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Tolta l'area all'Ippodromo per interesse pubblico

Stadio Renzo Barbera, non c’è accordo fra Sipet e Palermo FC: Lagalla rompe gli indugi sui lavori

venerdì 17 Luglio 2026
Rendering stadio Renzo Barbera Popolous
Rendering dello stadio Renzo Barbera tratto dal PFTE - Popolous

Non c’è accordo fra la Sipet e la Palermo FC. E Roberto Lagalla rompe gli indugi sui lavori da eseguire allo stadio Renzo Barbera. Con una nota del 16 luglio, il sindaco del capoluogo siciliano e l’assessore al Patrimonio Brigida Alaimo hanno disposto che la porzione di terreno ricadente nell’area dell’Ippodromo venga utilizzata per i lavori di ristrutturazione dell’impianto di viale del Fante. Inutili quindi i tentativi di mediazione che il primo cittadino ha effettuato per mettere d’accordo le parti. Non ultimo quello del 14 luglio, documentato dalla redazione de ilSicilia.it. Un vertice informale nel quale però le proposte degli enti gestori sono rimaste lontane.

Una lunga trattativa andata in fumo

Il tempo stringe. E non si può più aspettare. La questione andava risolta rapidamente, così come chiesto il 13 luglio dai dirigenti Sergio Pollicita e Francesco Trapani. Ciò per completare la conferenza di servizi decisoria, consegnando al Consiglio Comunale un piano di fattibilità tecnico-economica già definito in vista del vertice calendarizzato per il 20 luglio a Villa Niscemi. Passaggio chiave in vista della definizione della delibera da votare in aula. Un iter lungo, così come sottolineato dal sindaco Roberto Lagalla. “La Palermo FC in sede di DOCFAP ha presentato, fra le altre, un’ipotesi progettuale che prevedeva l’estensione dell’attuale concessione a discapito di una porzione di area attribuita in concessione alla Sipet. Tale ipotesi trova giustificazione progettuale nell’esigenza di prevedere la copertura integrale dello stadio, elemento necessario ed imprescindibile per la candidatura della Città di Palermo a Euro 2032“.

“Parti non hanno dimostrato pari impegno per un accordo”

Le parti però non sono giunte ad un’intesa. Fatto sottolineato in maniera marcata dal primo cittadino. “Non si può sottacere che questa Amministrazione, nell’intento di raggiungere l’obiettivo, ha profuso il massimo impegno definendo positivamente la conferenza preliminare, avviando la conferenza decisoria e da ultimo convocando apposita riunione in data 14 luglio, anch’essa conclusasi senza intesa. Per contro non si ritiene, almeno per ciò che qui rileva, che le parti abbiano dimostrato pari impegno. Risulta infatti che le numerose interlocuzioni formali ed informali intrattenute fra le stesse l’Amministrazione Comunale non abbiano raggiunto un risultato utile per la definizione della controversia. A pochi giorni dal termine perentorio del 31 luglio fissato dalla FIGC e dalla UEFA. Termine entro il quale anche il Consiglio Comunale dovrà pronunciarsi“.

Stadio Renzo Barbera, la decisione di Roberto Lagalla

Uno scenario nel quale Roberto Lagalla ha rotto gli indugi, disponendo che l’area posta alle spalle della Curva Sud venga utilizzata per i lavori dello stadio Renzo Barbera. “Rilevata l’imminente scadenza dei termini posti dalla FIGC e dalla UEFA e tutto sopra esposto, confermato l’interesse pubblico e la strategicità dell’intervento di riqualificazione dello stadio Renzo Barbera, si dispone che l’area del Patrimonio avvii la procedura per l’emissione del provvedimento, adeguatamente motivato, di riduzione della concessione in favore della Sipet, provvedendo altresì alla proporzionale riduzione del canone. Si dispone per l’area dei Lavori Pubblici di assicurarsi che nel quadro economico del Piano di Fattibilità Tecnico Economica siano previste le risorse stimate dai progettisti per le opere di completo ripristino, consequenziali alla realizzazione del progetto, di ciò che dovessere ricadere nell’area di cui sopra“.

Resta impregiudicata – conclude il sindaco – la facoltà rimessa all’esclusiva volontà della Sipet e della Palermo FC di comunicare, entro i termini utili per la redazione del progetto esecutivo, un eventuale accordo che tenga conto dei ripristini, anche sotto il profilo della quantificazione dei costi, che si renderanno necessari qualora optassero per le soluzioni progettuali esposte nelle planimetria proposte dalla Palermo con nota del 10 luglio 2026“.

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