compenso economico capace di garantire entrate alla società di viale del Fante. Questione sulla quale Forello ed Argiroffi non sono d’accordo. “Il nome dello storico impianto “Renzo Barbera” rappresenta un valore affettivo non sostituibile. Eventuali accordi commerciali dovranno quindi orientarsi verso formule di associazione del marchio che non cancellino la memoria storica dell’impianto“.

C’è poi il tema legato all’accessibilità e all’inclusione sociale, soprattutto delle categorie protette e delle  persone con disabilità. “Lo stadio deve rimanere un luogo di aggregazione popolare aperto a tutti. Si propone l’introduzione di una quota fissa di posti gratuiti a rotazione per i bambini delle scuole dell’obbligo e delle scuole calcio popolari (con focus sulle periferie), e una riserva di almeno il 5% della capienza a tariffe rigidamente calmierate per i cittadini con disabilità, le associazioni del terzo settore e le famiglie in difficoltà economica. La crescita della società e il benessere della città non sono obiettivi in contrasto, ma due facce della stessa medaglia. Vogliamo offrire uno strumento di dialogo sereno: perché la storia, la dignità e il futuro di Palermo e del popolo rosanero si scrivono insieme, con attenzione, responsabilità e cuore“.

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